Tag Archive for ‘Mantega’
Inflazione, balzo preoccupante
In Brasile l’indice che misura l’inflazione comincia a preoccupare anche le autoritá nazionali, e non soltanto la societá civile, che ormai da anni assiste impotente al costante balzo dei prezzi. Ad agosto l’Índice nacional de preços ao consumidor amplo (Ipca), secondo quanto riferisce l’Instituto brasileiro de geografia e estatística (Ibge), é cresciuto dello 0,37 per cento rispetto a luglio: ció significa che nell’arco degli ultimi dodici mesi l’inflazione ha toccato quota 7,2 per cento, il dato piú elevato dal giugno del 2005.
Brazil economy, qualche ombra
L’economia verdeoro vola, ma cominciano ad apprire ombre. Non certo quelle del rallentamento, che al contrario in molti auspicano, se non altro per smorzare le pressioni inflazionistiche e prevenire i rischi di bolla creditizia e immobiliare. L’ombra é la deindustrializzazione del tessuto produttivo.
Auto, Brasile Paese di Cuccagna
Stupefacenti i dati che giungono dal mercato brasiliano dell’auto, che confermano la fase di boom che sta attraversando il Paese. Ove il dinamismo del tessuto produttivo, in combinato disposto coi programmi socioasistenziali, ha messo all’angolo povertá, fame e miseria, ed ha lasciato interdetti chi – e noi eravamo tra questi – era convinto che i progressi economici potessero passare solo attraverso riforme radicali e di carattere egualitario, nei settori vitali dell’educazione e della sanitá.
Brasile caro e italiani in fuga
Il Brasile é uno dei paesi piú cari al mondo, il boom prosegue, e molti italiani che vi si erano trasferiti per fruire della forza dell’euro – se non se ne sono giá andati da tempo – stanno meditando di ripercorrere la via del ritorno. A seconda dei casi, si tratterá d’una exit strategy, oppure d’una precipitosa fuga, analoga a quella del 29 aprile 1975, quando gli ultimi statunitensi – come nella foto – lasciavano l’Ambasciata di Saigon.
Brasile, lo spettro della bolla
Se fino a qualche mese fa l’ottimo momento dell’economia brasiliana veniva definito sinteticamente come boom, adesso le riviste di settore nazionali e straniere usano un termine piú preoccupante. La parola bolla (bolha in portoghese), declinata come immmobiliare o creditizia, tanto per cominciare ha giá battezzato interessanti blog: sul web troviamo, solo per fare un esempio, Bolha imobiliária no Brasil, Bolha imobiliária de Brasília, Bolha imobiliária em Brasília e no Brasil.
Tessile e calzaturiero, difficoltá
Da decenni la moda brasiliana é sinonimo di fascino e originalitá, trainando l’intero settore dell’industria tessile: giorni fa é stato celebrato il trentesimo anniversario del tanga, indossato per la prima volta nella spiaggia d’Ipanema dalla modella Rose Di Primo. Un discorso analogo va fatto per la produzione di calzature: il Paese non é piú solo meta di politiche di delocalizzazione (Clark cominció ad operare in Brasile nel 1822, ndr), ma le scarpe verdeoro vengono apprezzate anche in Italia.
Financial times, bolla creditizia?
Nel secondo trimestre 2011 sono cresciuti i tassi d’inadempienza sia dei consumatori che delle imprese brasiliane, raggiungendo rispettivamente quota 3,9 e 6,4 per cento. Quest’ultimo dato é stato giudicato eccessivo dal “Financial times”, che ha parlato d’un pericolo di bolla creditizia nel Paese.
Moody’s promuove il Brasile
L’agenzia Moody’s premia il Brasile, elevandone il rating da Baa3 a Baa2. Gli analisti hanno dichiarato di aver fiducia negli sforzi del Governo sotto il profilo della politica fiscale, della lotta all’inflazione e soprattutto della riduzione del credito. La notizia ha reso euforico il ministro Guido Mantega – secondo cui la promozione é segno della forza dell’economia nazionale – che spera che in futuro l’agenzia possa di nuovo elevare il rating brasiliano.
Rischio sovrano, Brasile supera Usa
Il ministro dell’Economia Guido Mantega nelle scorse ore era raggiante, tanto che é giunto a prendere in giro gli Stati uniti: l’indice che misura il rischio sovrano brasiliano é infatti sceso sotto il livello di quello statunitense. «Non posso resistere a fare un commento sul fatto che per la prima volta», ha detto, «il rischio sovrano del Brasile é inferiore a quello degli Stati uniti». Secondo l’economista, tutto ció significa che «stiamo conducendo una politica economica corretta», e che il Brasile si sta facendo rispettare di fronte al resto del mondo.
Ultima frontiera, voto biometrico
Il Brasile, pioniere nel voto elettronico dal 1996, non si ferma a questa modalitá elettorale tuttora all’avanguardia, ma cercherá gradualmente d’implementare il voto biometrico a mezzo d’impronta digitale, che ha fatto il suo esordio – in alcune localitá e a titolo di sperimentazione – alle elezioni municipali dell’ottobre 2008.
Frutta e verdura, prezzi record
Secondo un rapporto della Coldiretti dedicato al commercio estero, nel 2010 le importazioni di cocomeri dal Brasile sono calate del settantaquattro per cento. Nonostante l’euforia dell’associazione, che attribuisce il risultato al successo della campagna che promuove i cibi locali «a chilometri zero», il dato va imputato ai bassi volumi della raccolta brasiliana durante la stagione 2010/2011, che si é chiusa in anticipo rispetto a quanto avviene di norma, per via delle eccezionali piogge.
Lagard fa campagna in Brasile
La ministra delle Finanze francese, Christine Lagarde, é volata a Brasília, per sostenere la sua candidatura alla direzione generale del Fondo monetario internazionale. Ha incontrato il proprio omologo Guido Mantega, e il presidente del Banco central, Alexandre Tombini. A confermare l’importanza geopolitica che il Paese ha ottenuto, é giunto l’annuncio che con lo stesso scopo vi ha programmato una visita anche Agustín Carstens, presidente del Banco centrale messicano.
Fmi, interviene il Brasile
Il ministro dell’Economia brasiliano, Guido Mantega, é intervenuto sulla nomina del nuovo direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), in seguito alle dimissioni di Dominique Strauss-Kahn. A suo giudizio, chi sará nominato nelle prossime settimane dovrebbe occupare l’incarico in via provvisoria, solo per completare il mandato dell’economista francese, in scadenza nel novembre del 2012.
Brasile, abbasso il risparmio!
Il ministro brasiliano dell’Economia, Guido Mantega, ha dichiarato che «il peggior momento per l’inflazione sta passando, é giá alle spalle. A partire da maggio i prezzi in Brasile cominceranno a diminuire, e l’inflazione sará sotto controllo. Il momento del calo é giá arrivato». Al di lá dei dubbi di alcuni analisti sull’effettivitá dell’annunciato calo dei costi, c’é da osservare che almeno nel corso del 2010 l’impennata dei prezzi non ha scoraggiato i consumatori.
Brasile, spettro dell’inflazione
Il ministro dell’Economia brasiliano, Guido Mantega, di fronte ai timori generalizzati legati all’aumento dei prezzi, ha dichiarato che il Paese possiede una delle economie piú solide al mondo, ammettendo tuttavia che «esiste un’incremento dell’inflazione a livello mondiale». Secondo Mantega, il Paese é comunque preparato ad affrontare l’emergenza, aggiungendo che «in materia d’inflazione, il Brasile, nel quadro mondiale, non é messo male».
Mantega per il cambio fluttuante
Mentre continua il buon momento dell’economia brasiliana – e il tasso di disoccupazione del 6,5 per cento di marzo é il piú basso da quando, nel 2002, il computo viene effettuato con gli attuali criteri – il ministro Guido Mantega si fa sempre piú protagonista della scena politica nazionale. Giorni fa il titolare del dicastero economico ha infatti suggerito, durante una riunione del G20 a Washington, che ogni Paese adotti il sistema del cambio fluttuante, al fine di eliminare le asimmetrie tra i sistemi cambiari dei vari Paesi, che ostacolano il flusso dei capitali.
Dilma al primo traguardo
Il capo dello stato brasiliano Dilma Rousseff ha tagliato il traguardo dei primi cento giorni di Governo: quelli considerati piú facili, poiché si puó procedere col vento in poppa della vittoria elettorale. Secondo gli analisti, la presidenta ha dato conferma delle sue capacitá di controllo dell’Esecutivo: con la ben nota ruviditá negli incontri privati ed atteggiamenti da «dottor Sottile» in pubblico, ha messo in riga alleati, sindacati e industriali, bloccando ogni personalismo.
Boom Brasil, lo dice Fitch ratings
L’agenzia Fitch ratings ha promosso il Brasile, la cui classificazione del rischio Paese – il cosiddetto risco Brasil – passa da BBB- a BBB. La decisione, secondo il ministro dell’Economia Guido Mantega, puó far aumentare l’entrata di dollari, cosa che continua a rappresentare una minaccia per il cambio e quindi l’export, «ma é meglio avere questo problema dell’eccesso di dollari, che quello che avevamo in passato, della loro mancanza».
Troppi dollari, iof aumentata
Brasília ha alzato la tassa Iof (Imposto sobre operações financeiras), portandola dal 5,38 al sei per cento. Il balzello graverá sull’acquisto dall’estero di titoli del debito locali fino a 360 giorni, e non riguarderá le emissioni obbligazionarie sopra i diciotto mesi. Il fine, come nel caso degli interventi scorsi, é frenare i flussi di capitali esteri in Brasile, che stanno provocando un forte deprezzamento del dollaro e dell’euro nei confronti del real, con la conseguenza di ostacolare l’export.
Mantega, stringere la cinghia
Il ministro brasiliano dell’Economia, Guido Mantega, ha ammesso che anche in Brasile bisogna stringere la cinghia, e che sono allo studio ulteriori tagli alla spesa pubblica e gli aumenti di alcune imposte. Il titolare della Fazenda, assieme alle autoritá del Banco central, sta intanto pensando a nuove misure per frenare la caduta della moneta statunitense , che al momento in cui si scrive é quotata 1,64 real. Secondo indiscrezioni, non sarebbero esclusi un’ulteriore innalzamento dell’Imposto sobre operações financeiras (Iof), né un controllo piú rigido sui capitali stranieri.
Mantega sulla crisi araba
Il ministro brasiliano dell’Economia, Guido Mantega, ha mostrato una certa tranquillitá riguardo all’impatto che possono avere nel Paese sudamericano le crisi politiche che stanno scatenandosi in Medio oriente e nell’Africa del nord. «Per ora la crisi del petrolio», ha detto ai micorfoni di Globo news, «é limitata», poiché ha coinvolto solo Nazioni piccole, tuttavia «l’importante é che non si estenda all’Arabia saudita».
Senato, salário mínimo day
In giornata il Senato brasiliano voterá l’aumento del cosiddetto salário mínimo, che con buone probabilitá sará fissato in 545 real, il valore giá approvato alla Camera e proposto con decisione dal Governo di Dilma Rousseff. Seppure il ministro dell’Economia Guido Mantega vada dicendo da tempo che un aumento superiore minerebbe la stabilitá finanziaria del Paese, molti senatori della stessa coalizione di maggioranza e dello stesso Partido dos trabalhadores (Pt) hanno dichiarato di essere favorevoli a una quota un poco maggiore, corrispondente a 560 real.
Il Governo annuncia tagli
Il Governo brasiliano di Dilma Rousseff fa il suo esordio in campo economico con una stretta alla spesa pubblica: in conferenza stampa i ministri dell’Economia Guido Mantega e della Pianificazione Miriam Belchior hanno annunciato un taglio di cinquanta miliardi di real dal bilancio del 2011. Il ministro d’origini genovesi ha peró sottolineato: «Questo consolidamento fiscale non é come quel vecchio riaggiustamento fiscale, che produceva un arretramento dell’economia e degli investimenti, ma é volto a raggiungere una crescita sostenibile».
Mantega attacca l’Fmi
Lo scrivono le riviste di settore e non solo: l’«uomo forte» del Governo di Dilma Rousseff é il ministro da Fazenda, il genovese Guido Mantega. Non solo, si badi bene, negli affari strettamente economici. Questa responsabilitá gli ha attribuito l’autorevolezza per un attacco frontale al Fondo monetario internazionale, che in Brasile non ha precedenti.
Dollaro e euro a picco, misure
Il Banco centrale brasiliano ha adottato nuove misure per contenere l’inarrestabile valorizzazione della moneta nazionale, rispetto alle divise europea e statunitense. In sostanza – per evitare che le banche investano in Brasile le montagne di dollari che piovono loro addosso dal mondo intero – si impone loro un sorta di ulteriore depósito compulsório, questa volta legato ai depositi in dollari. Lo stesso Guido Mantega aveva detto giorni fa che il costante rafforzamento del real aveva fatto scattare il segnale d’allarme per l’economia brasiliana e stava danneggiando l’export.
Mantega attacca l’Fmi
Lo scrivono le riviste di settore e non solo: l’«uomo forte» del Governo di Dilma Rousseff é il ministro da Fazenda, il genovese Guido Mantega. Non solo, si badi bene, negli affari strettamente economici. Questa responsabilitá gli ha attribuito l’autorevolezza per un attacco frontale al Fondo monetario internazionale, che in Brasile non ha precedenti.
Il Brasile “abbandona” l’Europa
Il ministro dell’Economia brasiliano Guido Mantega ha risposto picche all’accorata richiesta di aiuto economico del Portogallo, che attraverso il proprio ministro delle Finanze Fernando Teixeira dos Santos aveva chiesto alla potenza sudamericana di acquistare titoli del debito pubblico. Il politico ha spiegato il rifiuto nei confronti della “madrepatria” affermando che il Governo di Brasília é a favore dell’adozione d’una misura di piú ampio respiro, che coinvolga anche gli altri Paesi dell’Unione europea che passano per gli stessi problemi di crisi della fiducia.
Brasile, show del consumismo
Uno degli aspetti del nuovo miracolo economico brasiliano é l’euforica corsa agli acquisti necessari e superflui, lo spensierato consumismo. É di questi giorni la notizia che i brasiliani sono i primi in America latina in quanto ad acquisti on line, preceduti dagli argentini. Secondo una ricerca dell’agenzia Comscore, il novantaquattro per cento degli internauti brasiliani che visitano portali dedicati alle vendite via web finisce infatti per acquistare, contro l’ottantanove degli argentini.
Governo Dilma quasi pronto
Quasi pronto l’Esecutivo di Dilma Rousseff. Nessun dubbio per l’équipe economica: Guido Mantega – nato a Genova nel 1949 – conserverá l’incarico di ministro dell’Economia, e due personalitá all’apparenza molto diverse tra loro faranno il loro esordio. La nuova titolare del dicastero della Pianificazione sará Miriam Belchior – un’altra lady di ferro cresciuta a pane e politica – che per 10 anni fu moglie di Celso Daniel, il sindaco petista di Santo André presso San Paolo ucciso in circostanze oscure nel 2002.
Governo Dilma prende forma
La presidente eletta del Brasile ha deciso: dentro il genovese Guido Mantega e Antônio Palocci, fuori (e senza tanti complimenti) Henrique Meirelles. Dilma Rousseff, seguendo il consiglio di Luiz Inácio Lula da Silva, ha invitato il ministro dell’Economia a conservare la carica anche nel suo futuro Governo. L’interessato, la cui visione dell’economia a favore della crescita (desenvolvimentista, dicono i brasiliani) la unisce alla futura presidente, ha subito accettato.
Dilma caccia Meirelles?
Come noto, il boom economico brasiliano – di cui tanto si é parlato sulle pagine di questa testata – piú che essere trainato da uno straordinario processo di industrializzazione, all’insegna d’innovazione, qualitá dei prodotti, ricerca scientifica, e culto del made in Brazil, é dovuto all’esportazione in larga scala delle cosiddette commodity, particolarmente appetite dalle potenze emergenti in continua crescita.
Real sopravvalutato, lotta continua
Il real brasiliano, sull’onda della fase d’espansione che vive il Paese, continua a valorizzarsi, e la sua forza é tale che é considerata controproducente non solo dalle imprese che operano sul mercato internazionale – ansiose di esportare i propri prodotti – ma anche dal Governo.
Brasile, le ultime dal boom
Il miracolo dell’economia brasiliana é inarrestabile, come le news che dettagliatamente e quotidianamente lo descrivono. É di questi giorni la notizia che il tasso di disoccupazione verdeoro, calcolato dall’Ibge (Instituto brasileiro de geografia e estatística), é sceso a quota 6,7 per cento: il valore piú basso da quando, nel marzo 2002, il dato viene rilevato secondo i parametri attuali.
Brasile, sempre piú boom
Nel secondo trimestre dell’anno, l’economia brasiliana é cresciuta dell’1,2 per cento rispetto ai tre mesi precedenti: ció significa che nel primo semestre del 2010 la crescita del prodotto interno lordo (pil) nazionale ha toccato la strepitosa quota dell’8,9 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2009. Lo ha comunicato l’Ibge (Instituto brasileiro de geografia e estatística), secondo cui negli ultimi dodici mesi la ricchezza verdeoro ha goduto di un’espansione corrispondente al 5,1 per cento.
Il Brasile aiuta la Grecia
«Clamoroso al Cibali», si sarebbe commentato pochi anni fa. Oggi peró non sorprende piú nessuno che il Brasile sia stato chiamato – naturalmente accettando – a collaborare agli sforzi per salvare l’economia della Grecia, Paese dell’area euro, e neppure l’unico arrivatovi. Il Paese sudamericano dal 2009 fa parte del ristretto gruppo delle Nazioni creditrici nei confronti del Fondo monetario internazionale (Fmi) (sono in totale trentotto, ndr) , e cosí contribuirá – apportando 286 milioni di dollari – al pacchetto predisposto dell’istituzione internazionale.
Lavoro, un gennaio record
Il ministro del Lavoro brasiliano Carlos Lupi, del Partido democrático trabalhista, ha detto che i dati preliminari in suo possesso indicano che quello appena trascorso é stato il miglior gennaio di sempre, per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro. Dovranno quindi essere superarati i 142mila nuovi impieghi del gennaio 2007. Nel corso dell’anno, secondo il ministro, si dovrebbe creare il doppio dei 995mila posti di lavoro com carteira assinada, ossia formali, generati nel Paese nel 2009.
Il Brasile ha giá ripreso a correre
Mentre gli economisti del mondo intero stanno commentando le proiezioni della Goldman Sachs – nel 2016 i Paesi del Bric (Brasile Russia, India e Cina) genereranno un prodotto interno lordo (pil) pari a un terzo di quello dei Sei grandi (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia), e superiore a quello dei quattro maggiori Paesi europei – in Brasile si festeggiano le previsioni del Governo: nel 2010 il pil nazionale crescerá del 5,2 per cento, gli investimenti aumenteranno del 16,1 e saranno creati un milione e 600mila posti di lavoro.
L’economia brasiliana torna a correre
Tra le maggiori economie mondiali, la brasiliana é senz’altro tra quelle che piú agevolmente sono riuscite a superare la recente crisi dei mercati. Nel terzo trimestre di quest’anno, il prodotto interno lordo (pil) nazionale é cresciuto dell’1,3 per cento rispetto…


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