Tag Archive for ‘Ipea’
Trasporto pubblico, si può fare meglio
Nelle grandi città brasiliane l’opinione dei cittadini sul trasporto pubblico non è delle migliori.
Pregiudizi verso i migranti boliviani
Un recente studio dell’Ipea (Instituto de Pesquisa Econômica Aplicada) afferma che la regione metropolitana di San Paolo ospita il 45% di migranti, tra stranieri e brasiliani não paulistas.
Clamoroso, dollaro come nel 1999
Il dollaro ha di nuovo perso valore sul real ed é sceso a quota 1,55, valore mai raggiunto dal 19 gennaio 1999. Era l’epoca dell’inizio del secondo mandato di Fernando Henrique Cardoso, e un’altra era geologica, in termini economici. Secondo gli analisti, nel secondo semestre la moneta statunitense dovrebbe passare per un moderato processo di valorizzazione nei confronti delle altre valute.
Brasile soffocato dal traffico
Secondo un rapporto dell’Ipea (Instituto de pesquisa econômica aplicada) dedicato alla mobilitá urbana, i brasiliani usano sempre meno i mezzi pubblici, specie gli autobus, mentre cresce il ricorso a mezzi propri, e come noto aumentano le vendite di auto e moto. Si rileva che il ricorso ai trasporti pubblici é calato, tra il 1997 ed il 2007, del trenta per cento, mentre si é verificato un vero balzo del prezzo dei biglietti.
L’Ipea fotografa neri verdeoro
Secondo il rapporto «Dinâmica demográfica da população negra brasileira», pubblicato dall’Instituto de pesquisa econômica aplicada (Ipea), la popolazione brasiliana di colore é giovane, é piú povera e prolifica rispetto ai bianchi, e sopra tutto é piú esposta a mortalitá por cause esterne, come l’omicidio.
Boom Brasile, penuria di colf
Secondo un rapporto di recente pubblicato dall’Instituto de pesquisa econômica aplicada (Ipea), nei prossimi mesi sará sempre piú difficile trovare in Brasile donne disposte a lavorare come colf. Lo studio indica come cause del fenomeno sia il surriscaldamento dell’economia nazionale, che ha creato nuovi posti di lavoro, sia la maggiore facilitá d’accesso a corsi professionali, e piú in generale al sistema educativo.
Brasile, in aiuto ai «paesi poveri»
Gli aiuti allo sviluppo devoluti dal Brasile, in termini reali, tra il 2005 e il 2009, sono cresciuti del cinquanta per cento: é quanto attesta il primo bilancio del settore della cooperazione allo sviluppo, elaborato dall’Ipea (Instituto de pesquisa econômica aplicada), e dall’Abc (Agência brasileira de cooperação), legata al Ministero degli Esteri.
4 brasiliani su 10 senza conto
Nonostante la fase di espansione economica che vive il Brasile, e il contestuale processo di bancarização dei cittadini, il quaranta per cento della popolazione non possiede ancora nessun conto in banca. Lo si ricava da un rapporto dell’Ipea (Instituto de pesquisa econômica aplicada), secondo cui la percentuale piú alta di “esclusione bancaria” la si trova nel Nordeste, ove il 52,6 per cento degli abitanti non ha alcun rapporto con gli istituti bancari.
Brasile, numeri di fine anno
Secondo un rapporto dell’Instituto de pesquisa econômica aplicada (Ipea) pubblicato giorni fa, in Brasile le lavoratrici guadagnano meno degli uomini: la partecipazione femminile alla massa salariale totale non supera il cinquanta per cento in nessuna delle 6 regioni metropolitane oggetto della ricerca.
Brasiliani sempre piú motorizzati
I brasiliani, sull’onda dell’espansione economica del proprio Paese, sono sempre piú motorizzati. Secondo una ricerca dell’Ipea (Instituto de pesquisa econômica aplicada) – basata a sua volta sui dati della Pesquisa nacional por amostras de domicílio (Pnad) realizzata dall’Ibge (Instituto brasileiro de geografia e estatística) – nel 2009 il quarantasette per cento dei cittadini ha usato automobili o motociclette.
Brasile, arriva l’«inverno»
Nel 2030 i brasiliani saranno 206 milioni e 800mila, ma dopo quell’anno – in cui i ricercatori dell’Ipea (Instituto de pesquisa econômica aplicada) identificano il picco di crescita demografica – comincerá il processo di diminuzione della popolazione, che nel 2040 conterá con 204 milioni e 700mila abitanti. La riduzione – dovuta sopra tutto al calo di feconditá – sará accompagnata al fenomeno dell’«invecchiamento della popolazione».
Brasiliani, popolo d’indebitati
Che lo stepitoso boom economico vissuto dal Brasile sia soltanto una bolla che possa esplodere da un momento all’altro? Non lo crediamo, ma i non pochi che prefigurano questo scenario, lo motivano coi ricorrenti e sorprendenti dati – elaborati dai piú vari istituti di ricerca – che decrivono il pesante indebitamento familiare. Di recente é stata la volta dell’Instituto de pesquisa econômica aplicada (Ipea), una cui ricerca pubblicata solo ieri attesta che la maggior parte dei brasiliani, per la precisione il 54,15 per cento, é indebitata.
Famiglie indebitate, non paghiamo
Secondo una ricerca dell’Ipea (Instituto de pesquisa econômica aplicada), la maggior parte delle famiglie brasiliane con i conti in rosso – che rappresentano circa il cinquantaquattro per cento del totale – dichiara di non essere in grado di onorare i propri debiti. In particolare, il 37,8 per cento afferma di non poterli pagare neppure in parte, per il 36,74 il pagamento avverrá in forma parziale, e solo il 22,81 é convinto di ripianare integralmente i propri conti.
Vincere la miseria? É possibile
Il Brasile puó sconfiggere la miseria entro il 2016: lo attesta uno studio dell’Instituto de pesquisa econômica aplicada (Ipea), focalizzato sulla difficile situazione dei cosiddetti «miserabili», ossia coloro il cui reddito mensile medio familiare pro capite non supera il quarto di un salario minimo, corrispondente a 510 real (ossia chi non dispone di piú di cinquantasette euro al mese, ndr). Risulta che tra il 1995 ed il 2008 siano usciti dalla condizione di miseria dodici milioni e centomila persone.
Ipea, daje che stavorta je ‘a famo
Improntata a un euforico – ma tuttaltro che infondato – ottimismo, l’ultima ricerca pubblicata dall’Instituto de pesquisa econômica aplicada (Ipea): entro sei anni il Brasile, se riuscirá a conservare gli standard socioeconomici degli ultimi anni, riuscirá a azzerare il «tasso di povertá estrema relativa». In buona sostanza nel 2016 – se non verranno meno le politiche sociali come Bolsa família, e continuerá a aumentare sia il salario minimo che l’offerta di credito – non esisteranno piú persone con reddito da zero ad un quarto di salario minimo.

