Disk jokey e organizzatore di eventi conduce una trasmissione di musica e attualità brasiliana, con ospiti in studio, a Radio Città Futura di Roma. Che è diventata un cult per gli amanti del Brasile.
pprezzato disk jokey, instancabile organizzatore di eventi e conduttore di una fortunata trasmissione radiofonica diventata oggetto di culto per la comunità brasiliana di Roma e per tutti gli appassionati di Mpb: Edson Roberto dos Santos, brasiliano da dieci anni in Italia, è tutte queste cose insieme, con l`aggiunta di dosi industriali di simpatia, la stessa che dà il titolo al suo spazio radiofonico in onda tutte le domeniche dal 2002 su Radio Città Futura.
Edson Roberto dos Santos di Radio Città Futura
A che cosa è dovuto il successo del suo programma?
«Cerchiamo di avvicinare gli ascoltatori alla cultura brasiliana, ai nuovi gruppi, alla musica contemporanea ma anche ai classici: un interscambio Italia-Brasile. Quasi tutti gli affezionati al mio programma - brasiliani o italiani che siano - conoscono il Brasile e amano il modo di vivere brasiliano: la sua allegria, la voglia di esistere e di vivere realmente, il desiderio di conoscere».
I numerosi ascolti del suo programma testimoniano l`ascesa del gradimento, in Italia, per la cultura brasiliana. Quali sono, a suo parere, i principali motivi di questo interesse?
«L`interesse per la nostra cultura è una tendenza che si riscontra in tutta Europa, alimentata anche dalle novità della realtà politica brasiliana, sempre più orientata verso il sociale: e questo, secondo me, è dovuto alla voglia di cambiamento che esiste tra la gente. Un desiderio di valori più umani. L`obiettivo del nostro programma è quello di fare conoscere i diversi aspetti della realtà brasiliana, al di là di luoghi comuni come il calcio, le donne, il carnevale. Perché la nostra è una cultura molto interessante e fortunatamente molti italiani ne hanno preso coscienza».
Si può dire che gli emigrati italiani all`estero siano i più fedeli depositari delle tradizioni della Penisola. Lo stesso accade per i brasiliani?
«Il nostro è spesso un nazionalismo esagerato (ride, ndr): sembra che il Brasile acquisti più valore quando lo si lascia. Ascoltiamo la nostra musica, teniamo la bandiera in casa, mangiamo cibi brasiliani e coltiviamo di più persino i nostri valori».
Pensa che le istituzioni brasiliane in Italia tutelino abbastanza i propri connazionali?
«A volte si avverte un vuoto istituzionale: credo che il sostegno da parte di chi rappresenta il governo brasiliano potrebbe essere migliore. Sarebbe
anzitutto necessaria più comunicazione e collaborazione all`interno della comunità brasiliana in Italia, i cui componenti sono spesso troppo isolati. E da parte delle istituzioni dovrebbe esservi maggiore attenzione, più orientata verso il sociale».
Cosa l`ha spinta a venire in Italia?
«Ho vissuto due anni a Londra, dove ho terminato gli studi. In seguito ho deciso di venire in Italia perché amo questo senso europeo di `interscambio
culturale`. Ormai sono qui da dieci anni.
E per quale motivo ha deciso di rimanervi?
In primo luogo qui ho mia figlia di 5 anni. Poi perché amo il mio lavoro, sia di conduttore radiofonico che di organizzatore di eventi a Roma. Ultimamente noto una grande affluenza, in modo particolare di italiani, alle feste che organizzo: sabato ad esempio sono venute 450 persone: questo secondo me dimostra un grande interesse per la nostra cultura».
Parliamo un po` di musica. Quali reputa più validi tra gli autori emergenti brasiliani?
«Quelli interessanti sono numerosi, e appartengono a ogni genere musicale, da Mestre Ambrosio a rappresentanti dell`hip pop brasiliano o della black music. Mi piace molto Marcelo D2, ma amo anche la musica elettronica di Marcelinho da Lua, per fare qualche nome».
E tra gli autori più classici, quali preferisce?
Sono cresciuto ascoltando Caetanto Veloso, Gilberto Gil, Chico Buarque. I più grandi sono certamente loro».
Cosa pensa della musica italiana?
«Se devo dire la verità non la seguo molto. Però adoro Pino Daniele».
Concludiamo con la politica brasiliana. Ritiene che il presidente del Brasile Lula stia mantenendo le promesse fatte agli elettori?
«Sono stato di recente in Brasile e ho notato molti cambiamenti in positivo. La strada da percorrere è però ancora lunga e purtroppo la maggioranza deve spesso giungere a compromessi con un`aristocrazia molto potente. Il cammino è ancora molto lungo ed è necessario avere fiducia».
«Meknes», musica e attualità sul Brasile contemporaneo in onda tutti i venerdì su Fm 97,7 di Radio Città Futura dalle 20 alle 21,30. E` possibile ascoltare la trasmissione anche in streaming audio collegandosi al sito http://