"Rosario" - Paulus - 2008 ****
l gruppo vocale paulista Nhambuzim, paradossalmente, vista la provenienza metropolitana, ha dedicato la propria carriera alla riscoperta delle sonorità più folkloristiche del Brasile, seguendo una linea che scende direttamente dai dischi dell’etichetta Marcus Pereira, soprattutto della serie “Musica popular”. In particolare, il disco Rosario è totalmente dedicato a celebrare la poetica di João Guimaraes Rosa, e soprattutto del suo “Grande Sertão”. Nato come spettacolo per comemmorare il centenario della nascita dello scrittore, Rosario ha fortunatamente trovato il proprio approdo su cd, per permettere a chi non ha potuto vedere lo spettacolo di apprezzare i raffinati impasti vocali del gruppo. I brani, si diceva, sono tutti ispirati a opere di Guimaraes Rosa, salvo l’iniziale “Aboio”, tradizionale mineiro, e così, a partire da “Pé no chão”, che riflette le suggestioni evocate da “Manuelzão e Miguilim”, il disco intraprende uno struggente viaggio nell’opera poetica del grande scrittore mineiro. In particolari, brani estremamente evocativi come “Um Miguilim”, esprimono l’alto livello dell’ispirazione del gruppo: non a caso, peraltro, alcuni tra i brani più riusciti del disco traggono la propria ispirazione da “Grande sertão: veredas”, uno dei capolavori incontestati della letteratura, un’opera che per complessità e ambizioni rivaleggia con l’”Ulisse” di Joyce, e non esce certo sconfitta dal confronto. Così, la tetralogia centrale, composta da “Nonada de mim”, “Noticia do norte”, “Acerto de contas” e “Cantiga do desverdear”, tutte scritte traendo ispirazione da “Grande sertão”, fornisce il nucleo pulsante del disco, in cui gli intensi e lirici vocalismi del gruppo, sostenuti da un sobrio apparato strumentale, sembrano particolarmente adatti ad evocare le atmosfere del libro. Il disco non è sicuramente un’opera che si pone come obiettivo primario quello di poter incontrare i gusti di tutti, ma forse è proprio il rifiuto di compromessi espressivi a rendere particolarmente affascinante il risultato, da esaltare magari rileggendo le pagine di “Grande Sertäo” o di “Miguilim”.
10.5.2009