Nossa Alma Canta

"I was made for bossa" - Henge Music - 2008 - ****

Come già accaduto con i due capitoli del progetto Nouvelle Vague, il gruppo Nossa Alma Canta, formatosi diversi anni fa a Venezia, ha come propria cifra estetica la rivisitazione, in chiave di bossanova, di classici della tradizione rock occidentale. Mentre però in quel caso l'indagine di partenza era limitata al repertorio della new wave, qui si spazia nel mare magno del pop, passando dai Kiss del periodo "I was made for lovin' you", al Terence Trent D'Arby degli esordi, e della sua "Sign your name". La bossa nova non causa, fortunatamente, effetti di omologazione, di cui soffriva ad esempio, sopratutto nel secondo disco, il progetto nouvelle Vague, e la varietà dei brani di partenza permette, ad esempio, di far emergere un samba-baião nell'interpretazione di "What I am", classico minore di Edie Brickell & the new Bohemians, o "In between days"dei Cure che diventa un samba-canção pieno di saudade, e il gruppo scova insospettabili affinità in brani più remoti, prendendo ad esempio in prestito dagli Eagles "I can't tell you why", ovvero "Have your eyes seen the rain" dai Creedence Clearwater Revival dei fratelli Fogerty. Tra le versioni più stranianti, e per questo più apprezzabili, annoveriamo il David Bowie di "Changes", cui è stata tolta quasi tutta la trasgressione ed è stata lasciata, amplificata, l'eleganza. L'operazione ci pare particoarmente riuscita anche nel caso di Prince, la cui celebrrrima "Kiss" guadagna una versione non banale. L'apice viene però probabilmente raggiunto con "Should I stay or should I go" dei Clash, offerta in una versione che avrebbe probabilmente fatto piacere al Joe Strummer terzomondista della seconda parte della carriera. Un disco languido, sensuale e blasé.

 

10.10.2008