"Dois de Fevereiro" - distrib. indip. - 2008 - ****
rchitetto prestato alla musica, come già Chico Buarque, Tom Jobim e tanti altri prima di lui, Mateus Sartori, al suo secondo disco, dimostra, memore della lezione dello stesso Tom Jobim (di cui peraltro frequentò l'università musicale) che le canzoni migliori possono essere considerate "Arquitetura de morar", in cui l'organizzazione degli spazi emotivi rispecchia i criteri di utilizzo ideale degli spazi abitativi. Il disco, così come il complementare dvd, interamente basati sul repertorio di Dorival Caymmi, il Bardo di Bahia recentemente scomparso, vede la partecipazione di un nugolo di eccellenti chitarristi, che hanno curato gli arrangiamenti e accompagnano la voce cristallina, quasi da contralto, di Mateus, un timbro a metà strada tra Zé Renato e Ney Matogrosso. Non a caso, Guinga, che pure partecipa in veste di chitarrista, ha individuato nel timbro di Mateus una qualità femminile che pochi cantanti possono vantare, che aggiunge sfumature alla propria tavolozza vocale. Il disco si apre con una rarefatta versione di "Acaçá", accompagnata da Webster Santos, e si districa tra i classici del repertorio di Dorival, quali "Rosa Morena", con Diego Figueiredo, "Promessa de pescador", con Jardel Caetano, "Dora", cui l'arrangiamento di Paulo Bellinati conferisce una veste estremamente rarefatta che, paradossalmente, ne esalta l'intensità e il romanticismo, con esiti uguali alla seguente "A jangada voltou só", con gli stessi protagonisti. Il disco ricorda, per certe atmosfere, il bellissimo "Contos do mar" di Mario Gil, che, seppure su materiale originale, composto assieme a Paulo Cesar Pinheiro, si inseriva a pieno titolo nella sacra linea del Graal Baiano di Dorival Caymmi ed epigoni. Mario Gil, del resto, è stato il produttore del primo disco di Mateus e partecipe, qui, di "Sargaço Mar", di cui si esprime appieno l'ombroso spleen tropicale. Rispettando la regola non scritta di alternare brani lenti ad altri più mossi, il seguente "Samba da minha terra", assieme a Webster Santos, permette a Mateus di mostrare il proprio lato più incalzante, in cui l'accompagnamento chitarristico fornisce un sorprendente tappeto poliritmico. Prodotto in modo impeccabile da Rodolfo Stroeter, il secondo disco solista di Mateus Sartori saluta l'avvento di una delle più interessanti e raffinate voci maschili degli ultimi tempi.
10.10.2008