Educare al sociale a Salvador

Sorto con l'obiettivo di fare prevenzione e recupero di giovani, il progetto triennale č organizzato da una ong promossa dalle Acli e coordinato da Marco Nicoletti, che "Musibrasil" ha avvicinato.

Il Progetto educatori sociali a Salvador (Pess) è un piano triennale avviato nel 2006 da Ipsia e giunto al secondo anno di attività. Ipsia è una ong promossa dalle Acli e nata nel 1985 per trasformare i valori dell'associazionismo popolare in iniziative di cooperazione. Gli ambiti della cooperazione comunitaria allo sviluppo per Ipsia sono: cooperazione allo sviluppo, volontariato internazionale e educazione alle relazioni giuste.

Zainetto con logo di Ipsia

Zainetto con logo di Ipsia

Musibrasil ha incontrato Marco Nicoletti, che dal marzo 2008 è il coordinatore italiano a Salvador de Bahia: «Questo progetto - racconta - è nato da idee raccolte nell'ambito del Social forum di Porto Alegre, quando i rappresentanti di Ipsia hanno incontrato i referenti dell'Istituto di formazione Ifil, con sede nel sud del Brasile. È incentrato sulla Teologia della liberazione e sui temi dell'educazione popolare. Ipsia ha voluto evitare i luoghi comuni dei finanziamenti puri e semplici preferendo l'intervento in attività specifiche sorte dalle istanze della popolazione locale. A Salvador Ipsia interviene su due canali: i corsi per educatori sociali e i corsi professionali».

 

Ipsia dixit

«Prima di avviare i progetti - continua Nicoletti - è stato mappato il territorio con l'aiuto degli operatori sociali delle organizzazioni partner, per individuare le problematiche e creare i piani più adatti a risolverle».. Il Progetto educatori sociali ha un ufficio a Mata Escura, nella periferia di Salvador, ed è gestito da un'équipe brasiliana di sei persone, compresa la coordinatrice. «Organizziamo corsi biennali per educatori sociali, che al termine ricevono un attestato riconosciuto dall'Università S. Bento di Salvador de Bahia. I corsi sono tenuti presso le sedi delle organizzazioni di provenienza degli educatori, infatti i destinatari sono operatori che già lavorano in enti ed organizzazioni di carattere sociale. Tenere le lezioni presso le varie organizzazioni ha anche lo scopo di "fare rete'": i corsisti imparano a conoscere anche il territorio e la realtà dei compagni di corso. Sono scuole, organizzazioni, associazioni culturali, sociali, di economia solidale».

Marco Nicoletti (in basso a destra) con lo staff brasiliano del progetto Ipsia

Marco Nicoletti (in basso a destra) con lo staff brasiliano del progetto Ipsia

L'obiettivo generale è di realizzare interventi di prevenzione e recupero sociale di minori e giovani nel contesto globale di lotta alla povertà nell'intento di qualificare e dare sostenibilità nel tempo a interventi di formazione di operatori sociali, di formazione professionale specifica e di appoggio all'economia ed al mercato di lavoro locale. L'attività principale del primo anno è stata la costruzione e lo sviluppo del corso biennale di formazione per educatori sociali comunitari. Le professionalità raggiunte sono state 28 nel primo anno di attività (ora secondo anno di corso) e 30 nel secondo anno (primo anno di corso). Gli educatori che frequentano i corsi del Pess devono essere in possesso di diploma di scuola superiore e studiano materie come analisi delle organizzazioni sociali, diagnostica comunitaria, educazione popolare, economia solidale, filosofia della liberazione e analisi delle comunità di appartenenza. Poiché gli educatori lavorano usualmente a tempo pieno, le lezioni si tengono nei fine settimana.

Gruppo di lavoro mirante alla formazione dei corsisti

Gruppo di lavoro mirante alla formazione dei corsisti

Come accennato, oltre ai corsi per educatori sociali, a Salvador Ipsia organizza anche corsi professionali insieme ad Acopamec, (Associazione delle comunità parrocchiali di mata escura e calabetão). Si tratta di corsi rivolti per lo più a giovani, - sia uomini che donne - che vi imparano un mestiere come l'elettricista o la parrucchiera; ma si insegnano anche informatica, tecniche di mosaico ed altre materie. Finora le lezioni hanno coinvolto 452 adolescenti dei quartieri di Mata Escura e limitrofi; per la maggior parte gli utenti del centro professionale sono donne di età compresa tra i 15 e 24 anni.

 

Economia solidale

Nei progetti di Ipsia, che si basano sulla pedagogia di Paulo Freire, è adottata una metodologia che parte dalla realtà e dall'impegno sociale e politico degli educatori per portare azioni concrete di impatto socio-economico sostenibile. «Oltre alla formazione - aggiunge Nicoletti - l'intervento prevede anche il finanziamento di alcune attività economiche solidali o microimprese sostenibili. Al momento ve ne sono due: un gruppo di ragazzi che fa videoriprese e un gruppo di donne che, dopo aver frequentato un corso di cucina, insieme al partner locale Cepam, ha iniziato a produrre dolci e salatini per rinfreschi e merende».

Scorcio del quartiere di Mata Escura dalla sede Ipsia

Scorcio del quartiere di Mata Escura dalla sede Ipsia

Il finanziamento di queste due esperienze di lavoro ad economia solidale nei quartieri popolari, avviate nella primavera 2008, ammonta a circa tre, quattromila euro. Nicoletti precisa che «una volta avviate, l'obiettivo è che siano in grado di operare in autonomia e autosostenersi. E infatti sono già operative: il gruppo delle videoriprese, per esempio, ha realizzato un piccolo documentario per conto di Ipsia e altri reportage su richiesta di organizzazioni locali». Nell'ottica di intervento dell'organizzazione le esperienze di economia solidale devono essere proiettate nello spazio pubblico nel quale sono inserite, avendo come prospettiva la costruzione di un ambiente socialmente giusto e sostenibile.

Tutte le attività di Ipsia con i partner locali seguono modalità molto partecipative, i docenti sono brasiliani: Marco Nicoletti riveste il ruolo di amministratore in stretta collaborazione con la coordinatrice del progetto e con le associazioni locali. Nella sua veste di coordinatore espatriato ha ben chiaro che il suo è un compito di supervisione da vicino - «ma in modo distaccato», precisa -, senza sovrapporsi alla coordinatrice brasiliana.

Ci racconta che il gruppo è molto solido e affiatato, e che grazie ai risultati positivi del progetto triennale, che si concluderà nel 2009, Ipsia insieme ai partner brasiliani e ad una università locale ha in programma di creare una scuola permanente di specializzazione nelle tematiche della Teologia della liberazione, dell'educazione popolare e dell'economia solidale. Forse sarà mantenuto il nome Pess, che richiama anche il termine portoghese (piede), a indicare metaforicamente il cammino, il percorso che è stato fatto e che continua, facendo rete in un ambiente molto duro come quello del contesto urbano di una grande capitale brasiliana.

 

 Salvador spaventa e conquista

L’equipe di Ipsia quasi al completo riunita nella sede di Mata Escura

L’equipe di Ipsia quasi al completo riunita nella sede di Mata Escura

Quello di Salvador de Bahia non è il medesimo contesto di altri Stati poveri del Brasile. Salvador è la capitale di uno Stato importante, caratterizzata da una forte divisione sociale. Nel suo blog (si veda la scheda qui di seguito) Nicoletti parla di «due Salvador: quelle separate dal disequilibrio socioeconomico, dove ricchezza e povertà saltano subito all'occhio, dove solarità e ottimismo (o fatalismo), alla fine, sembrano avvolgere tutti indistintamente dalla classe sociale». A noi racconta che di recente nel centro della città la polizia si è attivata con misure di sicurezza e pulizia delle strade, «ma più che altro a tutela dei turisti e dei brasiliani benestanti. Appena fuori dal centro è stato lasciato il degrado, ed è pericoloso per chiunque passare in quelle zone. Questa discriminazione è molto sentita anche dai brasiliani stessi, che la ritengono un'ulteriore ingiustizia da parte della loro società e di chi dovrebbe tutelarli tutti. Tornando in Italia, mi accorgo che alcuni di questi fenomeni accadono anche qui. Solo che in Brasile hanno proporzioni maggiori».

Una delle attività partecipative per imparare a fare rete

Una delle attività partecipative per imparare a fare rete

Abbiamo chiesto a Marco di tratteggiare il profilo dei corsisti, anche perché a Salvador vi sono situazioni estreme. «Vi è la classe benestante, e i giovani che vi appartengono di solito frequentano scuole private, e poi il "ceto medio", che ha redditi molto più bassi - risponde -. I più fortunati possono contare su poche centinaia di real al mese. I nostri corsisti di solito provengono dai quartieri periferici. Poiché il nostro partner locale è molto conosciuto nell'ambito della formazione, funge, per così dire, anche da bacino di raccolta. Ciò che contraddistingue queste persone è la voglia di riscattarsi, di non rassegnarsi. Anche perché altrimenti si viene assorbiti nei giri illeciti, dove il guadagno è molto più facile. Anche i genitori che iscrivono i figli ai corsi di formazione lo sanno, e hanno spesso la volontà ben precisa di toglierli dal destino della strada».

In tema di strade e percorsi chiediamo a Nicoletti cosa lo ha portato a Salvador, facendosi strada fra feijoada, Mc Donald's e candomblé. Difatti è approdato a Ipsia dopo essersi formato come sociologo e avere iniziato un percorso di formazione con viaggi di conoscenza nei «paesi in via di sviluppo».. Prima di arrivare a Salvador è stato coordinatore di un progetto dell'Unione europea per lo sviluppo di comunità pastorali in Etiopia con l'associazione Lvia di Cuneo.

Alla parola «pastorali» e ricordando che Acli è una associazione di matrice cattolica, sentiamo il prurito di un chiarimento: la componente religiosa dell'organizzazione ha qualche ripercussione sui progetti? «L'unica connessione con la Chiesa, nei progetti Ipsia in Brasile, è la facilità di reperire i partner locali, perché spesso nelle associazioni vi sono religiosi che a causa del loro ruolo sono i più vicini alla popolazione e alle comunità disagiate. Ma per il resto, non vi è alcun collegamento fra la Chiesa e le nostre attività», precisa Nicoletti, che presto tornerà in Brasile. A novembre lo raggiungeranno due ragazzi italiani per un anno di servizio civile internazionale. Un'esperienza di crescita personale e lavorativa in un contesto non certo semplice.

 

 

Scheda informativa


Sede nazionale di Ipsia:
Acli Via Marcora 18/20 00153 Roma
tel 06.5840400 fax 6.5840403
Email: ipsia@acli.it Sito: http://www.ipsia.acli.it/

17 sedi Acli/Ipsia in Italia fra cui:
Ipsia Milano
Via della Signora, 3
10122 Milano
tel. 02 7723285
mail: ipsia@aclimilano.com
sito: http://www.ipsiamilano.org/


In Brasile

Ipsia Brasile Recife
Rua Uriel de Hollanda, n.640
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Recife - PE
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Ipsia Brasile Salvador
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Altre informazioni:
Ipsia aderisce a: Focsiv, Associazione ong italiane, Etimos (e altre associazioni).
A livello nazionale partecipa a: Forum del Terzo settore (tramite Acli, Associazione ong italiane e Focsiv). Le sedi estere sono in Kosovo, Brasile e Argentina.


Altri progetti in Brasile:
Volontariato Internazionale e campi di lavoro (vedi http://www.terreliberta.org)
Servizio civile internazionale
Turismo responsabile e viaggi di conoscenza


Come collaborare con Ipsia:
- organizzando iniziative di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, nei circoli e in generale sul territorio
- organizzando scambi e gemellaggi tra realtà italiane e comunità dei Paesi in cui opera Ipsia
- organizzando raccolte di beni (precedentemente concordati)
- partecipando ad iniziative di volontariato sul campo.
- con un contributo deducibile ai fini fiscali sul conto corrente postale n. 95724001 intestato a Ipsia


Per seguire le vicende di Marco Nicoletti http://marconicoletti.blogspot.com/

 

 

 

10.10.2008