Le movimentate vicende del leader della "rivolta del frustino" celebrate in un brano di João Bosco e Aldir Blanc, una delle accoppiate vincenti della musica brasiliana. E ripreso anche da Elis Regina.
na delle accoppiate vincenti della musica brasiliana è costituita dal mineiro João Bosco de Freitas Mucci e dal carioca Aldir Blanc Mendes. Insomma, João Bosco e Aldir Blanc, per intenderci. I due facevano già musica prima di conoscersi, ma solo dopo avere messo insieme le loro capacità compositive sono stati apprezzati appieno, prima dal pubblico brasiliano, poi da quello internazionale.
João Bosco
I testi delle loro canzoni, per la maggior parte costruite su una base melodica allegra, si rifanno spesso a fatti di cronaca o di carattere storico dolorosi, come è nel caso di "Mestre-sala dos mares". Ma chi è questo «maestro di cerimonia» che, per riprendere il testo della canzone, è salutato da una moltitudine di francesine, polacche e mulatte?
A molti di voi sarà forse venuta una certa invidia: essere salutati da tal numero di donne non è da tutti, ma vi invito a frenare i vostri istinti e a conoscere meglio questo personaggio prima di volersi calare nei suoi panni: João Cândido Felisberto, nato a Encruzilhada do Sul (Rio Grande do Sul), nel 1880. A trent'anni diviene il leader della cosiddetta "Rivolta del frustino" (revolta da chibata): i marinai all'epoca, infatti, erano ancora puniti dalle autorità con lo scudiscio a ogni ordine non rispettato.
Le 250 frustate impartite a Marcelino Menezes per aver portato a bordo della corazzata Minas Gerais un po' di cachaça, nonché per avere ferito un caporale successivamente, furono lo stoppino di questa rivolta del 1910 nella baia di Guanabara, a Rio de Janeiro. I marinai non sopportavano più queste umiliazioni e così, sotto il comando di João Cândido, iniziarono una sollevazione che tenne in scacco la città carioca per alcuni giorni e che terminò con i militari che accettarono le condizioni proposte dai rivoltosi.
João Cândido Felisberto
Se i marinai potevano dirsi vittoriosi circa il motivo della protesta, non altrettanto lo erano a riguardo di se stessi. Infatti molti di essi sarebbero stati deportati, insieme a ladri, assassini e prostitute, in un'operazione definita «di pulizia» della città di Rio de Janeiro. Altri invece sarebbero stati uccisi.
João Cândido, invece, fu arrestato. La dura prigione lo portò al ricovero in manicomio dove, apparentemente, guarì. Ma rimase segnato per tutta la vita riuscendo a trovare soltanto lavori saltuari: quando morì, nel 1969, era venditore di pesce. E soltanto nel luglio di quest'anno gli è stata concessa - post mortem - l'amnistia.
Visto che era meglio non mettersi nei suoi panni? La canzone, del 1974, è stata resa celebre dalla grande Elis Regina, a cui i due compositori devono la loro definitiva affermazione. Ma il lettore che mastica un po' di Brasile si sarà sorpreso che un brano dedicato a un militare rivoltoso abbia avuto successo proprio durante una dittatura capeggiata da forze armate. E infatti le parole furono modificate per far si che la canzone potesse essere eseguita ugualmente.
Di seguito riportiamo il testo in originale e la traduzione italiana con evidenziate le parole che sono state poi sostituite con quelle tra parentesi.
| O mestre sala dos mares (Aldir Blanc / João Bosco) | Il maestro di cerimonia (1) dei mari (Aldir Blanc / João Bosco) |
Há muito tempo nas águas da Guanabara O dragão do mar reapareceu Na figura de um bravo marinheiro (feiticeiro) A quem a história não esqueceu Conhecido como o almirante (navegante) negro Tinha a dignidade de um mestre sala E ao navegar (acenar) pelo mar com seu bloco Foi saudado no porto pelas mocinhas francesas Jovens polacas e por batalhões de mulatas Rubras cascatas jorravam das costas dos negros pelas pontas das chibatas (santos Inundando o coração de toda tripulação (do Que a exemplo do marinheiro (feiticeiro) Glória aos piratas, às mulatas, às sereias Glória à farofa, à cachaça, às baleias Glória a todas as lutas inglórias Que através da nossa história Não esquecemos jamais Salve o almirante (navegante) negro Que tem por monumento As pedras pisadas do cais Mas faz muito tempo
| Da molto tempo nella baia di Guanabara Il drago del mare è riapparso Nella figura di un bravo marinaio (stregone) Che la storia non ha dimenticato Conosciuto come l'ammiraglio (navigatore) Aveva la dignità di um maestro di cerimonia E al navigare (salutare) per il mare con il suo Fu salutato nel porto da ragazzine francesi Giovani polacche e da battaglioni di mulatte Rosse cascate sgorgavano dalle schiene dei negri per le punte dei frustini (santi tra Inondando il cuore di tutto l'equipaggio (del Che a esempio del marinaio (stregone) come Gloria ai pirati, alle mulatte, alle sirene Gloria alla farofa (1), alla cachaça(2), alle Gloria a tutte le lotte ingloriose Che attraverso la nostra storia Non dimentichiamo mai Salve all' ammiraglio (navigatore) negro Che ha per monumento Le pietre calpestate del molo Ma accadde molto tempo fa |
: colui che, nelle sfilate di carnevale, ha l'onere e l'onore di presentare al pubblico e ai giurati la scuola di samba, insieme alla porta-bandiera.
: farina di mandioca.
: acquavite di canna da zucchero.
La canzone "O mestre sala dos mares" (o "Mestre sala dos mares" o "Mestre-sala dos mares") è contenuta negli album:
"Elis" - Elis Regina, 1974
"Caça à raposa" - João Bosco, 1975
"Brasileiríssimas" - Emílio Santiago, 1976 (in medley)
"Luz das estrelas" - Elis Regina, 1984
"Elis ao vivo" - Elis Regina, 1995
"Brasil em Cy" - Quarteto em Cy, 1996
"Sambas da minha terra - Sambas-enredo" - Interpreti vari (João Bosco), 2000
Video: http://br.youtube.com/watch?v=vqSiCuRhVCg
10.10.2008