Crisi finanziaria, cantieri a rischio

Dal 2009 i riflessi provocati dal crack Usa insidieranno gli investimenti in infrastrutture, fondamentali per lo sviluppo del Paese. Energia trasporti comunicazioni i settori pił esposti.

Il prosciugamento di credito causato dalla crisi finanziaria globale, che ha provocato il rincaro dei prestiti, a iniziare dal 2009 investirà in pieno gli investimenti in infrastrutture, fondamentali per il piano di sviluppo del Paese. Questa è l'opinione di specialisti, imprenditori del settore privato e di alcuni esponenti di governo. Sebbene sia ancora presto per valutare l'impatto reale della crisi e delle sue conseguenze sui cantieri di opere pubbliche, si teme la riduzione di investimenti nei settori dell'energia, dei trasporti e, in misura minore, delle telecomunicazioni. Sono aree che, con il risanamento, dovranno investire 304,6 milioni di real fino al 2011, secondo fonti della Banca nazionale di sviluppo economico e sociale (Bndes).

Il ripetitore di Brasil Telecom a Curitiba

Il ripetitore di Brasil Telecom a Curitiba

Soltanto nell'energia, la previsione è un investimento da 10 a 12 milioni di real all'anno che possono essere stanziati, nel caso la crisi si aggravi. Nei trasporti, le concessioni che dovranno essere realizzate tra novembre di quest'anno e marzo 2009 devono assorbire 36 miliardi. Sono opere che, per intanto, contano su una soluzione interna, finanziando la Bndes gran parte dei costi grazie alle sue eogazioni milionarie.

Il problema è sapere fino a quando la banca avrà fiato per finanziare i progetti. «La Bndes sarà in condizione di mantenere questo scenario per un anno, un anno e mezzo?», si chiede l'economista Braulio Borges, della Lca Consultores. A suo dire, le opere già contrattate non sono minacciate, ma vi sono rischi per i progetti futuri, come le nuove produzioni di energia elettrica, il termine per le concessioni stradali e le migliorie nel sistema aeroportuale.

Nell'area dell'energia, il presidente esecutivo dell'Associazione brasiliana dei commercianti di energia elettrica (Abraceel), Paulo Pedrosa, ritiene che sia in atto un forte asciugamento del credito. A suo dire, il settore elettrico è estremamente dipendente dalla Bndes. E osserva: «L'asciugamento del credito va a riflettersi sul settore elettrico. Se il denaro costerà più caro, molti progetti rimarranno sulla carta». Della medesima opinione il presidente dell'Associazione brasiliana di produttori indipendenti di energia elettrica (Apine), Luiz Fernando Vianna: «Il principale agente finanziario del settore è la Bndes, la quale ha già assicurato che non verranno a mancare risorse, ma le imprese con sede all'estero mostreranno maggiori cautele. Questo può limitare gli investimenti».

Mappa delle rodovia e linee ferroviarie brasiliane

Mappa delle rodovia e linee ferroviarie brasiliane

Il soprintendente dell'area ricerche della Bndes, Ernani Torres, ammette che la crisi possa interessare, in qualche modo, il Brasile. Ma non crede in una riduzione di investimenti nel Paese, per lo meno in modo significativo. Secondo Torres, non si registrano al momento ritardi su alcun progetto. «Non conosco nessuna persona seria che pensi avremo una crisi galoppante. E' chiaro che stiamo avendo difficoltà, ma il Banco centrale sta operando, e la Bndes ha tutte le conizioni per rispondere alla domanda nel mercato interno», assicura Torres.

Il presidente dell'Impresa di ricerca energetica (Epe), Mauricio Tolmasquim, responsabile per la progettazione di lungo periodo dell'espansione dell'offerta di energia nel Paese, ricorda che oggi il Brasile non dipende, nel settore elettrico, dal finanziamento esterno in grande quantità. «Il finanziamento è stato già dato per i prossimi anni. La crisi bancaria non è una questione che ci riguardi adesso. Qualsiasi ripercussione vi sarebbe soltanto nel 2013», afferma.

Nel settore trasporti vi sono tre grandi progetti da licitare: il tracciato sud della Ferrovia Norte-Sul, la Ferrovia Oeste-Leste e il treno ad alta velocità Rio-San Paolo. Oltre a questo, il governo intende finanziare tre arterie stradali del Paese per un totale di 4.388 chilometri.

Secondo il presidente dell'Associazione brasiliana di concessionarie stradali (Abcr), Moacyr Duarte, lo scenario attuale deve far si che i pedaggi offerti siano più alti dell'asta pubblica dello scorso anno, quando alcune imprese hanno vinto con proposte leggermente ribassate di un euro. «Oltre che maggiori difficoltà a ottenere finanziamento, il credito è più caro e gli studi di questi tracciatisono più recenti», sostiene.

Alta velocità sulla tratta São Paulo-Rio de Janeiro

Alta velocità sulla tratta São Paulo-Rio de Janeiro

Il presidente dell'Agenzia nazionale di trasporti terrestri (Antt), Bernardo Figueredo, afferma di non essere preoccupato circa lo scenario attuale, sebbene ammetta che, eventualmente, la disputa per strade e ferrovie che saranno appaltate potrà essere minore che nell'asta stradale dell'anno scorso. «Pensate che gli investitori preferiscano operare in concessioni stradali in Brasile oppure in titoli ipotecari degli Stati Uniti?».

Nel settore delle telecomunicazioni, la stima è che ci sarà si una riduzione di investimenti, ma per conto di quello che è già stato investito quest'anno dagli operatori nell'acquisto di licenze 3G e nella portabilità numerica, secondo Beatriz Batelli, della banca Brascan. Il ministro delle Telecomunicazioni, Hélio Costa, rinforza l'ottimismo: «Nessun imprenditore di settore ha manifestato secondo me questa preoccupazione». Un importante dirigente del settore della telefonia ha ponderato che, se vi fosse una riduzione del credito, ciò si manifesterà interessando, in misura maggiore o minore, tutti i settori.

Riguardo al Bndes, tale dirigente afferma che la percentuale di investimenti nel settore delle telecomunicazioni finanziati dalla Banca è ridotta, più concentrata sulle compagnie Oi e Brasil Telecom. Telefônica, Tim e Claro contano anche su capitali esteri. Per il presidente dell'Associazione brasiliana di emittenti radiotelevisive (Abert), Daniel Slaviero, è ancora presto per pronunciarsi. «Tutto dipende da quanto durerà la crisi finanziaria e da come interesserà le imprese e i consumi in generale».

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10.10.2008