Visita a un villaggio immerso in una remota riserva ecologica dello Stato di Roraima. Dove un'associazione locale è impegnata in progetti di tutela del territorio e di sostegno alla comunità caboclo.
ome annunciato nei mesi scorsi, ecco un'altra puntata di "Viaggiando per il Brasile" dedicata all'Amazzonia. Dopo Manaus, ci sembra doveroso andare incontro a quello che potrebbe essere il desiderio o il sogno di tutti i viaggiatori amanti dell'ecologia, ossia conoscere la realtà della foresta vergine e vivere - attraverso l'esperienza delle persone che la abitano - una suggestiva avventura da dedicare interamente alla natura incontaminata.
Qui sopra e di seguito alcune immagini della riserva ecologica situata in Roraima sul Rio Jauaperí
Tutto ciò si potrà fare visitando il villaggio di Xixuaú, immerso nella remota e lussureggiante foresta - a tratti inesplorata - all'interno di una riserva ecologica situata nel territorio dello Stato di Roraima, sul Rio Jauaperí, dove si potrà essere testimoni di un modello di sviluppo sostenibile gestito dalla stessa popolazione locale.
Il mio viaggio a Xixuaú nacque per caso - negli anni Novanta - a Manaus, dove ero appena arrivato con il proposito di riuscire a realizzare qualche escursione lungo il Rio delle Amazzoni. Il giorno dopo il mio arrivo, mentre visitavo il vivace mercado municipal, fermato da un ambulante per gustare un vigoroso açaí com guaranà, ebbi la fortuna di incontrare un gruppetto di turisti italiani che discutevano, sorseggiando guaranà natural e per me non fu difficile fare amicizia. Scoprimmo così che alloggiavamo nello stesso albergo e durante il pranzo in un ristorante a quilo mi accennarono dell'escursione che da lì a qualche giorno avrebbero intrapreso. La meta, Xixuaú.
Da parte mia non ci fu nemmeno bisogno di chiedere di unirmi nel viaggio, dato che, furono loro stessi ad invitarmi. Avevano già programmato tutto, così fui tenuto solo a compartecipare all'acquisto di viveri e di altro materiale che poteva tornarci utile una volta raggiunti Xixuaú. Nel pomeriggio, prenotammo così il posto su un barcone che effettuava il trasporto pubblico collegando Manaus con diversi villaggi a nord - lungo il Rio Negro - sino al confine con lo Stato di Roraima. La partenza era stata fissata due giorni dopo e il nostro punto di sbarco sarebbe stato il molo del distretto di Moura.
Il giorno della partenza giungemmo al porto con largo anticipo in modo di poter occupare, con le nostre amache, una buona posizione sia per osservare il panorama che per essere al riparo da eventuali piogge improvvise. Fin dall'inizio il viaggio - tra amache variopinte e l'allegria degli altri passeggeri - si presentava piuttosto suggestivo. Il tragitto, risalendo il Rio Negro, si rilevò infatti stupendo in tutto il suo tortuoso percorso incorniciato da una vegetazione lussureggiante, a volte imperante, da cui spesso si alzavano in volo variegati stormi di pappagallini periquitos che completavano la bellezza del viaggio.
La "spedizione" si rivelò gradevole anche per la quasi totale assenza di zanzare. Infatti, un amazonense conosciuto a bordo, ci spiegò che questo era possibile grazie alla vegetazione delle sue rive che una volta in decomposizione conferisce alle acque di questo fiume la tipica colorazione nerastra e ne aumenta anche il livello di acidità, determinando così anche una concentrazione di insetti minore rispetto alle acque chiare degli altri fiumi.
Del percorso fluviale mi sono comunque rimasti impressi - oltre alla superba vegetazione ed alla simpatia dei compagni di viaggio - anche le tonalità del sorprendente tramonto nella foresta. Inoltre risalendo il Rio Negro - a circa 250 da Manaus - si ha l'opportunità di attraversare un tratto interessato dal più grande arcipelago fluviale del mondo, formato dalle isole Anavilhanas che, per qualità e bellezza, sono anche un fiore all'occhiello tra le escursioni di più giorni offerte dalle agenzie turistiche di Manaus.
Durante la navigazione i ragazzi mi informarono che era stato possibile organizzare questo viaggio tramite Emanuela Evangelista, una biologa italiana che a Xixuaú già da qualche hanno portava avanti un progetto di ricerca sulle lontre giganti che - pur se in pericolo di estinzione - qui, negli igarapès della riserva, riuscivano a vivere bene ed a riprodursi grazie anche al progetto della Associação Amazonas, una ong di cui la biologa faceva parte.
Dopo quasi due giorni di navigazione arrivammo a Moura - al confine fluviale con il territorio di Roraima - e passata qualche ora vennero a prenderci con una piccola imbarcazione direttamente dal villaggio che in pratica si trovava sulla sponda opposta. Dopo alcune miglia di navigazione ci trovammo immersi nella foresta nativa, in un villaggio di indigeni caboclo, e trovammo sistemazione in una maloca di legno, tipica abitazione in perfetto stile degli indios Waimiri-Atroari della vicina riserva protetta dalla Funai (Fundação Nacional do Índio) e dall'Ibama (Instituto Brasileiro do Meio Ambiente).
A Xixuaú abbiamo conosciuto altri ospiti e in serata abbiamo avuto anche l'opportunità di incontrare ufficialmente gli abitanti del villaggio, formato da un centinaio di caboclo, tra cui molti adolescenti. Tra assaggi di pietanze a base di mandioca e ritmi tribali è stata una grande festa di presentazione e socializzazione. Dalla foresta giungevano suoni e rumori di inimmaginabile fascino, e un membro dell'associazione ci spiegò anche la realtà dei luoghi, la flora e la nutrita fauna della riserva ed alcune regole del villaggio.
Così i giorni e le notti seguenti furono un continuo susseguirsi di escursioni - in canoa lungo alcuni igarapés ed a piedi all'interno della foresta - tutte rigorosamente con guida caboclo e per un massimo di tre partecipanti per volta, in modo da garantire il minor impatto possibile con l'habitat naturale dei luoghi e avere così la possibilità di avvistare meglio la fauna anche tramite il birdwatching.
A Xixuaú, oltre a vivere la foresta come una esperienza unica, ho avuto la certezza di trovarmi realmente in un piccolo angolo di paradiso. Apprezzando la semplicità e l'esperienza tribale degli indigeni caboclo tramite i quali ho avuto la possibilità di conoscere la pregevole fauna. Infatti mi è stato permesso di avvistare diversi animali in pericolo di estinzione tra cui, oltre alle lontre giganti, anche il raro delfino e il caimano nero, l'aquila arpia e la scimmia ragno oltre ad una infinità di tucani e di una copiosa e variopinta colonia di pappagalli ara.
Infine ho avuto la reale consapevolezza di aver contribuito ad un encomiabile progetto di sviluppo senza la mediazione di alcun tour operator né agenzia turistica. Il villaggio, dicevamo prima, ricade all'interno di una riserva ecologica di circa 170 ettari di foresta, in parte inesplorata, delimitata dagli igarapés Xixuaú e Xiparinã, da cui il nome.
La riserva, grazie alla conduzione della Associação Amazonas, nel tempo è divenuta molto importante per gli abitanti del villaggio e delle altre comunità del circondario, che sono riusciti ad attivare un modello di sviluppo sostenibile gestito dalla comunità stessa. Infatti Xixuaú oggi gode di educazione scolastica e servizi sanitari in telemedicina, nonché sviluppo sociale come l'arrivo dell'energia solare e di internet satellitare; realtà impensabili nella foresta, e a cui le altre comunità locali guardano come ad un modello da imitare.
D'altro canto tutte queste innovazioni come pure la tutela della riserva Xixuaú- Xiparinã, ha portato anche inquietudine all'interno del governo locale che - a seguito di interessi occulti indirizzati alla deforestazione e colonizzazione dell'area - ha fatto il possibile per screditare la ong, che nel tempo è stata più volte indagata dalla Cpi (Comissão parlamentar de inquérito), organismo del potere legislativo centrale che dispone della facoltà di effettuare indagini nell'interesse e tutela della collettività brasiliana. La ong è riuscita comunque a spuntarla, dato che il lavoro dei suoi componenti era stato svolto alla luce del sole e indirizzato soltanto alla preservazione del territorio e allo sviluppo sociale dei relativi abitanti.
In verità l'Associação Amazonas, screditata proprio dal governo di Roraima, è sempre riuscita a venirne fuori a testa alta dimostrando che è possibile realizzare progetti di preservazione del territorio - senza alcun interesse privato né sfruttamento delle popolazioni locali - e nel contempo contribuire allo sviluppo sociale dei relativi abitanti senza arrecare alcun sconvolgimento alla flora ed alla fauna. Proprio in questi ultimi anni l'organizzazione appoggia ancora di più le comunità dei caboclo, anche con una campagna di sostegno a una loro petizione indetta per bloccare il progetto di colonizzazione governativa, che con il disboscamento previsto sconvolgerebbe l'intero ecosistema del territorio, riserva ecologica compresa.
La campagna di sostegno alla petizione, da questo mese, è sostenuta anche da "Musibrasil", e invitiamo i nostri lettori a contribuire cliccando sul banner posto sulla homepage. Concludiamo informando che l'associazione ha una sede ufficiale nello storico Palacio Rio Negro di Manaus e già da diversi anni ha acquistato anche un barcone per fare la spola tra Manaus e la riserva, in base al calendario di arrivo e partenza dei loro visitatori.
Chi fosse interessato a visitare la riserva Xixuaú- Xiparinã può contattare direttamente la sede di Milano (vedi link di seguito), attiva dal 2005. E' necessario sapere che bisogna associarsi all'associazione (euro 30) e che l'importo che si andrà a versare - per il tragitto A/R Manaus - Xixuaú, soggiorno ed escursioni comprese - rimarrà interamente nelle mani della popolazione locale e sarà reinvestito per lo sviluppo della comunità.
Link utili:
www.amazonia.org/index.pt.htm
http://www.italia.amazonia.org/
(foto di Luca Locatelli)
www.nital.it/life/gallery/xixuau/index.htm
10.02.08