Teresa Salgueiro

“Você e Eu” - Emi – 2007 - *****

Talvolta per riapprezzare canzoni consunte dal tempo e dagli ascolti non c'è nulla come cambiare il punto di vista, indossare occhiali nuovi, magari d'oltreoceano. Era il miracolo compiuto da Zizi Possi nel caso del repertorio pop italiano e napoletano negli anni '90 in album come "Passione" e "Per Amore", oggi è la volta dell'amorevole sguardo portoghese di Teresa Salgueiro agli standard della musica brasiliana di sempre, in questo eccellente "Você e Eu", realizzato con l'ottimo Septeto di Joao Cristal. Siamo decisamente un passo oltre anche il suo primo album solista, l'eclettico "Obrigado", con talune escursioni nel jazz, nel canzoniere italiano e nell'etnico che potevano sembrare tirate per i capelli e troppo ossequienti alle mode culturali. Qui le cose virano decisamente al meglio, anzi all'optimum. La scelta di ventidue brani in un repertorio di migliaia di perle del Ventesimo secolo era decisamente impegnativa, ma la cantante dei Madredeus se la cava egregiamente affidandosi alle proprie reminescenze, alla propria esperienza di interprete sensibile e profondamente emotiva. Sulle esecuzioni e sugli arrangiamenti, sia pur così rispettosi del dato storico, è impossibile eccepire. Ma la vera sorpresa sta nell'intensità quasi dolorosa (e allo stesso tempo sorridente) con cui la consuetudine del Fado tinge di nuovi colori pastello gemme come "Insensatez", "Samba do Orfeu", "A banda", "A felicidade". Aldilà della nutrita sezione della scaletta dedicata a Jobim ci sono poi piccoli capolavori meno ovvi e pre-bossanovistici, come "Valsa de uma Cidade" di Ismail Netto, la pixinguinhiniana "Lamento",  gli echi di Elis in "Marambaia" e una ampia selezione di classici barrosiani e caymmiani: "Risque", "Na Baixa do Sapateiro", "Pra Machucar meu Coraçao", "Maracangalha" e "O Samba da minha Terra". La voce della Salgueiro svetta sempre commovente ed elegante, con il suo convincente e inconfondibile timbro cristallino, quasi adolescente. L'operazione era sulla carta piena di rischi, ma Teresa li supera tutti, senza farci rimpiangere i Madredeus nemmeno per un secondo. E, se ci fossero ancora stati dei dubbi, passa a pieni voti nel pantheon delle massime interpreti dei nostri anni a qualunque latitudine.

10/06/2007