Poesia do Brasil – Philology - ****
a "strana coppia" italo-brasiliana, vista recentemente dal vivo, conferma il valore di una proposta artistica generata dall'incontro di due generazioni e due mondi musicali diversi, consolidata tuttavia da un affiatamento più che decennale. L'impeccabile pianismo di Sellani e la viscerale vocalità di Rosa affrontano e rileggono l'eterna opera jobiniana, con aperture a Barroso ("Aquarela do Brasil"), Buarque ("O que será que será"), Lobo/De Moraes (la strumentale e struggente "Canto triste") e Menescal/Bôscoli ("O barquinho"). Sfida ardua, non in quanto inedita ma perché li espone al confronto con un autore eseguito da tutti. Sfida vinta nell'unico modo possibile, cioè grazie a qualità conosciute e a soluzioni inaspettate. I due scelgono di sfiorarsi senza quasi toccarsi, di allontanarsi e riavvicinarsi. In un botta e risposta tra due atteggiamenti agli antipodi che non viaggiano mai in parallelo ma si intrecciano e si coinvolgono. Non due metà della stessa mela, ma due frutti interi e succulenti, uno mediterraneo, l'altro tropicale. Sellani è jazz allo stato puro, improvvisatore incurante degli schemi e allo stesso tempo fedele depositario della metrica. Rosa canta come sempre dallo stomaco, dai polmoni, dal cuore. In duo o accompagnata da un'orchestra di quaranta elementi, non fa differenza. Quando i due appaiono rapiti ognuno nella propria egocentrica intensità, eccoli ricongiungersi in un punto preciso. Poi tornano a volare, a perdersi e a ritrovarsi. Memorabile la versione anglo-portoghese di "Dindi", particolarmente intense "Insensatez", "Eu sei que vou te amar" e "Vivo sonhando". La loro "Garota" brilla di una bellezza minimalista. Del "Cordovado" scattano un'immagine ariosa e panoramica. Colorano con pennellate di emozione il loro "Retrato em branco e preto". Un album diretto, registrato in un giorno, elegante e caldo, frutto della sostenibile leggerezza dell'estro.
Mubi è il sito della musica brasiliana indipendente http://www.mubi.com.br/