Batuk

`Cruzeiro do sul`

Batuk è la recente identità artistica assunta dalla coppia che costituisce il gruppo creativo H2O, vale a dire la cantante Rosa Emilia, nota ai lettori di Musibrasil e il marito Cristiano Verardo, musicista veneziano ex-Pitura Freska.

L’album prende spunto da un analogo disco realizzato dal duo un paio d’anni fa, insieme con Tobia Lenarda, mai distribuito attraverso i canali tradizionali. Rispetto ad altri lavori che cercano di fondere Brasile ed elettronica, oggi presenti sul mercato e fatti per diventare musica di sottofondo, “Cruzeiro do sul” possiede un attributo fondamentale, vale a dire l’anima.

Su tutto aleggia l’inconfondibile voce di Rosa, interprete apprezzata in concerto, titolare di alcuni album di spessore, qui anche autrice di testi da cui traspare la sua baianità. Di rilievo gli arrangiamenti di Verardo e Leo di Angilla, intelligenti nell’abbandonarsi a una “lavagem” musicale brasiliana pressoché totale, che toglie loro ogni residua scoria gringa. Aperta dallo sciabordío delle onde del mare, chiusa dal canto della foresta e benedetta dal violoncello di Jaques Morelembaum, la serena “Bem te vi” regala l’illusione del litorale.

Piacciono “Sonho tropical”, perfetto esempo di elettrobossa radiofonica (così come la title-track) e la capricciosa “Bossa menina”. Le due tracce succedanee “Yokossi” e “Obaluaê” ci proiettano in pieno “terreiro”. Di straordinaria bellezza troviamo “É dia de sol”, un reggae semplice e mistico.

Cristiano è coautore di una traccia che non ha nulla a che vedere con la pur simpatica goliardia dei Pitura. Niente “Pin Floi”, qui a prevalere è l’estasi. Così come in “Quero quero”, di cui “Exmela” è l’ideale proseguimento, con il suo approccio ipnotico dovuto all’uso del berimbau. In “Tarada” crediamo di notare un certo gusto per il jazz alla Metheny, in “Cores” quello per il samba alla Zimbo trio, con una spruzzata di Havana.

Un ottimo disco, che si mantiene di alto livello (cosa rara) per tutti gli ottanta minuti della sua durata. Vale la pena seguire questa “Croce del sud”, per un viaggio nell’emisfero australe del nostro cuore.