Turismo sessuale, l`Italia è prima

La caccia è aperta. Sono 80mila ogni anno i maschi italiani che si recano in Brasile per praticare sesso con i minori. Ma si possono fermare grazie a una campagna nazionale cui ha aderito `Musibrasil`

La fame di carne fresca è insaziabile. L'Italia è al primo posto, tra i Paesi europei, nel praticare quell'odiosa attività chiamata «turismo sessuale» a discapito delle giovani brasiliane. Mentre l'età di queste ultime è sempre più bassa, le prenotazioni di villeggiature comprensive di «servizi speciali» continuano ad aumentare: sono circa 80mila ogni anno i maschi italiani che si recano nella terra della felicità per soddisfare i propri bassi istinti. 

E se prima esisteva soltanto un volo charter diretto che tutte le settimane sbarcava in una nota località del Nordest centinaia di italiani (con netta prevalenza maschile), dal mese prossimo gli arrivi raddoppieranno: la stessa agenzia che organizza il volo da Milano ha annunciato che un secondo charter decollerà ogni settimana da Roma e, prima di riversare in Brasile moltitudini di uomini soli, farà scalo in Veneto per caricarne altri.

Ma il cerchio attorno a mercanti e consumatori del sesso sporco sta per chiudersi: la compagnia aerea che, sotto mentite spoglie, assicura la spola con il Brasile e il tour-operator veneto che è leader per questo genere di viaggi sono noti alla polizia internazionale e denunciati da "Stop sexual tourism", una campagna contro il turismo sessuale istituita da enti pubblici e associazioni, cui ha recentemente aderito anche "Musibrasil". 

Uno dei manifesti della campagna “Stop sexual tourism” contro il turismo minorile in Brasile

Uno dei manifesti della campagna “Stop sexual tourism” contro il turismo minorile in Brasile

Il 25 settembre a Roma è stato siglato dall`Ente bilaterale nazionale per il Turismo il `Codice di condotta per la protezione di bambini e adolescenti dallo sfruttamento sessuale nei viaggi e nel turismo`. L`accordo rappresenta un primo passo mirante a informare e a sensibilizzare gli operatori turistici sul tema. E qualcosa si muove anche in Brasile: il 2 novembre quindici persone, tra cui sei italiani, sono state arrestate a Natal e accusate di associazione mafiosa, riciclaggio e sfruttamento internazionale della prostituzione. Capo del gruppo è Giuseppe Amirabile, legato alla Sacra corona unita barese e proprietario di locali in Brasile.

Ma c`è ancora molto da fare. La campagna, promossa dall`associazione "Modena terzo mondo" e lanciata nel gennaio scorso al Forum sociale mondiale di Porto Alegre, è giunta al suo primo giro di boa: dal 4 al 6 novembre a Trento gli organizzatori, tra cui il Consiglio eurobrasiliano di sviluppo sostenibile, hanno fatto il punto sui primi sei mesi tracciando la rotta delle iniziative per il prossimo anno. Tra gli appuntamenti più affollati, l'incontro con Ires Tavares, presidente della Commissione diritti umani dello stato del Ceará. á.

«L`incontro è stata una opportunità per discutere non solo con persone che lavorano in Brasile all`interno di organizzazioni non governative, ma anche con i portavoce del governo italiano per trovare insieme soluzioni al problema del turismo sessuale», ha commentato Tavares, soddisfatto di «avere conosciuto un po` di più il popolo italiano e approfondito la relazione tra il vostro Paese e il Brasile, in particolare lo stato del Cearà e la sua capitale, Fortaleza».

«Dopo lo tsunami ci resta solo il Brasile». E` questa l'agghiacciante affermazione che gira tra i cultori del sesso vergogna e che qualche mese fa ha convinto gli organizzatori della gravità della situazione e della necessità di passare al contrattacco. Affermazione peraltro rispondente alla realtà, considerato che dalla catastrofe in Thailandia, una delle mete più ambite da chi cerca vacanze a ‘intrattenimento speciale', il turismo sessuale in Brasile, da sempre praticato, è drasticamente aumentato. 

Le agenzie di viaggi collezionano chilometriche liste di attesa per voli charter diretti a Fortaleza, Salvador, Natal. Gli alberghi si preparano a ospitare orde di uomini ansiosi di divertimenti; spiagge e locali notturni ghermiscono ragazze e bambine più o meno disposte a vendersi a numerosi «acquirenti» occidentali dal portafoglio gonfio. Negli ultimi due anni il turismo in Brasile è aumentato del 13,5 per cento, e buona parte di questa percentuale è costituita dal turismo sessuale. 

Tra America del nord e Europa si sono calcolate circa 350mila partenze l'anno. Nella classifica dei più assidui clienti delle agenzie del sesso, l'Italia è ai primi posti, con circa 80 mila prenotazioni. La città di Fortaleza ha avuto un repentino sviluppo edilizio, in larga parte finanziato dal turismo sessuale. La presenza italiana è forte. Schiere di palazzi sul lungomare e residence lussuosi sono il simbolo di una speculazione che ha costretto gli autoctoni più poveri alla reclusione in quartieri periferici. 

L'incessante aumento del commercio sessuale diminuisce le alternative di vita di donne e bambine di classi povere, visto che ogni giorno diventa più facile incontrare chi è disposto a comprare corpi per un pugno di dollari. Luizianne Lins, sindaco di Fortaleza, sta sostenendo la cooperazione Italia-Brasile che guida la campagna contro il turismo sessuale. Ong, associazioni, scuole brasiliane e italiane stanno aderendo sempre più numerose. 

Tappe e obiettivi di questa iniziativa consistono anzitutto nell'azione di sensibilizzare l'opinione pubblica: in Italia i numeri di questa vera e propria piaga sociale devono essere diffusi e conosciuti, le agenzie di viaggio responsabili saranno messe sotto i riflettori, il concetto di parità tra uomo e donna deve essere rivisto e impartito a vasti strati della società che ancora non lo hanno accettato. In Brasile l'azione sarà ancora più complessa. Molte donne scelgono personalmente di vendersi, altre spingono le proprie figlie a farlo per poter mandare avanti la famiglia. Si pensa quindi ad affrontare grandi problemi strutturali come la povertà e l'ignoranza, sensibilizzando le donne all'autostima e demotivandole dalla necessità di vendersi o di vendere i propri figli. 

Il compito più arduo consiste nell'agire sull'aspetto culturale, frutto di secoli di schiavitù e sottomissione. In Brasile gli aderenti alla campagna stanno organizzando corsi di informazione a livello locale sul maschilismo dilagante ancora esistente e attuato tramite pratiche medievali. E' infatti ancora d'uso che il figlio del latifondista, nel giorno in cui il padre gli cede le sue terre, abbia diritto di passare la notte con le mogli dei contadini che lavorano per lui. 

La campagna sta impegnandosi anche a sostenere l'Osservatorio brasiliano di controllo del fenomeno del turismo sessuale: l'obiettivo è di eseguire una mappatura di locali, hotel, pousada che ospitano orde di maiali insaziabili. Anche in questo caso l'Italia vanta un triste primato, dato che a Fortaleza il 35 per cento di questi impianti sono riconducibili ad agenzie italiane. E la propaganda di tali agenzie rischia di infangare anche la parte di turismo sana, attualmente in difficoltà.

Luca Mucci, rappresentante della associazione "Modena terzo mondo", è il coordinatore della campagna. Le sue frequenti visite in Brasile, lo studio del fenomeno, la conoscenza dei dati impressionanti su donne che ogni giorno subiscono soprusi e violenze, di bambini di cui quotidianamente unte mani occidentali abusano, lo hanno convinto a dedicarsi volontariamente alla causa. «Tutti conoscono il problema, ma nessuno ne parla», lamenta, «mentre in Italia se una ragazza è violentata, i giornali lo denunciano. Vi sono decine di migliaia di connazionali che vanno all'estero per fare la stessa cosa, e nessuno dice niente».

Un aspetto ancora più raccapricciante è la sempre maggiore richiesta di donne giovanissime. Quelle vergini sono le più ambite, spiega Mucci, perché il rischio di malattie infettive è minore. Le organizzazioni malavitose locali selezionano nei quartieri dove la miseria è nera bambine e adolescenti da affittare ai turisti per 100 real (circa 30 euro) a settimana, che è il prezzo medio. «E'diventata una moda. Il gruppo di ragazzi che va a Fortaleza o a Natal per turismo sessuale, ritorna raccontando imprese ‘eroiche' nelle compagnie e nei bar, alimentando il desiderio negli altri e creando una reazione a catena sempre più difficile arginare. E' la forma più indegna e selvaggia di colonizzazione, siamo tornati indietro negli anni», afferma il portavoce della campagna. 

A volte l'attività viene importata in Italia da qualche "imprenditore" che regala sogni irrealizzabili e giovani che partono alla volta dell'Europa credendo in proposte di lavoro che spesso nascondono contratti fasulli, prostituzione ribattezzata con altri nomi, intrattenimento, ballo in night club, compagnia per uomini soli. Sono circa 100mila le donne brasiliane in Europa. L'impossibilità di fare nomi e cognomi è dovuta all'aspetto di legalità delle agenzie compiacenti, che dichiarano di vendere semplicemente biglietti aerei e di affittare camere di albergo, cosa che rende più difficile il compito della campagna di mettere un freno alle partenze dall'Italia. «Associazioni italiane e scuole brasiliane si impegneranno affinché lo scandalo sia reso pubblico, perché tutti sappiano che ogni giorno partono charter dall'Italia, con destinazione le più ambite coste dell'America latina, carichi di 300 passeggeri di cui 295 sono uomini», continua Mucci.

Gli interessi economici sono forti: in una fase di stagnazione economica mondiale, il settore del turismo è uno dei pochi per il quale è previsto un aumento nei prossimi anni, perciò sarà ancora più arduo remare contro questo tipo di viaggi. Bisognerà creare strumenti capaci di combattere il commercio sessuale anche a livello governativo. Nel 1998 in Italia è stata varata una legge, la 269, che deroga al principio di territorialità, rendendo punibile un reato di prostituzione o di pornografia minorile commesso all'estero. Ma cosa è cambiato in questi anni? «Nulla, purtroppo», risponde sconsolato Mucci, «il turismo sessuale è in aumento vertiginoso, in queste settimane sono raddoppiate le prenotazioni dei voli. Ormai si tratta di un affare che frutta otto, nove mesi all'anno. Dal '98 a oggi la legge è stata applicata pochissime volte perché i fondi stanziati per la sua applicazione non ci sono».

Le premesse, dunque, non sono buone. Di fronte a un vero boom delle agenzie del sesso e dell'inerzia delle istituzioni, Stop sexual tourism si prepara ad agire in modo ostinato e incisivo. Trento, Bari, Modena e Firenze sono le prossime tappe durante le quali la campagna esporrà il suo programma, cercando sostegno alle sue azioni e denunciando uno scandalo che sta raggiungendo picchi mostruosi. Ma bisogna fare in fretta, prima che le potenti macchine del commercio del sesso diventino inarrestabili.

 

Campagna nazionale contro il turismo sessuale rivolto ai minori:
http://www.stopsexualtourism.org/

Luca Mucci dell`associazione `Modena terzo mondo` con il presidente Lula

Luca Mucci dell`associazione `Modena terzo mondo` con il presidente Lula

Raccolta di firme di `Musibrasil` a sostegno della Campagna:
http://musibrasil.net/stt/vsl_stt.asp?ids=40



 

 

E a Natal un telefono verde per combattere il fenomeno

Il rapporto dell`Osservatorio on-line contro lo sfruttamento sessuale dei minori 

Bambini in Brasile

Bambini in Brasile


Il business dello sfruttamento sessuale di minori da parte di migliaia di nostri «bravi ragazzi» sta crescendo spaventosamente nella città di Natal, nel Nordest del Brasile, che è fra le prime cinque destinazioni turistiche del Paese. Secondo la segreteria di Turismo del Rio Grande do Norte, Stato di cui Natal è capitale, la maggior parte dei turisti europei che invadono ogni anno le sue zone costiere proviene dall'Italia, così come sono italiani coloro che praticano in maggior numero la più sporca e infame forma di «cooperazione internazionale», il turismo sessuale, sia con adulti che con minori. I più alloggiano in un villaggio turistico di proprietà della stessa agenzia che gestisce i voli, cui hanno accesso esclusivo gli italiani che hanno acquistato i pacchetti.

Secondo le ultime statistiche della segreteria speciale dei Diritti umani della presidenza della Repubblica del Brasile, 22 municipi del Rio Grande do Norte sono fra i 937 del Paese in cui è praticato lo sfruttamento sessuale di minori per fini commerciali. L'espressione abbraccia un arco estremamente ampio di crimini, che vanno dal traffico internazionale di minori per il loro inserimento in reti di prostituzione allo sfruttamento di adolescenti nei bordelli, dall'uso di minori per la produzione di pornografia al turismo sessuale. 

Quest'ultimo, nel Rio Grande do Norte, è praticato quasi esclusivamente a Natal e dintorni e in alcune altre località della zona costiera, dove si riversa la stragrande maggioranza dei turisti stranieri. Buona parte delle adolescenti, tuttavia, proviene da municipi dell'interno dove generalmente sono state già iniziate a questo genere di pratiche. Ecco le modalità attraverso cui il turismo sessuale con minori è in genere praticato in questo Stato:

- Il turista o gruppo di turisti è abbordato da adolescenti minorenni, quasi sempre afrodiscendenti o meticce, in ambienti molto frequentati (o esclusivamente frequentati) da turisti quali spiagge, bar, discoteche, cabaret, centri commerciali, ristoranti ed altri. In questi caso le minorenni coinvolte agiscono generalmente per conto proprio. La maggior parte di hotel e pousadas permettono ai turisti di portare ragazze in camera pagando un sovrapprezzo, il più delle volte chiudendo entrambi gli occhi quando si tratta in modo evidente di minorenni. Anche quando la proprietà dello stabilimento non lo permette (cosa molto rara), risulta comunque facile per il turista portare ragazze in camera, pagando "commissioni" ai dipendenti delle strutture;

- Le guide turistiche delle agenzie, punti di riferimento di chi è alloggiato in hotel e pousadas tramite pacchetti comprati in Europa, ricevono commissioni dai proprietari di bar, ristoranti, cabaret ed altri locali frequentati da ragazze coinvolte nel turismo sessuale (la maggior parte minorenni) per indirizzare o portare i loro ospiti - il più delle volte già intenzionati a cercare sesso - nei relativi locali. Generalmente, le commissioni sono proporzionali al numero di turisti che la guida riesce a procurare ogni sera. Spesso le stesse agenzie ricevono commissioni mensili dai proprietari dei locali. In alcuni di questi casi, le minori coinvolte agiscono per conto proprio, incentivate a frequentare quei locali per la costante e massiccia presenza di turisti stranieri, ma il più delle volte sono sfruttate dai proprietari che le obbligano a cedere loro una parte di quanto guadagnano con ogni cliente;

- Il sesso (praticato sia con adulte che con minori) è compreso, in maniera mascherata, nei pacchetti venduti dalle agenzie o è fornito tra i «servizi» di queste ultime (tramite l'intervento di guide o dipendenti delle strutture, che in cambio di commissioni fanno da tramite fra agenzie, turisti e locali fornitori di ragazze). In questi casi il turista (che ha già pagato per il sesso compreso nel pacchetto vendutogli dall'agenzia o paga dopo ciascun incontro sessuale) contatta la propria guida o determinati dipendenti dello stabilimento presso cui é ospitato e sceglie la ragazza (che il più delle volte è minorenne) su «menù» o «cataloghi» già pronti o fornendo le caratteristiche desiderate affinché gliene procurino una «adeguata alle esigenze». 

La persona che fa da tramite contatta locali o case di prostituzione «convenzionati», e questi inviano la ragazza direttamente nella camera del turista oppure gliela fanno incontrare dove gradisce. Con questa modalità le adolescenti sono obbligate a versare all'agenzia una percentuale fissa di ciò che guadagnano con ogni «cliente», mentre i proprietari dei locali da cui esse provengono (case di prostituzione o esercizi pubblici) ricevono dalle agenzie «commissioni» fisse o variabili, a seconda della domanda da parte dei turisti.

Lo sfruttamento sessuale di minori, nel Rio Grande do Norte come nel resto del Brasile, è così sistematico e capillare che conta già su una fitta e intricata rete di complicità e copertura che va da semplici agenti di polizia (che in cambio di mazzette chiudono gli occhi di fronte a casi flagranti di abbordaggio di minori) fino a interi commissariati corrotti nelle alte sfere di comando; da certe case di accoglienza per le giovani che escono dalla strada (che in realtà ricevono finanziamenti dalle stesse agenzie che praticano il turismo sessuale e, per questo, trasformano le ragazze che in teoria sottraggono a «situazioni di rischio» in prostitute pronte da usare appena compiono 18 anni), a membri di pubblici poteri.

Istituzioni e organizzazioni della società civile del Rio Grande do Norte hanno elaborato nel 2004 un Plano estadual de enfrentamento à violência e exploração sexual infanto-juvenil (Piano statale di lotta alla violenza e lo sfruttamento sessuale di minori). Tuttavia, anche per l'altissimo tasso di connivenza di alcune ong (organizzazioni non governative) e istituzioni locali con il turismo sessuale, il suo sviluppo si sta rivelando lento e inadeguato. Inoltre il "Premio di turismo etico", creato per incentivare gli operatori onesti del settore, è stato ripetutamente assegnato a strutture chiaramente promotori o complici del turismo sessuale con minori da parte della ong che lo ha ideato, che riceve considerevoli finanziamenti dagli stessi operatori premiati.

Delimitando la sua area d'azione allo sfruttamento sessuale di minori legato al turismo di massa italiano ed inserendosi nella campagna Stop Sexual Tourism, la "Rete statale di Diritti umani" creerà un numero telefonico gratuito e un osservatorio on-line, con doppia versione in portoghese e italiano, per denunciare le agenzie, le persone, le organizzazioni e le istituzioni che, nel Rio Grande do Norte, praticano, incentivano, coprono o sono in qualche modo complici dello sfruttamento sessuale di minori e per diffondere informazioni su come combattere e prevenire il fenomeno.



La situazione nel resto del Paese

In tutto il Brasile sono oltre 500mila i minori - la maggior parte di sesso femminile - coinvolti nel turismo sessuale. Secondo i dati più recenti, dei circa 700mila turisti europei che ogni anno sbarcano nel Paese per praticare questa attività, circa 80mila sono italiani.

La Pesquisa sobre tráfico de mulheres, crianças e adolescentes para fins de exploração sexual comercial no Brasil (Studio sul traffico di donne, bambine e adolescenti con fini di sfruttamento sessuale commerciale in Brasile, Pestraf), elaborata nel 2003 dal Centro de referência, estudos e ações sobre crianças e adolescentes (Centro di riferimento, studi e azioni dirette a bambini e adolescenti, Cecria) con l'appoggio e la collaborazione di istituzioni e organizzazioni della società civile di tutti gli stati del Brasile, è considerata dalla segreteria speciale dei Diritti umani della presidenza della Repubblica il più completo dossier attualmente esistente sull'argomento. 

Secondo l'indagine, le minori che cadono nella rete del turismo sessuale sono originarie delle classi popolari più povere, possiedono un basso grado di scolarità, abitano in spazi urbani o rurali periferici privi di urbanizzazione (rete fognaria, illuminazione pubblica, strutture sanitarie) e trasporti, vivono con qualche familiare. La maggior parte di esse ha figli in età molto precoce (generalmente fra i 12 e i 14 anni, nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza) e spesso abbandona gli studi per portare denaro in casa esercitando attività lavorative non qualificate, mal pagate e al nero.

Generalmente, queste ragazze si inseriscono da giovanissime nel mercato del lavoro nero, passando spesso per attività come prestazione di servizi domestici (domestiche, donne delle pulizie, lavandaie, portiere) o commerciali (ausiliarie di servizi in genere, cameriere, cassiere di supermercati o negozi, distributrici di volantini), funzioni che in Brasile hanno un carattere estremamente subalterno con forti elementi di sfruttamento. Sono infatti lavori remunerati malissimo, senza contratto (quindi senza nessuna garanzia di diritti), con forte turn-over, e che comportano prolungate e logoranti giornate di lavoro. 

Ciò stabilisce nella vita di queste ragazze una routine demotivante e priva di qualsiasi possibilità di ascesa e miglioramento della propria condizione. Tutto questo, unito alla massiccia presenza di turisti stranieri alla ricerca di sesso, che offre la prospettiva di un miglioramento facile e rapido del proprio livello di vita, stimola a favorisce la caduta di una parte di queste minori nel turismo sessuale. Il fenomeno in Brasile colpisce soprattutto donne e adolescenti afrodiscendenti (di pelle nera) e meticce (mescolanza di negro con bianco, negro con indio o bianco con indio) in età comprese tra i 12 e i 25 anni. Il 47 per cento di esse sono minorenni. Le più colpite sono adolescenti afrodiscendenti o meticce di età compresa fra 15 e 17 anni, che rappresentano il 30,6 per cento del totale.

Sempre secondo la Pestraf, la maggior parte delle minori ha già sofferto durante l'infanzia o continua a soffrire nell'adolescenza qualche forma di violenza intrafamiliare (abuso sessuale, abbandono, maltrattamenti, ecc.) o extrafamiliare (le stesse tipologie della violenza intrafamiliare, ma a scuola, in istituti per minori abbandonati, per la strada o altri ambienti). La maggior parte delle adolescenti brasiliane coinvolte nel turismo sessuale proviene da municipi con basso indice di sviluppo umano situati nell'interno del Paese. Tra quelle che abitano nelle capitali o in municipi situati nelle regioni metropolitane, la stragrande maggioranza vive in quartieri e aree suburbane e periferiche. 

Tra le giovani donne che provengono dall'interno del Paese, necessità estrema di sopravvivenza e violenza intrafamiliare sono le cause principali che spingono o incentivano l'entrata nel turismo sessuale. Mentre tra quelle che vivono nelle regioni metropolitane con un più alto indice di sviluppo socioeconomico la necessità di sopravvivenza si unisce alla prospettiva di migliorare le proprie condizioni di vita utilizzando un modo più efficace del lavoro in condizioni umilianti. La fragilità o il fallimento dei sistemi di protezione tradizionali (famiglia, stato, società) facilita la caduta di centinaia di migliaia di bambine e adolescenti povere brasiliane, la maggior parte di pelle scura, nelle reti di sfruttamento sessuale legato al turismo di massa.