Per Graziano da Silva onori e veleni
All'indomani della prestigiosa nomina ricevuta, il brasiliano José Graziano da Silva, da pochi giorni eletto direttore generale della Fao, agenzia Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, ha espresso la propria opinione sulla vicenda-Battisti, suscitando ovvie polemiche e attirandosi gli strali di alcuni.

José Graziano da Silva
Da Roma, dove si trova la sede dell'importante ente mondiale, l'ex ministro straordinario del governo Lula, oltre che ex responsabile del programma sociale "Fome zero" ha dichiarato: «Il Brasile e l'Italia sono due paesi sovrani, con una lunghissima tradizione di rispetto reciproco. La scelta del Supremo tribunale federale, che ha negato l'estradizione di Cesare Battisti, non può in alcuna maniera essere messa in discussione. Un detto brasiliano afferma che alle decisioni dell'Stf, così come a quelle della nonna, non si può dire no. Ciò deve valere anche per l'Italia». Graziano, discendente di calabresi, è in possesso della doppia nazionalità, brasiliana e italiana. Il nuovo direttore ha aggiunto che coglierà l'occasione del soggiorno nel nostro paese per recuperare parte delle sue «radici italiane. Mi piace molto l'Italia - ha sottolineato - adoro la pasta, gesticolo come un italiano». Nella sua edizione on-line successiva a queste dichiarazioni, "Il Giornale", con un pezzo titolato "La lobby del Brasile si è presa il vertice della Fao", afferma che il paese sudamericano «ha vinto la partita alla Fao grazie a una potente e globale operazione di lobbying di stato che dura da anni». Il quotidiano dei Berlusconi insiste definendo «peana per Graziano» un articolo di recente firmato da Luiz Inácio Lula da Silva sul giornale britannico "The Guardian".
I redattori Biloslavo e Marino parlano poi di un «fondo fiduciario di cinquanta milioni di dollari per progetti ad hoc della Fao», stanziato dal Brasile onde favorire l'elezione di José Graziano da Silva e di «hotel di lusso, diaria e volo pagato» offerti ad alcuni delegati che hanno partecipato al voto.


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