Cinema indigeno in mostra
Un documentario a sfondo etno-antropologico sulla comunità indigena Kamayurà è stato proiettato alcuni giorni fa in prima visione a Rio de Janeiro.
Ospitato dall’Antigo Museu do Índio nella Sala de Cinema da Ocupação Indígena (bairro Maracanã), “Takwara”, questo il nome del dvd prodotto dal Centro de Etnoconhecimento Sócioambiental e Cultural (Cesac), racconta la preparazione della festa dell’allegria, la cui traduzione nella lingua indigena Kamayurà dà appunto il titolo al documentario. Si parla inoltre di costumi e tradizioni di questo popolo, originariamente nomade, ma anche del suo spirito libero, ribelle e per certi aspetti politicamente insubordinato.
La peculiarità del film è che è stato autoprodotto, quindi senza alcun finanziamento governativo, di ambasciate estere e nemmeno di organizzazioni legate al mondo del volontariato.



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Il feroce copia&incolla che ha colpito questa rivista e molte cosidette testate alternative non ha riasparmiato nessuno.
Da un primo testo, sul documentario in questione, pubblicato alcune settimane orsono, corredato di un manifesto di protesta contro la FIFA e le opere edilizie di alcuni costruttori (Odebrecth, Delta Construções e Andrade Gutierrez) si é passati ad indicare tale manifesto come locandina del film.
Errore grossolano, dovuto alla virulenta infezione del copia&incolla, che stá propagandosi esponenzialmente in molte testate che affollano il WEB.