Nossa Alma Canta: “Roda de bossa”
Per fare buona musica gli artifici non sono essenziali. Questo cd ne è la riprova. A volte basta prendere due ottimi chitarristi (amici e parceiro di lunga data) e una talentuosa cantante, circondarli di microfoni in una domenica di primavera e catturarne le gustose divagazioni in bossa.

La copertina del cd
Qui, le corde elettriche di Robertinho de Paula e quelle acustiche di Renato Greco assecondano con sapiente maestria la voce conturbante di Rosa Bittolo Bon. Il trio sfoggia il marchio di garanzia Nossa Alma Canta, progetto veneziano dalle radici pugliesi dedicato alla musica verdeoro. Il disco è uno splendido labour of love costruito in tempo reale, caratterizzato dalle deliziose imperfezioni tipiche della one take. Su questa gradevole "Roda" nata in laguna aleggia il piacere del convivio artistico. Il suono minimalista dell'affiatato ensemble italo-brasileiro è intimo e genuino. La track-listing, prevalentemente jobiniana (da "Só tinha de ser com você" a "Estrada do sol", da "Só danço samba" a "Outra vez"), è arricchita da illuminate incursioni nel canzoniere di Barroso ("Pra machucar meu coração") e Caymmi ("Doralice"), con l'aggiunta della dolce "Oba lá lá" di Gilberto, della struggente "Estate" di Martino e dell'evergreen lyriano "Você e eu". Piace molto "É preciso perdoar", estasi firmata Carlos Coqueijo, che i Nossa Alma Canta presentarono in un'altra delicata versione qualche tempo fa.
Note estremamente positive vanno a un album equilibrato, aggraziato e suadente. Un disco dalle atmosfere sofisticatamente ingenue, sussurrato con grande intensità, che pare nato cinquant'anni or sono ai tavoli del Beco das garrafas. Contro il logorio dell'era cibernetica. ****


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