Dilma, un trionfo bulgaro
Secondo l’ultimo sondaggio in vista delle elezioni presidenziali di ottobre, una brasiliana di origine bulgara – e mai prima d’ora in Bulgaria si sono seguite con tanto interesse le vicende politiche del Paese sudamericano – sará la prima donna a guidare la piú importante Nazione sudamericana. Con una votazione , manco a dirlo, a percentuali “bulgare”, Dilma Rousseff supererá al primo turno lo sfidante socialdemocratico José Serra, ormai abbandonato dagli stessi compagni di partito.

La prossima presidente del Brasile
Datafolha, che sino a pochi mesi fa alcuni ultras lulisti definivano un istituto pro-Serra, ha emanato un verdetto sin troppo chiaro: alla Rousseff va il cinquantasei per cento dei suffragi (validi), contro il trentadue del socialdemocratico e l’undici della pasionaria dell’ambiente Marina Silva. Il vero confronto si sposta cosí in parlamento, ma anche qui tutto sembra andare a gonfie vele per la sinistra: secondo i piú recenti sondaggi, il Senato verdeoro sará composto da una larga maggioranza lulista – superiore al sessanta per cento – che consentirá alla coalizione di Governo di riformare a proprio piacimento la Costituzione.
E inoltre, assicurano gli analisti, non si tratterá d’una maggioranza petista solo per via delle politica delle alleanze, che ha convinto i vertici del Partido dos trabalhadores a non voler stravincere, ma a lasciare ampi spazi politici ai propri futuri alleati di Governo.


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