Petrobras, gioie e dolori
Due notizie, una buona e una un po’ meno, hanno riguardato in questi giorni la grande azienda petrolifera Petrobras. Giovedí scorso – cominciamo da quella buona – il colosso verdeoro degli idrocarburi ha iniziato a estrarre petrolio, con finalitá commerciali, dalle megariserve recentemente scoperte sotto lo strato pre-sale, al largo della costa atlantica. (Per la precisione, la prima estrazione ha avuto luogo presso il giacimento di Baleia franca, che si trova a ottantacinque chilomentri dalla cittadina di Anchieta, nello Stato di Espírito santo, ndr).

Il logo di Petrobras
L’evento ha rappresentato l’occasione per una celebrazione in grande stile, cui hanno partecipato il capo dello stato Luiz Inácio Lula da Silva e il presidente dell’impresa, José Sergio Gabrielli. All’inizio si produrranno 13mila barili di greggio al giorno, ma si spera che entro l’anno si possa raggiungere la quota massima, stimata a ventimila barili. Notizia cattiva: le incertezze sul processo di capitalizzazione della statale hanno causato, da gennaio a oggi, un forte deprezzamento delle sue azioni. Il valore di mercato, calcolato in dollari, é diminuito del 24,49 per cento, e solo la Beyond petroleum (Bp), per via dell’ormai celebre marea nera nel Golfo del Messico, ha saputo fare peggio.
La vicenda ha fatto crescere le pressioni sul Governo, affinché definisca entro breve tempo i termini giuridici della capitalizzazione.


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