Nucleare, l’Iran vuole il Brasile

Manouchehr Mottaki
L’Iran insiste: Brasile e Turchia debbono partecipare al nuovo round di negoziati relativo alla delicata questione del nucleare. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri del Paese islamico, Manouchehr Mottaki, secondo cui si sta studiando una controproposta nei confronti del Gruppo di Vienna (composto da Stati Uniti, Russia e Francia), che prevede uno scambio di uranio arricchito con l’estero. Tuttavia il Gruppo di Vienna non si sarebbe ancora espresso sul via libera alla presenza di Brasília.
Come noto, lo scorso 9 giugno la comunitá internazionale ha deliberato nuove sanzioni a carico dell’Iran, formalizzate dal Consiglio di sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni unite (Onu).


Vi prego spiegatemelo.
Spiegatemi perché diavolo Lula sta facendo questa cavolata di avvicinarsi ad Ahmadinejad. Un paese libero e progressista come il Brasile non ha niente da spartire con la societá medievale irregimentata da Teheran.
Perché, quindi? Davvero non é per polemica, vorrei semplicemente capire.
Cosa ha spinto il presidente della repubblica forse piú lungimirante di tutti quelli in circolazione a scegliersi questo tipo di amicizie?
Vi ringrazio. Se volete potete anche scrivermi all'indirizzo:
antonionuzzi@hotmail.com
Caro Anuzzi,
In primo luogo il Brasile sta portando avanti un progetto di arricchimento dell'uranio del tutto analogo a quello iraniano, che per motivi facilmente intuibili non desta un centesimo dell'apprensione rispetto a quello portato avanti dal Paese islamico. In secondo luogo va tenuto conto che la prioritá geopolitica delle sinistre riformiste latinoamericane - ove convive spesso un retroterra culturale marxista e terzomondista - in questa fase storica, é quella di mettere i paletti rispetto a Washington ed alleati, ed alle loro vere o presunte bramosie. Di qui la cautela contro tutto quanto venga da Washington. In terzo luogo, e concudo, il Brasile é deciso a sedere al tavolo dei grandi; e a questo fine si tentano anche iniziative autonome, piú o meno rischiose, ma comunque prestigiose, nel complesso scenario mediorientale. Adultere lapidate, omosessuali impiccati, e barbarie di questo tipo? Per ora nel Brasile della realpolitik non sono una prioritá.
Un caro saluto,
Francesco.