La Flaskô non chiude e rilancia
Buone notizie per la Flaskô, storica fabbrica brasiliana situata nel municipio paulista di Sumaré ed autogestita direttamente dai lavoratori.

Lavoratori Flaskô in corteo
Nei giorni scorsi il giudice André Gonçalves Fernandes ne aveva minacciato la chiusura ed era intenzionato a dichiararla fallita. La motivazione: gli enormi debiti accumulati dall’azienda, relativi soprattutto a salari arretrati, sotto la direzione dei fratelli Anselmo e Luis Batschauer. Il giudice esigeva che i debiti fossero pagati dall’antica proprietà, che però era fuggita nel 2003 quando aveva capito che il fallimento era vicino. I lavoratori riuscirono ad evitare che macchinari e strumenti di lavoro andassero all’asta, si dettero una propria organizzazione e riuscirono a far ripartire la fabbrica sull’esempio di ciò che negli stessi anni stava avvenendo in Argentina con il più conosciuto movimento delle empresas recuperadas. Alla fine il giudice Gonçalves ha accettato che i debiti fossero pagati dagli stessi operai.
La Flaskô produce materiale per imballaggi di plastica industriale ed è una delle fabbriche autogestite più conosciute in Brasile insieme alla Cipla, grazie anche al lavoro politico condotto dagli stessi operai che da tempo ne chiedono la statalizzazione.


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