Immobili, stretta sugli stranieri
Una decisione del Cnj (Conselho nacional de justiça) brasiliano rende piú rigidi i controlli sugli acquisti di immobili, in particolare di appezzamenti di terra, da parte di stranieri. Si stabilisce che ogni tre mesi gli studi notarili del Paese sono obbligati a comunicare al Tribunale – oltre a tutto il resto – anche tutte le acquisizioni di terre effettuate da imprese nazionali controllate da capitali stranieri.

Seduta del Conselho nacional de justiça
Sinora infatti l’Incra (Instituto nacional de colonização e reforma agrária) riceve informazioni solo sugli appezzamenti i cui proprietari siano direttamente degli stranieri, persone fisiche o imprese. Se gli studi notarili non adempiono alla normativa – specifica il provvedimento del Cnj – i titolari saranno puniti con la perdita del proprio incarico. Inoltre si chiarisce che, nel caso in cui vengano riscontrate delle irregolaritá, queste compravendite possono essere annullate. Si tratta di una vittoria del Ministério público e del Tcu (Tribunal de contas da união), che da anni contestavano il noto parere dell’Agu (Advocacia geral da união) del 1998, favorevole all’assoluta paritá di trattamento tra gli immobili posseduti dai nazionali e quelli degli stranieri.
Ma soprattutto é una vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva e dei movimenti sociali, che tradizionalmente considerano le acquisizioni di terre da parte straniera come una aggressione alla sovranitá nazionale.

