Disuguaglianza, Lula ha fallito
Uno studio del Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (Undp, dall’inglese United nations development program), di recente pubblicato, pone il Brasile al settimo posto al mondo tra le nazioni piú ingiuste, ossia tra quelle con la peggior ripartizione delle ricchezze. Ad avere un peggior coefficiente (o indice) Gini (l’unitá di misura si usa essenzialmente per calcolare la diseguaglianza nella distribuzione del reddito, ndr) rispetto al Brasile, sono soltanto Bolivia, Camerun e Madagascar – appaiati in prima posizione – e Sudafrica, Haiti e Thailandia, che seguono a ruota.

Il logo del Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo
Subito dopo troviamo appunto il Brasile, alla pari con l’Ecuador, per un risultato che sancisce una sconfitta del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, a soli 5 mesi dalla scadenza del secondo mandato. Per Brasília, il dato tuttavia non é del tutto negativo, infatti rispetto ad analoghe ricerche degli anni scorsi si nota una sensibile riduzione dell’indice, e quindi delle disparitá economiche. Se il Brasile si conferma un Paese ingiusto, le cose non vanno molto meglio nel resto del continente americano: si pensi che 10 tra i quindici Paesi piú “diseguali” del globo sono latinoamericani o caraibici.
Secondo lo studio, quesi alti livelli di concentrazione del reddito sono frutto soprattutto della mancanza di accesso ai servizi essenziali e alle infrastrutture, da parte di gran parte della popolazione.

