C’è la bse, Coldiretti contro il Brasile
Dopo il recentissimo caso di una donna ricoverata in gravi condizioni a Livorno per encefalopatia spongiforme bovina o bse (generalmente definita "morbo della mucca pazza"), Coldiretti è ritornata a lanciare l'allarme sull'importazione in Italia di carni brasiliane.

Zebù del Minas Gerais
L'associazione che assiste il settore agricolo italiano si è scagliata contro un presunto progetto dell'Unione europea di abbassare il livello di guardia e riammettere la presenza di farine contenenti proteine animali trasformate nei mangimi destinati ai bovini. Secondo Coldiretti, la Ue starebbe pianificando di allentare i controlli sull'applicazione delle misure stabilite nove anni or sono. Come già successo nel recente passato, l'ente che tutela gli agricoltori del nostro paese ha poi attaccato gli esportatori verdeoro. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi si denuncia «un calo dell’attenzione sulle importazioni di carne proveniente da nazioni considerate a rischio perché non soddisfacenti dal punto di vista dei requisiti sanitari, come il Brasile». Prese di posizione di questo tipo nei confronti del paese sudamericano non sono nuove. Nell'ultimo decennio, bersaglio degli strali di Coldiretti sono stati, oltre alle carni, anche formaggi (quali il celeberrimo parmesão) e prodotti ortofrutticoli brasiliani (meloni e agrumi).
Qualche settimana fa, Coldiretti Calabria aveva attuato una plateale azione, occupando la capitaneria del porto di Gioia Tauro (Rc) per protesta contro l'arrivo dal Brasile di una grossa partita di fusti contenenti succo d'arancia pastorizzato, destinato al mercato italiano.


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