Brasile-Europa, c’é insoddisfazione
I vertici imprenditoriali brasiliani ed europei hanno avuto modo di chiarire che non sono per nulla soddisfatti dell’attuale stato delle relazioni commerciali tra Brasile e Unione europea: é in buona sostanza questa l’unica conseguenza immediata del quarto summit tra le due potenze mondiali, celebratosi nei giorni scorsi a Brasília.

La bandiera dell'Unione europea
Il messaggio degli industriali di entrambe le sponde dell’Oceano é chiaro: i Governi delle due parti debbono accelerare i negoziati in vista di un ambizioso trattato commerciale tra Unione europea e Mercosul, nonostante la crisi economica che ha travolto la cosiddetta «zona euro», e l’opposizione di agricoltori e ambientalisti europei all’apertura dei mercati. (I gruppi agricoli europei temono di non riuscire a competere con l’agricoltura sudamericana, ndr). Nel maggio scorso – e dopo 6 anni – i due blocchi hanno riaperto il negoziato, che nella speranza di molti dovrebbe far nascere la piú grande zona di libero commercio al mondo: con una popolazione di 750 milioni di persone e un movimento commerciale di ottantadue miliardi di dollari all’anno.
Luiz Inácio Lula da Silva é parso sensibile all’esigenza, e ha detto che nei prossimi mesi cercherá di convincere il collega Nicolas Sarkozy dell’urgenza del negoziato: «Ho la responsabilitá di cercare di convincere Sarkozy», ha sentenziato il presidente-operaio, «ad addolcire il cuore dei francesi».

