Big mac index, real gonfiato
Il settimanale britannico “The economist” ha di recente pubblicato la nuova edizione del tradizionale “Indice Big mac” (“Big mac index” in inglese, ndr), strumento informale di comparazione del potere d’acquisto d’una valuta. Lo studio mostra innanzitutto che l'hamburger più famoso delle catene di fast food McDonald’s, se acquistato in Brasile, é carissimo: tra i piú cari al mondo, preceduto solo dai Big mac venduti in Norvegia, Svezia e Svizzera.

Big mac e patatine fritte
Ma soprattutto viene acclarata, una volta di piú, la forte sopravvalutazione del real, sia rispetto al dollaro, sia ad altre importanti valute mondiali. Secondo la ricerca, che mette a confronto i prezzi dei panini in vari paesi del mondo, il real é sopravvalutato del trentuno per cento rispetto al dollaro e quindi – se non ci fosse detta sopravvalutazione – la “giusta” quotazione della divisa verdeoro dovrebbe assestarsi sui 2,33 per dollaro. Infatti mentre negli Stati uniti il Big mac costa 3 dollari e settantatre centesimi, in Brasile si pagano 4 dollari e novantuno centesimi, ossia 6 real e cinquantasette centesimi.
Il sandwich piú economico puó essere acquistato invece nella vicina Argentina, per soli 1,78 dollari, il che mostra un’importante sottovalutazione del peso argentino. Secondo l’”Economist”, il Brasile rappresenta uno dei pochi mercati emergenti ove la moneta nazionale é supervalorizzata rispetto a quella nordamericana.


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