San Paolo per la Palestina
Una manifestazione per protestare contro l’attacco militare israeliano verso le imbarcazioni della Gaza Freedom Flotilla e il Free Gaza Movement.

Lula indossa la kefiah palestinese
Anche la società brasiliana si è mobilitata per protestare contro l’uccisione, il ferimento e l’espulsione degli oltre cinquecento pacifisti che alcuni giorni fa hanno cercato di forzare il blocco israeliano per portare aiuto alla popolazione di Gaza, in particolare generi di prima necessità, viveri, materiale ospedaliero. Lo ha raccontato la stessa cineasta (anche lei espulsa da Israele) Iara Lee in un articolo pubblicato sull’edizione on line di Brasil de Fato. Oggi invece è stata la volta del sit-in convocato a San Paolo dal Frente em Defesa do Povo Palestino, composto da movimenti popolari brasiliani, partiti di sinistra, ma anche da numerosi appartenenti alla comunità araba e musulmana residente nella citta paulista. I manifestanti hanno chiesto la fine dell’embargo verso gli abitanti di Gaza e la condanna per i militari israeliani che hanno partecipato all’assalto contro i pacifisti. Inoltre è stata fatta esplicita richiesta al governo brasiliano di annullare la visita già programmata del primo ministro Netaniahu prevista per agosto a Brasilia e la sospensione del trattato di libero commercio tra Israele e Mercosul.
Una bella gatta da pelare per Lula, mentre quasi tutti i paesi sudamericani hanno condannato duramente l’azione militare israeliana.


Ahmadinejad, Hugo Chavez, i fratelli Castro, Evo Morales con la sua collana di foglie di coca, ora gli Hezbollah, la cui ala militare è stata creata, guarda caso, con l'appoggio della Repubblica Islamica dell'Iran.
Certo che questo Lula i suo amici più intimi se li va a cercare con il lanternino. Mentre lui si crede la nuova versione del Gesù Cristo sta trascinando questo povero Brasile in un baratro di cui non si vede il fondo.
Ma quando, questo Lula, si renderà conto che è lo zimbello del mondo occidentale, che lo trattano come un bambino capriccioso, mentre saltella da un dittatore all'altro, presentandosi come il salvatore della situazione.
Povero Brasile, in che mani sei capitato.