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    E in Italia arriva l’estate brasiliana

    Scritto da Max De Tomassi • 12 giugno 2010 • Stampa questo articolo
    lpinheiro0610

    Leila Pinheiro

    Miei cari amici, è passato un mese ed eccomi di nuovo qui a raccontarvi il mio Brasile. Incontri, progetti  sogni che hanno come unico denominatore questa affascinante terra e la sua gente.

    Anche questa volta vorrei raccontarvi di un nuovo viaggio che sto programmando in Amazzonia, dei principali artisti che arriveranno questa estate in Italia per esibirsi con i loro concerti, e degli argomenti che tratteremo nelle prossime puntate di “Brasil”, il programma che conduco su Radio Uno Rai ormai da quasi 10 anni.

    Una bella notizia che riguarda il programma ve la voglio dare subito: la direzione di Radio Uno mi ha comunicato che “Brasil” è il podcast più “scaricato” di Radio Uno! Un numero grandissimo di radioascoltatori ascolta “Brasil” quando ha tempo, durante la settimana, approfittando delle straordinarie possibilità che la tecnologia ci offre, facendo un download del file audio in mp3 dello stesso, disponibile all’interno del sito Rai per una settimana, dal giorno successivo alla messa in onda http://www.radio.rai.it/radio1/podcast/lista.cfm?id=2070 .

    In questo modo, anche gli ascoltatori che per un motivo o per l’altro, non riescono o non possono stare svegli fino alle due del mattino, hanno la possibilità di ascoltarsi tutta la puntata senza problemi, quando vogliono, nel corso della settimana. Parallelamente, sul profilo di Radio Uno Rai presente su Facebook, la pagina di “Brasil” cresce giorno dopo giorno e, ad un mese dalla sua creazione, siamo già a quasi un migliaio di amici.

    Devo confessarvi che mai come in questo periodo, forse anche grazie alla possibilità che la rete ci offre di sentire più concretamente l’attenzione che gli utenti hanno nei confronti di un programma radiofonico piuttosto che di una rivista cartacea, ho sentito tanto interesse, tanta partecipazione per quello che è quasi un figlio per me. Tutto ciò che avrei sempre voluto, sin da ragazzo, è realizzare un programma come “Brasil” su Radio Rai. E non riuscirò mai a spiegarvi bene quanto l’aver raggiunto questo risultato mi rende felice.

    Gli artisti che incontreremo nelle prossime puntate della nostra trasmissione settimanale sono tanti. D’estate i principali interpreti della musica brasiliana vivono la calda stagione europea come se fosse una naturale estensione della tournè nel loro paese. Da Caetano Veloso a Daniela Mercury, da Ivan Lins ad Ana Carolina, l’invasione dei brasiliani che suoneranno in Italia sarà vastissima, noncurante del prevedibile e temporaneo disinteresse causato dal campionato del mondo di calcio in Sud Africa e che potrebbe momentaneamente distrarre gli amanti della musica.

    Con il Brasile, infatti,  tutto va oltre, anche perché è ben conosciuta l’interazione fra musica e calcio che si vive da quelle parti, ed è quindi inevitabile che in queste giornate di futebol molta gente vada ad un concerto di musica brasiliana anche per tifare seleçao portandosi una bandiera verdeoro. Nelle prossime puntate saranno nostri ospiti sia alcuni fra i più importanti brasiliani di passaggio in Italia citati prima, che quei brasiliani, come Ana Flora, Jim Porto, oppure Ligia França, che da diversi anni hanno scelto il nostro paese per viverci e realizzare la propria arte.

    La loro scelta di vita, questa permanenza costante in Italia, ha arricchito ed ampliato con il tempo la loro visione professionale: ascoltando i loro cd, prima di riceverli in studio, mi sono reso conto che questo scambio culturale non fa altro che far crescere le loro potenzialità. Se Ligia França ha trovato il parceiro ideale in Roberto Taufic, chitarrista nato in Honduras da madre palestinese, cresciuto a São Paulo ma che risiede anche lui qui in Italia da anni (probabilmente, se fossero vissuti tutti e due in Brasile forse non si sarebbero mai incontrati), Ana Flora, voce bellissima, duetta nel suo nuovo album intitolato “Poetica” con Fabio Concato e con il compianto Mike Francis.

    Ivan Lins

    Ivan Lins

    E Jim Porto, che non è da meno, è pronto a far “viaggiare” il suo nuovo e fresco singolo per l’estate, realizzato con la collaborazione di una straordinaria giovane voce italiana, ancora sconosciuta: Elis. Al di là delle varie manifestazioni che frequentiamo da tempo, come Fiesta a Roma e Latinoamericando a Milano, che ospiteranno musicisti e gruppi brasiliani e che per la loro radicata presenza nel territorio non hanno poi tanto bisogno di promozione, sono felice invece di parlarvi di una nuova iniziativa tesa alla divulgazione della cultura brasiliana che si svolgerà ad Anacapri.

    Si intitolerà “Ventos do Mar” e sarà organizzata da Brasil Memorias, un’associazione che da un po’ di tempo si occupa di diffondere la cultura brasiliana in Italia attraverso eventi organizzati con passione e professionalità. Dal 20 al 24 Luglio si alterneranno su di un palco che verrà posizionato nel centro di Anacapri, sotto le stelle e la luna caprese, straordinari interpreti brasiliane, come Fafá de Belem e Leila Pinheiro, quest’ultima per la prima volta dal vivo in Italia, che renderanno un omaggio a Tom Jobim, Vinicius de Moraes e Chico Buarque de Hollanda, tra le figure più autorevoli dell’universo musicale brasiliano. Anche il nostro amico Jim Porto farà parte del cast della manifestazione e si esibirà il 23 Luglio.

    All’interno della programmazione delle serate, spazio anche al cinema con un inedita proiezione per l’Italia di un importantissimo film recentemente distribuito in Brasile e altre sorprese. Anche “Brasil” e il sottoscritto saranno presenti alla manifestazione isolana e sarà un piacere incontrare gli ascoltatori che vorranno seguirla personalmente in un contesto paesaggistico ed artistico semplicemente unico.

    Come vi dicevo sto preparando un altro viaggio verso il Brasile. L’Amazzonia sarà la destinazione per la realizzazione di un programma televisivo di cui, però, mio malgrado, posso ancora dirvi poco. Anni fa, quendo sentì parlare dello stato dell’Acre, rimasi sorpreso dall’epoca di grande splendore in cui questo territorio visse sin dall’inizio del 1800. Una volta scoperto il caucciù, che si estrae tutt’ora da un’albero molto diffuso da queste parti, l’hevea brasiliensis, in quella regione ai confini con il Perù, la Bolivia e del mondo, arrivarono importanti famiglie brasiliane che cominciarono ad estrarre e a vendere all’estero il prezioso lattice.

    Alla fine del 1800 queste famiglie di estrattori svilupparono una ricchezza così grande che, pur vivendo in una realtà così ostile dal punto di vista climatico, grazie al grande Rio delle Amazzoni, al tempo la migliore via di fuga verso l’occidente, passavano le loro vacanze in Europa piuttosto che a Rio de Janeiro o a São Paulo, raggiungendo i principali porti europei via nave. Mandavano addirittura a lavare i loro vestiti a Parigi, acquistavano profumi francesi e ceramiche in Portogallo, un lusso estremo, vissuto in un angolo del mondo con poche altre cose da fare se non proteggersi dal caldo afoso, incidere alberi dal fusto altissimo ed attendere che un lattice bianco colasse, trasformandosi successivamente in gomma e da gomma in oro.

    Un gruppo di falsi monaci inglesi, anni più tardi, sottrasse migliaia di piantine di questa specie botanica trapiantandola nelle foreste del sud est asiatico. L’epoca di ricchezza terminò dopo un po’ di anni e ciò che ci racconta la storia di questo lungo periodo di fasti con la successiva inevitabile decadenza, e la cronaca, che in questi ultimi anni ci parla di un territorio in netta ripresa sia dal punto di vista sociale che economico, ci parlano di una parte di Brasile davvero diversa da tutto il resto, con una visione sociale e culturale molto più panamericana, amazzonica, multiculturale. Soprattutto dal momenti in cui è tornata a farsi valere una nuova coscienza naturalistica, che impone il rispetto per l’ambiente e per le popolazioni indigene autoctone che da sempre abitano questa immensa regione.

    E’ qui in Acre che vedrò prossimamente un Brasile che ancora non conosco, con la promessa di potervi descrivere, attraverso queste pagine, attraverso “Brasil” e anche supportato dalle immagini che potrete vedere in tv, questo mondo in continuo cambiamento che per questo suo essere così giovane e instabile, ci affascina sempre di più.

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