Modella da copertina
Oggi parliamo di Vanessa de Freitas Jorge, modella brasiliana meglio conosciuta come Malana. Malana è negra, elegante, bella e semplice. Come non suole essere una modella. Non servono precedenti illustri come la bella Dorotea, di cui Baudelaire descrisse l'incedere pigro e dondolante, il busto sottile su fianchi larghi, il capo delicato, gambe superbe e sfavillanti. No. Per la Malana che ho visto e ascoltato al Festival Letterario di Porto de Galinhas, la nuova cornice è il contesto delle modelle ritratte sulle copertine delle riviste.

Qui sopra e di seguito, alcune immagini di Vanessa de Freitas Jorge
Da qualsiasi banale ricerca in edicola balzano agli occhi capelli biondi, lunghi, sottili e clichosos. Ne dà riscontro il 95% delle copertine. A prescindere dal nome della rivista: Marie Claire Brasile, Nova, Claudia, Creative, Elle e Vogue Brasile. A questo punto, una domanda si impone: perché le copertine preferiscono le bionde? E una risposta: la non bionda ci perdoni, ma su tutte le copertine essere bionda è fondamentale.
Bugia. C'è, una copertina con una modella dalla pelle meno chiara. È Marie Claire di novembre 2004. Guardo bene e noto la coerenza tra la donna e il titolo del reportage: si tratta di Emanuela de Paula per "Safari selvaggio"...
A giudicare dalle copertine, viviamo in un paese nordico. Dal freddo gelido e dal cielo blu. È sorprendente che un valore che tanto male procura all’autostima brasiliana, la bellezza di vedere ed essere visti, e di non nascondere il proprio volto, resista perfino ai tempi nuovi, in cui Lula è il modello dell’uomo brasiliano.
Vanessa de Freitas Jorge, Malana, è uno dei nostri volti migliori; non è una anti Gisele Bündchen. Non si tratta, qui, di opporre altre alla grande Bündchen che, poverina, non ha colpa di essere nata in Brasile. Ma se Gisele avesse un'antitesi nazionale, sarebbe Malana (http://www.malana.com.br/).
Nella varietà nazionale le modelle in genere sono bianche, e preferibilmente di origine tedesca. Credetemi, non c’è ironia in questa frase; credo anzi di aver impiegato antonimi della storia e della civiltà brasiliane. Pazienza. Che gli agenti di moda, i talent-scout, i booker scopritori di nuove modelle siano limitati e ignoranti, con lo sguardo rivolto al passato, a quanto pare.
Che le agenzie non scoprano la bellezza nelle strade, sugli autobus, in periferia, perché vanno sempre nelle zone di maggior reddito e quindi non vedono e non possono vedere qualcuno come Malana, che a 13 anni distribuiva volantini ai semafori. Sì, capiamo anche questo. È naturale. Nebbie di pregiudizio e divisione sociale ammantano lo sguardo.
In un'intervista alla rivista "Brasileiros", a Alex Solnik che le ha chiesto: «Ha mai sentito dei bookers dire: "Ah, non voglio negre e simili?"», Malana ha risposto così: «In realtà, per essere una modella si dovrebbe essere belle, a prescindere dal colore della pelle, dal tipo di capelli, dal colore degli occhi e così via. Ma purtroppo non è esattamente quello che succede. Se non corrispondi allo standard richiesto, alle misure necessarie, ovviamente la cosa è molto difficile. Essere negra rende le cose ancora più difficili, perché la moda brasiliana rispecchia molto quella in voga in Europa, e in quel piccolo particolare della pelle chiara, sa? Dicono che gli abiti si valorizzano un po’ di più che su una pelle leggermente più scura. Quindi, in conclusione i negri sono svalutati, hanno un valore di mercato inferiore a quello dei bianchi o un po’ più chiari di pelle».
Ecco perché, andando in edicola, nessuno riesce a vedere una faccia nera tra le tante chiare, bianche, bionde e nordiche. La pelle nera, tra la neve tropicale, si distingue. Perché tutte le riviste nazionali, o, per essere precisi, quelle brasiliane, quando parlano e ricercano una bellezza femminile da copertina, intendono «mostriamo un volto che non ricordi le strade sporche, brutte e ignoranti di questo paese».
Ah, non sanno cosa si perdono. Si perdono le Malana di Rio e São Paulo, si perdono le Brunets di Belém e Manaus, le rebentações di Recife; ci perdono tutti quelli che non sempre trovano una bellezza nera come questa in copertina: http://www.revistabrasileiros.com. br/imagens/29/20090707133824_29_capa_375.jpg
Parafrasando Baudelaire, concludiamo: stordito, il mondo sfuma mollemente nelle copertine, mentre Malana, fiera e forte come il Sole, calca le edicole deserte del Brasile, unico essere vivo a quest'ora sotto l'azzurro immenso, gettando sulla luce una brillante macchia nera.


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