Le mamme di San Vito
Un documentario, un film: ambientato e sviluppato in Brasile, a San Paolo. Anzi, nel Brás, uno dei quartieri più italiani della città. E, certamanente, sede del nucleo polignanese più importante al di fuori della Puglia. Un mediometraggio di sessantacinque minuti: pensato, diretto e musicato da pugliesi. Perché è in Puglia che l’idea viene raccolta dalla realtà paulistana. Per poi modellarsi ed evolversi al di là dell’oceano.

La locandina del documentario
La pellicola verrà presentata il quattordici maggio, in anteprima, proprio a San Paolo, all´interno dell´Edifício Itália (il primo grattacielo-simbolo della città), a cura dell´Istituto Italiano di Cultura di San Paulo, diretto da Attilio De Gasperis: si chiama "Le Mamme di San Vito" ed è una storia di solidarietà sviluppatasi all’interno della comunità originaria di Polignano a Mare, venti chilometri a sud di Bari, diciottomila residenti affacciati sull’Adriatico.
Solidarietà e immigrazione: ma anche radicamento nel territorio. E’ una storia di italiani del Brasile. E di figli di quegli italiani sbarcati in Sudamerica all’alba del Novecento. Che, con la vendita di prodotti della cucina tradizionale della Terra di Puglia, ma anche italiana in genere, aiuta da anni migliaia di bambini, di ogni provenienza e religione. Accade per due mesi all’anno, in ricorrenza della Festa di San Vito, che poi è il patrono di Polignano.
Le Mamme di San Vito (la più giovane ha settantacinque anni, la più anziana novantacinque) preparano per beneficenza piatti tipici rimasti intatti, nei sapori e nella produzione. Tutti i media brasiliani seguono costantemente l’evento. La comunità, con gli introiti, ha fondato la Creche de São Vito (l’Asilo di San Vito), ubicato proprio nel quartiere Brás, che ospita centoventi bambini all’anno.
Questo racconta Gianni Torres, quarantatre anni, polignanese e animatore di diversi momenti artistico-culturali in uno degli angoli più intriganti del sudest barese. Regista, sceneggiatore, montatore e produttore del documentario, girato nel maggio del 2009, Torres non si avvale, peraltro, di nessun attore. Tutto, cioè, nasce in strada e i protagonisti sono quelli della realtà: il presidente e i soci dell’Associazione Benefica São Vito, il capo ufficio stampa della Festa di San Vito Francesca Raffele, la vocalist Luci Bonvilla, la danzatrice Natalia Ramon. E poi, ovviamente, le mamme di San Vito.
«Il documentario – rivela – è realizzato con camera a mano e con assenza di troupe, per favorire il clima di distensione negli intervistati, anziani e poco abituati alla presenza di una telecamera. Mi ha profondamente impressionato il lavoro infinito svolto dalle anziane donne di origine italiana, occupate dal martedì alla domenica nella preparazione dei piatti tipici.

Una scena del film
Ogni sera, durante la Festa di San Vito, si vendono tremila piatti di orecchiette, quattromila di spaghetti, duemila panzerotti e migliaia di ghimmirelle, cioè involtini di fegato. Oggi, però, dopo novantun anni, si teme la fine della tradizione, perché le nuove leve dell’organizzazione benefica sono giovani brasiliani».
E pugliese (di Ostuni) è anche l’autore delle colonne sonore del mediometraggio: Vince Abbracciante, fisarmonicista ventisettenne di solida ascesa, al termine della proiezione del documentario nell’ Edifício Itália, sarà peraltro protagonista di un momento live. «Il pezzo principale – dice - si chiama “Ninar”, che in portoghese significa ninna nanna.
La prima volta che ho visto il film, con l’audio originale, mi sono sentito pervaso da un senso di amore per queste persone e di stupore per quanto hanno saputo realizzare. Solo l'amore puro, del resto, può dare la forza per continuare questo progetto». Che attendiamo di conoscere meglio, appena la distribuzione sottoporrà il documentario al pubblico italiano. Intanto, però, il trailer è già su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=0SBoqXWTH_o). E il sito www.lemammedisanvito.com potrà svelare qualche dettaglio in più.


Entries(RSS)