Brasile, pil a ritmi cinesi
Né la turbolenza finanziaria che sta sconvolgendo le economie della Vecchia Europa, né tantomeno l’innalzamento dei tassi di interesse saranno in grado di frenare l’aumento del prodotto interno lordo (pil) brasiliano del 2010, che secondo ogni previsione supererá la media di crescita degli ultimi anni. Secondo il Ministério da fazenda, l’economia verdeoro, nel primo trimestre dell’anno, dovrebbe crescere del 2,1 per cento rispetto al trimestre precedente; se il dato dovesse essere confermato significherebbe che il pil nazionale, nel corso degli ultimi dodici mesi, é aumentato dell’8,5 per cento: ritmi che sinora solo la Cina e le cosiddette «Tigri asiatiche» sono state in grado di raggiungere.

Banconote da cento real
Secondo Nelson Barbosa, segretario della Politica economica del dicastero economico, i dati preliminari indicano una crescita, tra gennaio e marzo, compresa tra l’1,8 e il 2,1 per cento. Se ció venisse ufficialmente confermato in giugno dall’Ibge (Instituto brasileiro de geografia e estatística), si tratterebbe della piú rilevante crescita del pil su base trimestrale dal quarto trimestre del 2007. Giova ricordare che secondo la stima – invero prudente – del Governo, nel corso dell’anno l’economia nazionale dovrebbe crescere del 5,5 per cento.
Piú ottimiste le previsioni della banca Itaú-Unibanco, che azzardano per il 2010 piú 7,5 per cento, e del Banco central, che prefigura un piú 5,8.
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