Samantha, giustizia è (quasi) fatta
Venti anni di reclusione è la condanna che il gup di Milano Bruno Giordano ha inflitto in settimana al ventunenne Davide Giuseppe Grasso, l'assassino di Samantha Brandau. Spalleggiato da un amico (minorenne all'epoca dei fatti), il giovane si era reso responsabile il 29 luglio 2008 nel capolugo lombardo dello stupro e dell'omicidio della trentenne trans brasiliana.

Samantha Brandau
Il pubblico ministero Roberto Pellicano chiedeva una condanna a trent'anni ma a Grasso sono state riconosciute le attenuanti generiche, malgrado il delitto sia stato compiuto con modalità efferate. Grasso e il suo complice (un cittadino del Marocco già condannato a dodici anni dal Tribunale dei minori) su un'auto rubata abbordarono la Brandau che si prostituiva nella zona di via Novara, periferia occidentale di Milano. Sotto l'effetto di alcol e stupefacenti, i due cercarono di costringerla a una prestazione sessuale gratuita e poi di derubarla. Alla reazione della trans persero la testa, dapprima picchiandola selvaggiamente, poi accoltellandola ripetutamente e infine abbandonandola morente in un fosso, dopo averla violentata.
Un amica di Samantha, scampata al massacro, ha dichiarato: «Per quanto hanno fatto a Samantha avrebbero dovuto stare in carcere sino alla fine dei loro giorni, ma almeno la legge li ha puniti. Altre trans spariscono nel nulla e non se ne sa più nulla. Sono almeno duemila negli ultimi venti anni. A tantissime di loro è capitato ciò che è successo a Samantha».


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