Passaporti, truffa italo-brasiliana
Sta avendo vasta eco l'inchiesta, condotta da Rocco Cotroneo per il "Corriere della sera", che rivela l'esistenza tra Italia e Brasile di una rete per la falsificazione del diritto alla cittadinanza italiana. Secondo il giornalista, l'organizzazione attribuisce inesistenti antenati nel nostro paese a brasiliani o a persone di altre nazionalità, che vengono fatte "transitare" dal Brasile.
Il reportage, apparso ieri sul quotidiano milanese, denuncia ampie connivenze. Viene coinvolta l'ambasciata d'Italia a Brasília, rea di legalizzare alberi genealogici fasulli che vengono poi trasmessi ai comuni italiani (molti situati nel savonese) dove i richiedenti dimorano, in attesa di ricevere la cittadinanza. L'articolo segnala l'esistenza a Londra, in Brasile e in Italia di intermediari pronti a svolgere le necessarie pratiche, dietro compensi che raggiungono i 10mila euro a passaporto. Il tutto in connessione con tipografie italiane incaricate di stampare falsi certificati di nascita risalenti alla fine dell'ottocento o ai primi del novecento. Non paiono esservi, al contrario, responsabilità ascrivibili ad altre rappresentanze consolari italiane in Brasile, ad esempio a quelle di São Paulo, Porto Alegre e Curitiba. Nel pezzo, Cotroneo fa poi l'ipotesi che organizzazioni fondamentaliste stiano usando il Brasile quale ponte per procurare documenti italiani a individui da esse reclutati.
Diversi casi di concessione della residenza a favore di brasiliani in attesa di cittadinanza sono stati accertati a Cairo Montenotte (Sv). Chiamato in causa direttamente, il sindaco del comune della Val Bormida, Fulvio Briano ha annunciato di voler fare chiarezza sulla questione e ha dichiarato che porterà la vicenda all’attenzione della procura della Repubblica di Savona.


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