Lula in Terra santa, é fallimento?
L’ambizione di Luiz Inácio Lula da Silva di trasformare il Brasile in un mediatore del conflitto mediorientale si é scontrata con la complessitá di quell’area - aggravata in questa fase dall’acuirsi dello scontro tra israeliani e palestinesi - e con la volontá di Brasília di mantenere il dialogo con l’Iran.

Avigdor Lieberman
Difficile dire se la recente visita del presidente-operaio in Israele, Autoritá nazionale palestinese e Giordania sia stato un fallimento. Peró é certo che il viaggio sará ricordato soprattutto per il boicottaggio del ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, che si é rifiutato d’incontrarlo come risposta al rifiuto della delegazione brasiliana di rendere omaggio alla tomba di Theodore Herzl, fondatore del sionismo.
Oppure per la stilettata del rabbino Meir Lau, superstite della Shoah, che gli ha stretto la mano dicendo: «Lei che lo conosce bene: perché non mi porta a incontrare Ahmadinejad? Glielo spiego io, se l’Olocausto c'é stato davvero...». Oppure per la cancellazione, da parte di Lula, della conferenza stampa in Israele: ai giornalisti si é rivolto cosí il consigliere Marco Aurélio Garcia, secondo cui la visita alla tomba di Herzl non sarebbe stata prevista nel programma originariamente stabilito dai due Governi. Garcia ha poi definito una «scortesia» il comportamento di Liebermann, aggiungendo che peró ció non ha compromesso il «successo» della visita.


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