Indigeni guaranì, l’impegno dell’Onu
Oggi è il 21 Marzo, giornata internazionale dedicata alla denuncia della discriminazione razziale, un problema che purtroppo in Brasile è ben lontano dall’essere risolto.

Indio guaranì
Navi Pillay, la commissaria dell’Onu con delega ai diritti umani, ha segnalato la drammatica condizione in cui vivono gli indigeni guaranì brasiliani nel Mato Grosso do Sul. Dopo la sua visita svolta in Novembre, ha potuto constatare che mentre il paese marcia verso il progresso economico permane la precaria e preoccupante situazione in cui i guaranì cercano di sopravvivere. La loro aspettativa di vita è 20 anni più bassa rispetto alla media nazionale, inoltre la denutrizione ed il loro pessimo stato di salute li stanno spingendo verso il suicidio, il cui indice è 19 volte maggiore in confronto al resto del paese. La mancata demarcazione della terra, il saccheggio delle risorse a vantaggio delle monocolture intensive, soia e sfruttamento intensivo della canna da zucchero (materia prima dell’etanolo), hanno determinato questa situazione.
Il rispetto alla vita e ai diritti del popolo guaranì dovrebbero rientrare tra le priorità del governo brasiliano, a cui si è appellata Survival International, da sempre in prima linea nel difendere e sostenere le cause delle popolazioni indigene.


Purtroppo i problemi degli indios, sono comuni a buona parte delle loro comunità distribuite su tutto il territorio nazionale. Ecco quanto sta accadendo in Amazzonia:
http://www.amazonia.org/Documents/67.pt.pdf