Il Brasile a scuola di Paralimpiadi
Ai decimi Giochi invernali paralimpici, scattati a Vancouver nella notte tra venerdì e sabato, il Brasile non partecipa. In Canada è comunque presente, in visita di studio, una delegazione formata da membri del Comitê paraolímpico brasileiro (Cpb) e della Confederação brasileira de desportos no gelo (Cbdg). Sotto osservazione, in particolare, sono le prove di curling in carrozzina, per le quali il paese allestirà in futuro un team olimpico.

Logo delle Paralimpiadi di Vancouver 2010
Obiettivo sono i Giochi di Sochi, in Russia, del 2014. La disciplina sarebbe la prima, tra quelle che rientrano nelle categorie invernali, a poter contare su una squadra paralimpica verdeoro. Il Brasile non dispone di piste per lo sci alpino o di fondo né di impianti all'aperto per gli sport del ghiaccio dove i suoi atleti possano effettuare una preparazione adeguata. La scelta è quindi caduta sul curling, che viene praticato su piste di pattinaggio indoor, di facile allestimento. Andrew Parsons, presidente del Cpb, ha dichiarato che «per il curling sono già stati stanziati fondi ed esiste un preciso piano di lavoro». Il curling in carrozzina ha una storia molto recente: il suo primo campionato mondiale si è tenuto in Svizzera nel 2000 ed è entrato a far parte delle prove paralimpiche ai Giochi di Torino del 2006. Attualmente, è praticato in 24 paesi.
Il braciere paralimpico di Vancouver resterà acceso sino al prossimo 21 marzo, giorno di chiusura delle competizioni. Si tratta di un'edizione da record, con più di cinquecento atleti iscritti, provenienti da 44 nazioni e con oltre diecimila giornalisti e operatori accreditati. L'Italia vi prende parte con 35 rappresentanti, che gareggiano nello sci alpino e nordico, nell'ice sledge hockey e, appunto, nel curling.

