Soldi, ai brasiliani piace l’offshore
Secondo dati recentissimi della Banca internazionale di compensazione (Bis), che ha sede a Basilea in Svizzera, il venticinque per cento dell'esposizione totale di tutti gli istituti bancari brasiliani nel loro complesso sarebbe allocato presso centri finanziari offshore, vale a dire paradisi fiscali dove la tassazione è molto bassa o, comunque, il regime delle imposte risulta agevolato.

La sede della Bis
Il dossier presentato dalla Bis afferma che il valore totale degli investimenti di cui sopra ammonta a circa 13,1 miliardi di dollari. La fetta più grossa (8,8 miliardi) si trova nelle isole Cayman, mentre alle Bahamas sono depositati 2,5 miliardi. In totale, le banche brasiliane sono titolari di capitali all'estero per 51,4 miliardi. Negli Stati Uniti, l'esposizione complessiva è di 12,6 miliardi, mentre in Europa tocca i 15. Di questi ultimi, 2 si trovano nel solo Lussemburgo. Questo tipo di investimento ha grande successo anche sul mercato finanziaro brasiliano privato e in Brasile la creazione di nuove società specializzate nella gestione di capitali in paesi stranieri, specie nei paradisi fiscali, appare una tendenza ormai consolidata.
Sta per iniziare le proprie attività, ad esempio, la Offshore services X (Osx) del gruppo Batista, che avrà sede nello stato di Santa Catarina. L'offerta pubblica di azioni della compagnia dovrebbe movimentare 10 miliardi di real. Le operazioni di lancio sono coordinate da Credit Suisse, Btg Pactual, Itaú Bba, Bradesco Bbi e dalla banca d'affari americana Morgan Stanley.


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