Nuovo esecutivo Honduras, il ruolo del Brasile
Il Brasile potrebbe riconoscere il nuovo governo dell’Honduras, ma solo a determinate ed imprescindibili condizioni.

Porfirio Lobo
Il nuovo esecutivo guidato da Porfirio Lobo è già nell’occhio del ciclone per violazioni dei diritti umani, proseguite dopo le elezioni-farsa che lo hanno designato come successore di Micheletti, l’artefice del colpo di stato. Il presidente Lula discuterà di un eventuale riconoscimento del nuovo governo honduregno in occasione del vertice dei capi di stato di America Latina e Caribe in programma proprio in queste ore a Cancún. Marco Aurélio Garcia, incaricato speciale del Planalto per gli affari internazionali, si è detto disposto a compiere questo passo a condizione che il presidente legittimo Manuel Zelaya (deposto a fine giugno, per mesi rifugiato presso l’Ambasciata brasiliana a Tegucigalpa e adesso esiliato nella Repubblica Dominicana) possa tornare nel proprio paese e sia istituita una commissione che indaghi sul golpe di stato. Difficile che il governo de facto di Tegucigalpa accetti queste condizioni.
In occasione della cúpula di Cancún il Brasile avrà di nuovo l’occasione di far pesare il suo ruolo in ambito continentale.


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