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    L’amore inconfessato di Tom Jobim

    Scritto da Alessandro Andreini • 27 febbraio 2010 • Stampa questo articolo

    Il bar Veloso di Rio de Janeiro è musicalmente famoso perché lì è stata concepita da Antonio Carlos “Tom” Jobim e Vinícius de Moraes la celebre “Garota de Ipanema”: tant’è vero che successivamente l’esercizio ha mutato il nome proprio in quello del titolo della canzone.

    Ma questo bar ha visto nascere, indirettamente, anche altre canzoni. Ad esempio Lígia, del solo Jobim. In verità la musica non è tutta del grande maestro: le parole sono state scritte in gran parte di Tom, ma la parte in cui si parla della telefonata è nientemeno che di Chico Buarque. Solo che lo stesso Chico non ha voluto che il suo nome risultasse tra gli autori: ciò dipende dal fatto che in quel periodo era molto controllato dalla censura militare. E infatti nel disco “Sinal fechado” del 1974, in cui appare la canzone citata, si presenta soltanto come interprete.

    Tom Jobim

    Tom Jobim

    Per l’esattezza, in un brano l’autore Julinho da Adelaide è lo stesso Chico sotto pseudonimo. Vedete come è difficile parlare di musica brasiliana: sotto un’apparente semplice storia se ne nasconde un’altra che poi ne dà vita ad altre e si rischia di perdere il filo del discorso e di non ricordarsi l’argomento principale, come sta accadendo in questo momento a me.

    Allora, rimettiamo un po’ di ordine in tutta questa confusione: anche perché il motivo dell’esistenza di questo breve articolo è di rivelarvi chi sia la Lígia del titolo. Bene, siete pronti? Non è un personaggio immaginario o storico, bensì una persona reale: si tratta della professoressa Lígia Marina de Moraes, che se volete divertirvi in questa girandola di “doppie verità”, si trova anche sotto il nome di Lygia Marina Morais.

    In ogni caso, qualunque sia il suo nome, nel 1968 Tom la conosce e scopre che è l’insegnante della propria figlia Elisabeth. Un giorno Jobim doveva andare dalla scrittrice Clarice Lispector e invitò, ricevendo una risposta affermativa, la maestrina – all’epoca lei aveva 22 anni – ad accompagnarlo.

    Dopo averla riportata a casa e salutata con un bacetto sulla guancia, Lígia e Tom... ma cosa state pensando? Tom era sposato e, forse, ancora innamorato della moglie Teresa: ed infatti, con un po’ di attenzione, si coglie facilmente che il testo della canzone è tutta una negazione. Una negazione che, come dichiarò lo stesso Tom, alla fine diventa un’affermazione. In pratica tra i due non succederà niente e il momento del bacetto sarà l’unico che i due trascorreranno da soli.

    Successivamente la passione di Jobim per Teresa termina: Tom telefona al suo amico e scrittore Fernando Sabino per chiedergli il numero di telefono di Lígia, non sapendo che nel frattempo Lígia ha sposato proprio lui. L’amico gli dà un numero sbagliato per depistarlo e tutto finisce lì, ma la storia del telefono entra nel testo della canzone. Tom non affermò mai apertamente che la Lígia della canzone era la stessa che il suo amico aveva sposato: almeno fino al 1994, anno in cui i due si separarono.

    Ecco, la storia della canzone è questo amore mai sbocciato, nato e morto tra le mura del bar Veloso, luogo dove la mancata coppia si era conosciuta e che ora si chiama “Garota de Ipanema”: canzone che ufficialmente ha un unico autore ma che in realtà ne ha due, uno dei quali non ha voluto apparire nel proprio disco, anche se poi ha firmato con uno pseudonimo uno degli altri brani.

     

    Prima curiosità

    Quando Tom e Lígia sono andarono a casa della Lispector per l’intervista che Tom avrebbe dovuto farle, la scrittrice chiese al compositore di dedicarle una poesia come aveva fatto Vinícius de Moraes dopo un’intervista precedente. Così Jobim scrisse iol seguente testo che si dice fosse in realtà dedicato a Lígia:

    L'album di Jobim nel quale è contenuta la versione originale della canzone

    L'album di Jobim nel quale è contenuta la versione originale della canzone


    Teus olhos verdes são maiores do que o mar
    Se um dia eu fosse tão forte quanto você
    Eu te desprezaria e viveria no espaço
    Ou talvez então eu te amasse
    Ai! Que saudades que me dá da vida que nunca tive!

    I tuoi occhi verdi sono più grandi del mare
    Se un giorno fossi tanto forte quanto te

    Io ti disprezzerei e vivrei nello spazio
    O forse allora ti amerei
    Ahi! Che nostalgia che ho della vita che non ho mai avuto!


    Seconda curiosità

    Della stessa canzone esiste un’altra versione che João Gilberto registrò nel suo album inciso con Stan Getz:

    Nunca sonhei com você
    Nunca fui ao cinema

    Não gosto de samba
    Não vou a Ipanema
    Não gosto de chuva
    Nem gosto de sol
    Eu nunca te telefonei
    Vai ver eu sabia
    Eu jamais tentei
    Jamais ousaria as bobagens de amor
    Que outro vai te dizer

    Saí com você de mãos dadas
    Numa tarde serena
    Um chope gelado num bar de Ipanema
    Andar pela praia até o Leblon
    Eu nunca me apaixonei
    Nem jamais poderia
    Casar com você
    Fatalmente eu iria sofrer tanta dor
    Pra no fim te perder
    Ô Lígia, ô Lígia.


    Non ti ho mai sognata

    Non sono mai stato al cinema
    Non mi piace il samba
    Non vado a Ipanema
    Non mi piace la pioggia
    E nemmeno il sole
    Io non ti ho mai telefonato

    Stai a vedere che io lo sapevo
    Non ho mai tentato
    Giammai oserei le stupidate d’amore
    Che l’altro ti dirà
    Sono uscito con te mano nella mano
    In un pomeriggio sereno
    Una birra alla spina gelata in un bar di Ipanema

    Camminare sulla spiaggia fino a Leblon
    Io non mi sono mai appassionato
    Nemmeno mai avrei potuto
    Sposarmi con te
    Fatalmente io avrei sofferto tanto dolore
    Per, infine, perderti
    Oh Lígia, oh Lígia.

     

    Video

    http://www.youtube.com/watch?v=q6gpOY5huCs&feature=related

     

     

    LÍGIA
    (Antonio Carlos Jobim)

    Eu nunca sonhei com você
    Nunca fui ao cinema
    Não gosto de samba não vou a Ipanema
    Não gosto de chuva nem gosto de sol

    E quando eu lhe telefonei, desliguei foi engano
    O seu nome não sei
    Esqueci no piano as bobagens de amor
    Que eu iria dizer, não ...
    Lígia, Lígia

    Eu nunca quis tê-la ao meu lado
    Num fim de semana
    Um chopp gelado em Copacabana
    Andar pela praia até o Leblon

    E quando eu me apaixonei
    Não passou de ilusão, o seu nome rasguei
    Fiz um samba canção das mentiras de amor

    Que aprendí com você
    Lígia, Lígia

    E quando você me envolver
    Nos seus braços serenos eu vou me render
    Mas seus olhos morenos
    Me metem mais medo que um raio de sol
    Lígia, Lígia

     

    Io non ti ho mai sognata/ Non sono mai stato al cinema/ Non mi piace il samba non vado a Ipanema (1)/ Non mi piace la pioggia e nemmeno il sole/ E quando ti ho telefonato, ho riattaccato, è stato un errore/ Il tuo nome non conosco/ Ho dimenticato sul piano le stupidate d’amore/ Che avrei detto, no...Lígia, Lígia/ Io non ti ho mai voluta al mio lato/ In un fine settimana/ Una birra alla spina gelata a Copacabana (2)/ Camminare sulla spiaggia fino a Leblon (3)/ E quando mi sono innamorato/ Non è stata altro che illusione, il tuo nome ho strappato/ Ho fatto un samba canção (4) delle menzogne d’amore/ Che ho imparato con te/ Lígia, Lígia/ E quando tu mi avvolgerai/ Nelle tue braccia serene io mi arrenderò/ Ma i tuoi occhi scuri/ Mi mettono più paura che un raggio di sole/ Lígia, Lígia

    Note:
    1,
    2 e 3: quartieri e spiagge di Rio de Janeiro
    4: tipo di samba lento e con meno percussioni, simile al bolero. Melodie e testi malinconici, romantici e sentimentali.

     

    Album nei quali è contenuta la canzone

    “Sinal Fechado” – Chico Buarque, 1974
    “Lúcio Alves” – Lúcio Alves, 1975
    “The best of two worlds – Stan Getz e João Gilberto” – João Gilberto, 1976
    “Urubu” – Antonio Carlos Jobim, 1976
    “Carinho e amor” – Tito Madi, 1976
    “Se todo mundo cantasse seria bem mais fácil viver” – Wilson Simonal, 1979
    “Tito Madi na intimidade – Ao vivo no inverno & verão” – Tito Madi, 1985
    “Tom Jobim” – AA.VV. (Chico Buarque), 1985
    “Simone” – Simone, 1989
    “Autonomia – Rildo Hora e Romero Lubambo” – Rildo Hora / Romero Lubambo, 1990
    “Antonio Carlos Jobim – Letra & música” – Leny Andrade / Cristóvão Bastos, 1995
    “Sem Você” – Joyce / Toninho Horta, 1995
    “Songbook – Tom Jobim“ – Leny Andrade / Cristóvão Bastos, 1996
    “Virtuoso” – Rildo Hora, 1997
    “Gal Costa canta Tom Jobim ao vivo” – Gal Costa, 1999
    “Cauby canta as mulheres” – Cauby Peixoto, 1999
    “Nascimento” – Tomati, 2000
    “Piano com Tom Jobim” – Marcos Ariel, 2000
    “Olha que coisa mais linda – Homenagem a Tom Jobim” – AA.VV. (Orquestra Som Livre), 2001
    “Todos os amores de Tom Jobim” – AA.VV (Tom Jobim), 2002
    “In Tokio” – João Gilberto, 2004



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