Il Brasile resta in orbita fino al 2012
L'Agenzia spaziale brasiliana (Aeb) ha annunciato il proseguimento della missione "CoRoT" (Convection, rotation and planetary transits), nella quale il Brasile è affiancato dalla Francia, con l'ausilio tecnico di altri sei paesi tra cui l'Italia. Il satellite omonimo, lanciato il 27 dicembre 2006 dal cosmodromo di Baïkonur in Kazakistan, avrebbe dovuto cessare le proprie attività in questi giorni. Le stesse continueranno invece sino alla fine del 2012.

Il satelllite CoRoT
CoRoT sta registrando curve di luce, misurando cioè la potenza di sorgenti luminose provenienti da un migliaio di stelle. Il suo contributo nel fornire informazioni sulla variabilità siderale e nella ricerca di nuovi pianeti si sta dimostrando prezioso. Nel corso di tre anni di ricerche, grazie a risorse tecnologiche innovative, il satellite franco-brasiliano ha scoperto diversi corpi celesti extra-solari (tra cui un pianeta simile alla Terra, battezzato "CoRoT-7B") e rilevato numerosi fenomeni stellari come vibrazioni e stellemoti, con una precisione mai prima d'ora raggiunta. L'elaborazione dei dati raccolti è a cura di scienziati di tutti i paesi promotori. Oltre che da Francia e Brasile, il pool è composto da Italia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna e Austria. Esaurita la sua funzione, l'attuale veicolo orbitante verrà sostituito da una versione più grande e più moderna, chiamata "Planto".
I software che comandano CoRoT sono stati interamente sviluppati in Brasile. Secondo lo scienziato paulista Eduardo Janot Pacheco, presidente del comitato "CoRoT Brasil", il satellite «ha aperto una nuova via alle esplorazioni spaziali. Per quanto riguarda noi brasiliani, sono finiti i tempi in cui dovevamo limitarci a osserare da lontano le grandi scoperte. Oggi ne siamo protagonisti e possiamo avere accesso totale alle informazioni».

