Generale brasiliano, niente froci
É bufera, in Brasile, per le dichiarazioni sugli omosessuali nell’esercito – pronunciate di fronte alla Commissione Affari costituzionali del Senato – del generale Raymundo Nonato de Cerqueira Filho, designato come nuovo membro del Tribunale superiore militare. A suo parere «la vita militare possiede delle caratteristiche che possono non inquadrarsi in chi ha questo comportamento».

Raymundo Nonato de Cerqueira Filho
Il militare ha chiarito che non ha nulla contro i gay che sappiano mantenere «dignitá ed onore», ma «non credo che ció sia compatibile col loro lavoro nelle Forze armate». Tutto ció perché, «come é stato provato piú volte, questo individuo non riesce a comandare. Il comando, specie in combattimento, richiede certe caratteristiche. Il soldato, la truppa, inevitabilmente non obbedirá». «É stato provato nella stessa guerra del Vietnam, e ci sono svariati esempi», ha continuato l’alto ufficiale, «che la truppa non obbedisce normalmente a persone come queste».
La polemica ha investito il Governo, e il ministro della Difesa Nelson Jobim ha cercato di calmare gli animi, chiarendo che il dibattito nel Ministero é aperto. Tuttavia, ad oggi, il locale codice penale militare vieta l’omosessualitá. In Italia, al contrario, Ignazio La Russa ha detto che l’essere gay «non ha alcun valore, non significa niente», ai fini della compatibilità con il militare, ed «essere gay o non esserlo non ha alcuna rilevanza».

