Ci mancava il tormentone pedofilo!
Anche quest’anno le hit del Carnevale brasiliano, cioé quei brani piú orecchiabili che in questo periodo invadono la programmazione dell’universo radiofonico verdeoro, provengono dai trio elétrico di Salvador de Bahia. E non é una novitá. La novitá sta nella polemica sorta intorno a una di queste hit, “Lobo mau (vou te comer)”, canzone del gruppo O báck che ha raggiunto il successo dopo essere stata interpretata da Ivete Sangalo al "Festival de verão".

Una doppia immagine di Ivete Sangalo
Durante i festeggiamenti dei giorni scorsi, il cantante Tatau, che il grande pubblico conosce per il suo passato come voce della band Araketu, si é rifiutato di cantarla, dichiarando che il testo – pieno di doppi sensi basati sulla favola di “Cappuccetto rosso” – promuoverebbe la pedofilia: «Questa canzone é una vergogna. So che é stata la mia amica Ivete Sangalo a promuoverla, e interpretata da lei é simpatica, ma io non la canto». Lucy Bonfim, manager del gruppo di pagode baiano, ha ribattuto alla critiche, affermando che «magari non sará una canzone ingenua, ma dire che é un incentivo alla pedofilia non ha senso», ed é una polemica assurda.
Anche la Sangalo é tornata sul tema, dicendo che per lei la cosa piú importante é stata aiutare i giovani del gruppo. Solo un brano, in queste giornate di follia carnevalesca, é stato piú suonato di “Lobo mau (vou te comer)”: si tratta di “Rebolation” dei Parangolé, nota band di swingueira.

