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    Un 2010 di novità per “Brasil”

    Scritto da Max De Tomassi • 8 gennaio 2010 • Stampa questo articolo

    Cari amici, vi auguro innanzitutto un felice 2010 attraverso un testo di Carlos Drummond de Andrade che ho ricevuto in portoghese alcuni giorni fa da una cara amica brasiliana, Alda, che conosco da tanti anni per il suo lavoro di discografica e promoter.

    La sua mail è arrivata fra tante contenenti alberi di natale pieni di palline colorate, foto, immagini di slitte e Babbi Natale in movimento, suoni di campanelle.mdetomassi_cbuarque

    Leggendola ho pensato che, mentre per rilassare il nostro corpo ci vogliono mani e braccia capaci di toccarci nei punti giusti, bastano poche parole a massaggiare il nostro cuore, per sentirci ancora più sereni e pieni di tutti quei buoni propositi che dovrebbero accompagnare ognuno di noi verso un nuovo ciclo.


    FELICITA’

    Chi ha avuto l’idea di tagliare il tempo in fette, alle quali ha dato il nome di anno, è stato un individuo geniale.

    Ha industrializzato la speranza, facendola funzionare fino al limite dell’esaurimento.

    Dodici mesi sono sufficienti, a qualsiasi essere umano, per stancarsi ed arrendersi.

    A questo punto entra in gioco il miracolo del rinnovamento e tutto ricomincia da capo, con un altro numero ed un’altra voglia di credere che da qui in avanti tutto sarà diverso…

    Per te desidero tutti i colori di questa vita.

    Tutte le allegrie di cui potrai sorridere.

    Tutte le canzoni con le quali potrai emozionarti.

    Per te, in questo nuovo anno, desidero che i tuoi amici ti siano più complici, che la tua famiglia sia più unita, che la tua sia una vita ben vissuta.

    Mi piacerebbe desiderarti tante cose. Ma nulla sarebbe sufficiente.

    Allora desidero soltanto che tu abbia molti desideri. Grandi desideri, e che loro possano spingerti ogni minuto in direzione della tua FELICITA’.

    (Carlos Drummond de Andrade)

     

    Il testo era in portoghese ed io mi sono permesso di tradurlo in italiano, sperando di non aver causato il disappunto del grande poeta… né il vostro.

    Della importanza della canzone popolare brasiliana come ponte per accedere alla letteratura nazionale parla un interessantissimo documentario che vi consiglio di vedere, “Palavra (En)cantada”, che è stato realizzato in Brasile negli ultimi mesi e distribuito in un primo momento nel circuito cinematografico poi in dvd dalla casa discografica Biscoito Fino. Ne ha scritto brevemente il mese scorso il collega Gaetano Risica.

    La regista Helena Solberg, attraverso le testimonianze di Adriana Calcanhotto, Antônio Cícero, Arnaldo Antunes, BNegão, Chico Buarque, Jorge Mautner, José Miguel Wisnik e tanti altri più o meno conosciuti autori di testi musicali, ricerca ed evidenzia il filo conduttore che unisce una cultura più “alta” rappresentata dalla poesia e dalla letteratura, a quella più “bassa” delle canzoni, dei testi di protesta rap, delle improvvisazioni popolari del mondo rurale.

    A partire dall’idea suggerita da Lenine, secondo il quale i compositori brasiliani sono diretti discendenti dei «trovatori» francesi, il film mette in luce diversi aspetti della formazione culturale di questo paese.

    Dagli interpreti che declamano le loro poesie sul di un palco, ai cantastorie nordestini che improvvisano diversi generi con la loro viola, passando al rap che, secondo il rapper Ferréz, «è una mera continuazione del cordel» (i poeti a braccio nordestini), Palavra (En)cantada é una riflessione sulla tradizione orale e sulla diversità culturale brasiliana, risultato dell’incrocio tra la cultura erudita e popolare.

    Come osserva nel film il musicista e professore di letteratura della Usp José Miguel Wisnik: «Si è creata in Brasile una situazione che non esiste in nessun altro paese: una canzone popolare molto incisiva che ha acquisito una capacità di comunicare e cantare a folle immense e portare a questa gente una poesia densa di qualità con quella leggerezza tipica solo della canzone».

    Uno dei passaggi più significativi e in un certo senso divertenti del film è quando il grande Chico Buarque de Hollanda, (vi anticipo che a marzo sarà in Italia per promuovere il suo nuovo libro nella edizione italiana intitolato “Latte versato”) rifiuta la qualifica di poeta, definendosi semplicemente un autore di canzoni per non offendere coloro che, veri poeti, vivono una realtà totalmente diversa da quella di un cantautore di successo, spesso totalmente sconosciuti e senza grandi prospettive economiche.

    Se il lungometraggio di Helena Solberg è un grande spot della qualità poetica nella canzone brasiliana, permettetemi di fare un po’ di pubblicità a “Brasil”, il programma che conduco su Radio Uno Rai, giunto nel 2010 al decimo anno di programmazione. Che cosa ci prepara, musicalmente parlando, il nuovo anno?

    Tutto ciò che sarà realizzato in questi ultimi mesi, passerà sicuramente da noi. E’ la mission di “Brasil”, nata dalla forte curiosità del sottoscritto, spinto dalla ancor più profonda voglia di conoscere cosa nasce, musicalmente parlando, in Brasile, dei suoi ascoltatori.

    Tra gli incontri che realizzeremo nelle prossime puntate voglio anticiparvi che verrà a trovarci nei nostri studi di Saxa Rubra a Roma la nostra querida Mafalda Minnozzi, portavoce della cultura musicale italiana in Brasile, straordinaria interprete della nostra canzone popolare ma anche brava selezionatrice, nel suo repertorio sempre in evoluzione, di quei brani brasiliani che dentro di loro hanno le giuste caratteristiche per mescolarsi e farsi comprendere da noi italiani. Una perfetta ambasciatrice, promotrice dell’incontro delle due culture, in maniera del tutto armoniosa.

    Parlando dei nuovi autori del momento, alcuni dei quali rappresentano più di una promessa nell’universo brasiliano del cd, intervisteremo Edu Krieger che ci presenterà il suo nuovo album “Correnteza”, così come Claudio Lins, figlio d’arte, che dal geniale padre Ivan ha ereditato la passione nei confronti della melodia e un notevole gusto musicale, evidenti caratteristiche del suo nuovo lavoro intitolato “Cara”.

    Adriana Calcanhotto ci racconterà la sua seconda incursione nel mondo “Partimpim”, con un’intervista nella quale ci svelerà, canzone dopo canzone, il ricco repertorio di quest’album. Nell’universo del samba entreremo grazie alla testimonianza di un bravissimo compositore di questo stile musicale tipicamente carioca, Moacyr Luz, che ci parlerà dell’album “Batucando”, ma anche attraverso il punto di vista più contemporaneo di una band che sta riscuotendo grande successo tra il pubblico dei giovani cariocas, i Casuarina, che hanno da poco realizzato un ricchissimo “Mtv apresenta”, con importanti ospiti e molto ritmo.

    Sorprendente sarà l’ascolto del nuovo cd di Marcos Sacramento, che nella sua intervista ci spiegherà il perché di un certo allontanamento dal samba. Il compositore mineiro Affonsinho, pupillo del grande autore Ronaldo Bastos, ci presenterà le 16 tracce del suo nuovo lavoro “Meu plano” mentre Celso Fonseca, uno dei più straordinari chitarristi brasiliani, che ha lavorato per anni accanto a Gilberto Gil, ci parlerà di “Pagina Central” un bellissimo progetto realizzato con uno dei principali protagonisti della bossa nova: Marcos Valle.

    Non posso, infine, non rivelarvi che una delle prossime ospiti di Brasil sarà Miucha, interprete di grande classe, sorella di Chico Buarque de Hollanda, ex moglie di João Gilberto, mamma di Bebel Gilberto, musa ispiratrice dei due principali geni della musica popular brasileira: Vinicius de Moraes e Tom Jobim. Pensate cosa avrà da raccontare questa divertentissima donna degli anni passati accanto a queste figure mitologiche.

    Vi aspetto quindi a Brasil, come sempre la domenica notte su Radio Uno Rai dopo il Giornale Radio della mezzanotte. Sapere che gran parte degli amici che legge queste pagine ci segue con passione via radio è una delle più grandi soddisfazioni. Mandateci messaggi, domande e suggerimenti al nostro indirizzo: brasil@rai.it. Vi risponderemo con grande piacere!

     



    Tagged as: brasil, max de tomassi, musica brasiliana

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