Stranieri, amnistia per quarantamila
È scaduto a fine 2009 il termine che consentiva ai cittadini stranieri residenti clandestinamente in Brasile di regolarizzare la propria posizione. Lo aveva stabilito un decreto-legge promulgato nello scorso luglio. In una conferenza stampa indetta la scorsa settimana, il segretario nazionale per la Giustizia, Romeu Tuma Júnior, ha fornito alcuni dati sull'attuale situazione.

Romeu Tuma Júnior
Secondo il responsabile, oltre quarantamila cittadini di 135 diverse nazionalità hanno potuto godere dei benefici della nuova "Lei de anistia". Il provvedimento, emanato sei mesi fa dal presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, riguardava tutti gli stranieri entrati nel territorio brasiliano prima del 1º febbraio 2009 e non ancora in possesso dei necessari requisiti per risiedervi. Nelle previsioni del governo federale, almeno cinquantamila persone avrebbero dovuto usufruirne, pertanto i risultati devono essere considerati leggermente al di sotto delle aspettative. Nella lista delle varie provenienze dei beneficiari, primi per numero sono i boliviani, ben 16mila. Seguono i cinesi (oltre 5.000), i peruviani (4.500) e i paraguaiani (4.000).
Tra le nazionalità europee, i portoghesi (700) precedono gli italiani (500). Ricevuta l'autorizzazione stabilita attraverso il decreto-legge presidenziale 6.893 di cui sopra e dopo aver pagato imposte di registro per circa 95 real complessivi, lo straniero può dimorare stabilmente in Brasile per due anni. Novanta giorni prima della scadenza di tale permesso, gli è consentito presentare una richiesta di residenza permanente al ministero della Giustizia.


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