Paolo Andriolo: “Rio Funk” (2009)
Il bassista Paolo Andriolo è uno che in Brasile non si crogiola al sole, preferendo animare infuocate jam session. In questo notevole "Rio Funk" mostra inedite capacità autorali, in aggiunta a una sensibilità dello strumento acquisita operando come side man di livello internazionale. Coinvolgendo nel suo avvincente progetto abili colleghi e illustri guest, il padovano si rivela inoltre carismatico band leader.

La copertina del cd
Il suo funk non è il fragoroso batidão carioca, un tempo voce del morro, oggi artificioso fenomeno di cassetta, ma un bollente infuso di sambalanço, samba-reggae e schietto r&b. Un distillato essenziale che Andriolo prepara attingendo direttamente alla fonte brasiliana delle note. Ottimi esempi di genuinità sono la sincopata rilettura della (ir)razionale "Que beleza" di Tim Maia e la suingante "Boneka", scritta di proprio pugno e attraversata dalle percussioni degli AfroReggae. Su tutto il lavoro aleggiano l'energia primordiale e le percezioni istintive della cantante Luma, pantera capace di ruggire e graffiare ma pure di fare le fusa, sciogliendosi in una struggente ballata come "A noite" di Ivan Lins. L'arabeggiante sertão di "Milagreiro" viene fedelmente reso da un'interpretazione che rivaleggia per intensità con quella storica dell'autore Djavan e Cassia Eller. Tra i pregevoli brani strumentali qui contenuti scegliamo l'autarchica "Arcoverde", bossa dal piacevole sapore lounge e la bella versione della pastorale mineira "Tudo que você podia ser" di Márcio e Lô Borges. La title-track ben rappresenta l'intero album, costituendo una perfetta sintesi di fruibilità, tempo, coerenza, poesia ed estasi. Il sigillo degli Azymuth conferisce alla traccia il definitivo imprimatur.
Il suono dell'album è equilibrato, corposo e rotondo. Andriolo si regala un ottimo debutto da solista, un esordio sui generis che avviene ad età della ragione abbondantemente acquisita. Musicisti esperti e affidabili come lui vengono spesso definiti "turnisti". L'impressione è che sia davvero giunto il suo turno. Quello di raccogliere sinceri e meritati applausi. http://www.paoloandriolo.com. ****


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