Economia, cambiano gli equilibri
Nel 2030, il Brasile sarà la quinta potenza economica del pianeta. Nel 2020, il prodotto interno lordo complessivo dei primi sette paesi emergenti (E7), tra i quali ora figura il Brasile, supererà quello totale del G7, formato dalle sette nazioni attualmente più industrializzate. A dirlo è un rapporto presentato due giorni fa da PricewaterhouseCoopers, importante network internazionale specializzato in consulenze fiscali, con sede a Londra.
Secondo le proiezioni della società inglese, nel 2020 la Cina toglierà agli Stati Uniti la leadership del ranking economico mondiale. «Il progresso cinese - si legge nel dossier di PwC - sarà la locomotiva che trainerà lo sviluppo dei principali paesi emergenti, il cui peso relativo aumenterà enormemente». Il gruppo E7 comprende oggi Cina, Brasile, India, Russia, Messico, Indonesia e Turchia. L'attuale G7 è composto, nell'ordine, da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Canada. Nel 2000 il prodotto interno lordo complessivo dei G7 era doppio rispetto a quello degli E7, ma negli ultimi dieci anni questi ultimi si sono notevolmente avvicinati, anche a causa degli sconvolgimenti finanziari provocati dalla crisi mondiale.
PwC prevede che la distanza tra i due blocchi si riduca di un ulteriore 35 per cento nei prossimi cinque/sei anni, fino ad annullarsi completamente entro la fine della decade, momento in cui avverrà il definitivo sorpasso. Nel 2030, infine, la classifica delle prime dieci economie mondiali vedrà in testa la Cina, seguita nell'ordine da Usa, India, Giappone, Brasile, Russia, Germania, Messico, Francia e Gran Bretagna.

