In Brasile un giorno per l’Italia
Si è concluso da pochi giorni l'iter parlamentare che istituisce ufficialmente in Brasile la "Giornata nazionale dell'emigrante italiano". La data prescelta, in modo non casuale, è il 21 febbraio. Salpata da Genova il 3 gennaio 1874, la nave "La Sofia" attraccò nel porto di Vitória (Es) il 21 febbraio successivo, con a bordo 386 italiani. Uno studio del sociologo Renzo Maria Grosselli lo indica come il primo sbarco in massa di nostri migranti nel paese sudamericano.

Festa italiana nella Serra Gaúcha
In quell'occasione, centinaia di famiglie di braccianti agricoli originari della provincia di Trento giunsero nella regione per lavorare le terre del latifondista Pietro Tabacchi, proprietario della fazenda "Monte das palmas", situata in località Aracruz. La proposta di istituire una giornata per festeggiare la ricorrenza venne presentata nel 2001 dal senatore capixaba Gerson Camata (Pmdb). Il progetto di legge era stato ufficializzato con un decreto federale del 2 giugno 2008. Lo stato di Espírito Santo vede così riconosciuto formalmente il titolo che da molto tempo studiosi brasiliani e italiani gli attribuiscono, cioè quello di "culla" dell'immigrazione italiana in Brasile.
Nei giorni scorsi, l'ambasciatore italiano a Brasília, Gherardo la Francesca, ha reso nota l'intenzione del governo di Roma di elaborare un piano per la diffusione della cultura italiana in Brasile. A questo scopo, sarebbero stati avviati contatti con organismi del ministero della Cultura brasiliano. Presso molte università del paese già esistono numerosi progetti accademici in tal senso, condotti da circa 250 docenti italiani.


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E che si dice dell'anno dell'Italia in Brasile? Ho avuto notizie in riguardo, sapete niente? Sarebbe proprio il 2011...
Caro Marcus, il 2011 è stato ufficializzato come "Ano da Itália no Brasil" un paio di mesi fa, nel corso del forum economico "Brasil-Itália" di São Paulo. A tutt'oggi non esiste una programmazione o un calendario di eventi, ma in merito sono state avviate trattative a livello consolare. Appena vi saranno notizie, "Osservatorio Brasile" non mancherà di comunicarle. Grazie e un carissimo saluto, Antonio Forni.