In Brasile le bionde sono in fermento
Qualcosa si muove nel mondo brasiliano della birra, segmento commerciale di fondamentale rilevanza. L'olandese Heineken ha annunciato in settimana l'acquisto per 5,3 miliardi di euro della messicana Femas, titolare a fine 2009 di una quota pari al 7,2 per cento dell'intero mercato verdeoro (fonte: Nielsen, ndr), grazie ai marchi Sol, Kaiser, Xingu, Bavaria e Summer draft.

Una pubblicità Skol
Sommata alla piccola quota già detenuta in proprio, la porzione complessiva ora di competenza dell'azienda con sede ad Amsterdam è circa dell'8 per cento. In virtù del nuovo scenario, alcuni analisti prevedono per i prossimi mesi una lotta con i gruppi brasiliani Schincariol (11,6 per cento del mercato) e Petrópolis (9,6) per accaparrarsi fette sempre più grosse della torta. La netta impressione è che l'entrata in gioco di Heineken potrà sicuramente dare impulso alla concorrenza, ma farà sentire i propri effetti in maniera, tutto sommato, marginale. Se guerra sarà, dovrà giocoforza limitarsi a una battaglia di retrovia o, al massimo, a una disputa per il secondo posto.
AmBev, infatti, domina il mercato verdeoro con una quota del 70 per cento. Ciò grazie ai marchi-icona Brahma e Antarctica, simboli del Brasile all'estero almeno quanto il carnevale e il futebol, ma soprattutto attraverso Skol, la preferita dai brasiliani (32,7 per cento dei consumi, davanti a Brahma con il 18,5 e Antarctica con il 12,3). La multinazionale di São Paulo, molto attiva anche nel comparto dei soft drink e delle acque minerali, insieme con la belga Interbrew qualche anno fa ha costituito InBev. Quello nato dalla loro fusione è il maggiore produttore di birra al mondo, un colosso da oltre 17 miliardi di euro di fatturato che in Italia è molto presente con i marchi Stella Artois, Beck's e Leffe.
Una corazzata, peraltro, non priva di qualche significativa falla, soprattutto in ambito occupazionale. È di qualche giorno fa la notizia del sequestro momentaneo a scopo dimostrativo, avvenuto nella sala-riunioni dello stabilimento di Liegi, di alcuni dirigenti del gruppo da parte di dipendenti inferociti per la riduzione della forza lavoro in Belgio.


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