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    Il 2009 anno eccellente per il Cinebrasile

    Scritto da Giovanni Ottone • 13 gennaio 2010 • Stampa questo articolo

    Già durante lo scorso luglio avevamo documentato che il primo semestre del 2009 aveva registrato un netto rilancio del cinema brasiliano. Quei dati, alla luce delle statistiche definitive del 2009 (fonte Sindacado das Empresas Distribuidoras Cinematográficas do Municipio do Rio de Janeiro e Filme B, il miglior istituto specialistico di analisi) sono stati più che confermati.

    Una scena di "Salve Geral"

    Una scena di "Salve Geral"

    Pertanto, l’anno appena trascorso si può definire come uno dei migliori dell’intera decade, con risultati che si approssimano a quelli eccezionali del biennio 2003-2004. In effetti, nel corso del 2009 si è assistito ad un notevole incremento del pubblico complessivo nelle sale cinematografiche: sono stati venduti circa 112 milioni di biglietti, rispetto agli 89,3 milioni del 2008, con un incremento pari a circa il 25%. In questo contesto i dati relativi al cinema nazionale sono stati straordinari.

    Sono stati lanciati commercialmente 80 lungometraggi, un numero pressoché pari a quelli distribuiti nel 2008. Il pubblico che ha assistito a film nazionali è però quasi raddoppiato rispetto a quello dell’anno precedente: circa 16,3 milioni di spettatori, con un market share pari a circa il 15% del pubblico totale, mentre nel 2008 gli spettatori furono 8,8 milioni ed il market share fu appena il 9,9%.

    Analizzando il lotto dei lungometraggi distribuiti nel 2009, si notano alcuni campioni d’incassi, commedie popolari o trasposizioni cinematografiche di serials televisivi, con attori notissimi, diretti da registi sperimentati e famosi anche per le loro telenovelas e spesso coprodotti da Globo Filmes. In primo luogo vi è il leader assoluto di pubblico delle ultime decadi: ‘Se eu fosse você 2’, di Daniel Filho, che ha raggiunto la cifra record di 6,093 milioni di spettatori.

    Una scena di "E' proibido fumar"

    Una scena di "E' proibido fumar"

    Tra gli altri film, con un pubblico oscillante tra 1,8 e 2,2 milioni di spettatori, citiamo: ‘A mulher invisivel’, di Cláudio Torres; ‘Divã’ e ‘Os Normais 2’, entrambi di José Alvarenga. Altri film, d’autore, su cui erano riposte buone speranze di interesse da parte del pubblico, hanno ottenuto, in alcuni casi, discreti risultati, con un pubblico variabile tra i 100 mila e i 300 mila spettatori. Ci riferiamo ad esempio ai seguenti lungometraggi di finzione (alcuni dei quali già recensiti su Musibrasil nei nostri reportages da Festival internazionali avvenuti nel corso del 2008 e del 2009): ‘Verônica’, di Mauricio Farias; ‘O menino da porteria’, di Jeremias Moreira; ‘Budapeste’, di Walter Carvalho; ‘A festa da menina morta’, opera prima del noto attore Matheus Nachtergaele; ‘Jean Charles’, di Henrique Goldman; ‘A deriva’, di Heitor Dhalia; ‘O contador de histórias’, di Luiz Villaça; ‘Se nada mais der certo’, di José Eduardo Belmonte. E ancora: ‘Tempo de paz’, di Daniel Filho, eccellente dramma che adatta una fortunata opera teatrale (insolito sguardo d’autore per un regista specializzato in ben congegnate commedie di successo); ‘Quanto dura o amor’, opera seconda di Roberto Moreira, controverso tentativo di presentare relazioni sentimentali e sessuali, tra individui della classe media, nel complesso universo metropolitano di São Paulo.

    Anche alcuni documentari, che descrivono, con serietà e creatività, artisti, cantanti ed aspetti della variegata società brasiliana, hanno ottenuto un discreto successo tra un pubblico necessariamente di élite, considerato che la loro distribuzione è stata oltremodo limitata. Tra gli altri menzioniamo: ‘Titãs – A vida até parece uma festa’, di Branco Mello e Oscar Rodriguez Alves; ‘Palavra encantada’, di Helena Solberg; ‘Anabazys’, di Joel Pizzini e Paloma Rocha; ‘KFZ 1348’, di Gabriel Mascaro e Marcelo Pedroso; ‘Simonal – Ninguém sabe o duro que dei’, di Claudio Manoel, Micael Langer e Calvito Leal; ‘Loki – Arnaldo Batista’, di Paulo Henrique Fontenelle; ‘Moscou’, di Eduardo Coutinho; ‘Herbert de perto’, di Roberto Berliner e Pedro Bronz. Un rilievo specifico riguarda due altri documentari: ‘Alô, Alô Terezinha’, di Nelson Hoineff, gustosissimo ritratto della vita e della carriera di Chacrinha, il famoso presentatore di programmi televisivi musicali e di varietà, molto popolare durante il ventennio della dittatura militare; ‘Cidadão Boilesen’, di Chaim Litewski, interessantissima rievocazione di un impresario che finanziò le operazioni di tortura del regime militare e fu assassinato dalla guerriglia antifascista a São Paulo, nel 1971.

    Una scena di "Lula, o filho do Brasil"

    Una scena di "Lula, o filho do Brasil"

    Occorre inoltre citare quattro lungometraggi, distribuiti tra ottobre e dicembre, e tuttora presenti nelle sale cinematografiche, perché hanno ottenuto ampi riconoscimenti dalla critica e, finora, una buona risposta da parte del pubblico. ‘Salve Geral’, di Sérgio Rezende, è stato candidato dal Brasile all’Oscar 2010 per il miglior film straniero. Si tratta di un dramma che racconta la vicenda personale di una quarantenne, appartenente alla classe media, ma impoverita (eccellente interpretazione di Andrea Beltrão). La donna, per aiutare il figlio, incarcerato per omicidio, si trova coinvolta con l’organizzazione criminale di detenuti denominata “Primeiro Comando da Capital (PCC)” che, nel 2006, organizzò una rivolta dentro e fuori le carceri e riuscì a paralizzare, per tre giorni, la metropoli di São Paulo, causando oltre 200 morti.

    Il film è ben strutturato, costruisce discretamente i personaggi, si svolge con un buon ritmo narrativo ed evita alcuni facili clichés. ‘È proibido fumar’, opera seconda di Anna Muylaert, è stato il grande vincitore del “42° Festival de Brasília do Cinema Brasileiro”, svoltosi alla fine di novembre. Ha ottenuto otto premi, attribuiti dalla giuria: miglior film, miglior attore (Paulo Miklos), miglior attrice (Gloria Pires), miglior attrice non protagonista (Dani Nefussi), miglior sceneggiatura, miglior scenografia, miglior colonna sonora e miglior montaggio. È una convincente commedia drammatica, ricca di humour e di sensibilità che si svolge a São Paulo, nel quartiere residenziale di Higienópolis. Vede quali protagonisti una coppia di quarantenni che vivono nel passato, avendo difficoltà ad accettare il mondo moderno, e che sono coinvolti in una travagliata vicenda amorosa.

    Sérgio Machado

    Sérgio Machado

    ‘Besouro’, opera prima di João Daniel Tikomiroff, ricostruisce, con un approccio fantasioso e relativamente efficace (grazie alle scene di azione e all’ottima colonna sonora composta da Gilberto Gil, con la partecipazione di Naná Vasconcelos e di Nação Zumbi), la storia vera di un famoso capoerista baiano che, negli anni ’20, divenne un leader della resistenza dei negri ex schiavi contro lo sfruttamento da parte dei latifondisti. ‘Praça Saenz Peña’, di Vinicius Reis, è ambientato nei primi mesi del 2003 e narra le controverse vicende di una famiglia della classe media di Rio che abita in un quartiere residenziale. Sullo sfondo sono collocati due eventi politici rilevanti: la prima elezione di Lula alla Presidenza della Repubblica e l’inizio della guerra in Iraq su iniziativa degli USA e dei Paesi a loro alleati. Nel cast figurano Chico Diaz e Maria Padilha.

    A fronte del buon andamento della produzione e del mercato cinematografici è utile considerare la situazione attuale dei meccanismi di finanziamento ed il ruolo dello Stato in termini di legislazione e di promozione del settore. Come noto il sistema di finanziamento del compartimento audiovisivo in Brasile dipende essenzialmente da un meccanismo di incentivazioni controllato dallo Stato, basato sull’esenzione fiscale (renuncia fiscal) dei soggetti che investono nel settore e normato da un complesso di leggi di cui la principale è la Lei do Audiovisual (1995).

    È un modello che ha favorito la Retomada del cinema brasiliano, il pluralismo produttivo e la forte presenza della figura del cineasta-produttore. Peraltro negli ultimi anni ha condizionato spesso, con eccessivi vincoli, il ciclo produttivo, in quanto la fattibilità dei progetti viene a dipendere sostanzialmente dal calendario dei bandi di concorso (editais). Pertanto l’istituzione del nuovo “Fundo Setorial do Audivisual”, con legge del dicembre 2007, pienamente operativo dal 2009, con un’erogazione complessiva nel corso dell’anno di 74 milioni di reais, ha rappresentato un elemento di differenziazione. Vale a dire che, pur mantenendo il meccanismo principale di incentivazione “a fondo perduto”, su base concorsuale, lo Stato ha scelto di stimolare il rischio imprenditoriale, collegando i finanziamenti ai risultati. Quindi le imprese di produzione cinematografica possono diventare partners dei soggetti pubblici sulla base delle vendite commerciali e della quantità di spettatori relative al film sovvenzionato. Cioè il progetto di film è considerato ab origine sulla base del suo potenziale di mercato e dei precedenti risultati commerciali dell’impresa produttrice.

    In sintesi si può dire che il settore audiovisivo (con opere per il cinema e per la TV) si avvale di un insieme di meccanismi di finanziamento. Citiamo i principali, oltre al già menzionato Fundo Setorial: la Lei do Audiovisual ( con fondi relativi agli articoli 1°, 3°, quest’anno ridimensionato dalla crisi del mercato dell’homevideo, dovuto alla netta riduzione delle vendite di DVD, 1°A e 3°A); i Funcines; il Procult (Programma de Apoio à Cadena Produtiva do Audivisual); il Prêmio Adicional de Renda e il Prêmio Ancine de Qualidade, promossi direttamente dall’Agência Nacional de Cinema (Ancine), anche con il fine di incentivare fattivamente la distribuzione; gli Editais Nacionais (Programa Petrobras Cultural, BNDES, Ministério da Cultura - Secretaria do Audiovisual); gli Editais Regionais e la Riofilme. Secondo un’inchiesta, della Revista de Cinema di São Paulo, il complesso di fondi erogati nel 2009 dalle suddette fonti è stato superiore a 320 milioni di reais.

    Da ultimo è necessario segnalare che il 30/12/2009 è stato pubblicato il Decreto Presidencial 7061/2009 che determina la obbligatorietà di esibizione di opere cinematografiche brasiliane nelle sale commerciali (la cosiddetta “Cota de Tela”). Pertanto ogni cinema del Paese dovrà programmare 2 lungometraggi per un minimo di 28 giorni all’anno. Questo numero, come il minimo obbligatorio di titoli, aumenta in relazione alla quantità di sale di ogni complesso (in caso di una multisala). Il meccanismo, presente in Brasile dal 1934, con successive variazioni, ha l’obiettivo di proteggere la cinematografia nazionale e di garantire la circolazione e l’accesso alle opere audiovisive prodotte nel Paese.

    Concludiamo con una panoramica dei film d’autore più attesi che saranno distribuiti nel primo semestre del 2010. È già nelle sale, dal primo gennaio scorso, il film evento dell’anno: ‘Lula – O filho do Brasil’, di Fábio Barreto. Si tratta dell’adattamento dell’omonimo romanzo di Denise Paraná, biografia, autorizzata dal Presidente, che racconta la sua vita dall’infanzia fino agli anni ’70, quando, essendo operaio metallurgico, nell’area del cosiddetto ABC paulista, divenne leader sindacale e fu imprigionato. È un film accademico, centrato sulla figura della madre di Lula, Dona Lindu (Gloria Pires) e sulle difficoltà a sopravvivere di una donna sola, immigrata dal Nordeste, con sette figli, nel corso degli anni ’50 e ’60, nell’entroterra dello stato di São Paulo. Nel cast, oltre all’esordiente Rui Ricardo, che interpreta Lula nell’età adulta, figurano altri noti attori, fra cui: Cleo Pires, Juliana Baroni, Milhem Cortaz, Lucélia Santos e Mariah Teixeira.

    Tra gennaio ed aprile saranno lanciati vari film già presentati nella sezione Première Brasil del Festival di Rio dello scorso ottobre 2009 (recensiti da Musibrasil nel novembre 2009): ‘Os inquilinos’ di Sérgio Bianchi; ‘Histórias de amor duram apenas 90 minutos’, di Paulo Halm; ‘Os famosos e os duendes da morte’, di Esmir Filho; ‘Olhos azuis’, di José Joffily; ‘Sonhos roubados’, di Sandra Werneck’. Nello stesso periodo saranno distribuiti anche due film presentati all’ultima Biennale di Venezia (recensiti da Musibrasil nell’ottobre 2009): ‘Insolação’, di Daniela Thomas e Felipe Hirsh e ‘Viajo porque preciso, volto porque te amo’, di Karim Aïnouz e Marcelo Gomes.

    Altri tre film che suscitano aspettativa per il riconosciuto valore dei registi e dei progetti produttivi saranno esibiti in sala tra marzo ed aprile. ‘Cinco vezes favela – Agora por nós mesmos’, di Luciana Bezerra, Luciano Vidgal, Cadu Barcelos, Wagner Novais, Manaira Carneiro, Cacau Amaral e Rodrigo Felha, è una specie di remake del famoso omonimo film del 1961, firmato da cinque famosi registi, tra cui Cacá Diegues, e simbolo del movimento studentesco e del Cinema Novo. Il progetto, realizzato da sette giovani registi e coordinato dallo stesso Diegues che ne è anche il produttore, mette in scena episodi realistici di vita nelle favelas di Rio de Janeiro. ‘As melhores coisas do mundo’, terzo film di Laís Bondanzky, narra episodi della quotidianità di un gruppo di adolescenti, di età compresa tra 15 e 18 anni, della classe media di São Paulo. Mette in risalto i problemi consueti di un’età critica di passaggio: la scoperta della sessualità, i primi amori, la scuola, i rapporti con genitori ed adulti in generale. ‘Quincas Berro d’Água’, di Sérgio Machado, prodotto dalla VideoFilmes di Walter Salles, è un adattamento del romanzo ‘A morte de Quincas Berro d’Água’, del famoso scrittore baiano Jorge Amado. Narra la vicenda di un uomo moralmente integro che un giorno decide di dedicare la sua vita a svaghi e divertimenti di ogni tipo. Girato a Salvador, vede la presenza di attori noti, quali João Miguel, Paulo José, Mariana Ximenes e Luiz Miranda, e di non attori.

    Infine tre film potenzialmente interessanti saranno distribuiti tra marzo e maggio. ‘Federal’, di Erik de Castro, è un film d’azione che racconta la vicenda di un’operazione di polizia attuata per arrestare un pericoloso trafficante di droga che si è installato a Brasília. Nel cast figurano Selton Melo, Eduardo Dusek e l’attore statunitense Michael Madsen. ‘400 contra 1 – A história do Comando Vermelho’, di Caco Souza, narra la storia della nascita della nota gang di narcotraficantes denominata Comando Vermelho, nel presidio carcerario di Ilha Grande, negli anni ’70. L’organizzazione criminale, che giunse a controllare il 70% del mercato della cocaina a Rio de Janeiro, è tuttora molto attiva. Il film cerca di interpretare il punto di vista dei delinquenti che si giovarono del contatto con i detenuti politici incarcerati dal regime militare per acquisire nozioni di organizzazione e di tecnica di guerriglia. Nel cast figura il noto attore Daniel de Oliveira. ‘Todo mundo tem problemas sexuais’, di Domingos Oliveira, è l’adattamento dell’omonima commedia teatrale, scritta e diretta dallo stesso regista, e si compone di cinque episodi che affrontano problematiche attuali relative alle relazioni sessuali. Tra i protagonisti vi è il noto attore Pedro Cardoso.



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