Donne di vita e vite di donne
Renata è un ex-prostituta, ha lasciato la vita quando ad una festa di compleanno ha conosciuto César, avvocato di successo grazie al matrimonio con l’erede di uno degli studi legali più prestigiosi di Rio. Renata Cenerentola, Renata Pretty woman. Renata che pare avere talento per stare nell’alta società. È bella, ha movenze fini, modi da gran signora. E così Renatinha viene via dai bassi fondi, si trasferisce nell’appartamento di César, ormai separato.

La scrittrice paulista Ivana Arruda Leite
Dopo un inizio segnato da una focosa passione clandestina i due amanti, così diversi, così complementari, trascorrono come fossero moglie e marito dieci lunghi anni in un lussuoso appartamento a Copacabana: «Camminare per Rio de Janeiro la mattina, con questa luce, con questo sole, vedere il mare e questo paesaggio mozzafiato mi fa venire una rabbia... Nessuno può sostenere la responsabilità di vivere in un posto così bello. A SãoPaulo puoi essere infelice quanto vuoi. La tua miseria si assomma alla miseria della città e diventa un tutt'uno con essa». Centro di São Paulo, Hotel Novo Mundo, una pensioncina familiare nella zona popolare della città che non ha niente a che vedere con l'omonimo Hotel carioca, scalo preferito dai turisti più facoltosi.
Due ore di volo e una vita che inverte direzione, senza preavviso, senza un piano, una prospettiva. Scappare da un uomo infedele, da una esistenza nella quale forse non ci si riconosce, dalla paura di soffrire per amore, di annullarsi nell’amore. São Paulo – Rio, Rio - São Paulo, la strada che congiunge l’inferno col paradiso, il passato col futuro, la carnalità col Divino. Ed è proprio in questo infimo alberghetto che si materializza per Renata la possibilità finalmente di trovarsi, scavando nel passato, buttandosi senza paracadute verso un futuro improbabile.
«Una donna inutile, senza la minima idea di cosa fare d’ora in avanti» è la protagonista di questo breve romanzo di Ivana Arruda Leite, pubblicato nel 2009 da Editora 34. Spogliata di fronzoli e buone maniere, l’ex-prostituta/ex-madame dell’alta società carioca si ritrova a che fare con esseri semplici, insignificanti o mediocri, miserabili venuti dalla campagna e santoni, lesbiche e musicisti falliti, un sottobosco di tipi facilmente riconoscibili e prevedibili ma che traboccano di umanità e la conducono allo scioglimento del proprio nodo esistenziale.
Un racconto in prima persona carico di tutte le suggestioni della colloquialità, ironico e divertente e a volte crudele e tenero allo stesso tempo, come crudele e tenera può sembrarci la vita che si agita frenetica e incurante quando alziamo la pietra che nasconde il formicaio. Da leggere piacevolmente tutte di un fiato le 118 pagine che segnano l’esordio come romanziera della ormai veterana bloggeira e raccontista Ivana Arruda Leite; un libro che senza moralismi e senza la presunzione di voler scavare nelle intime ragioni altrui, racconta uno spaccato di vita molto più comune di quanto non si pensi.
Ivana Arruda Leite «Hotel Novo Mundo», Editora 34, São Paulo 2009.


Entries(RSS)